Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:12
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

È morto in un bombardamento il clown che faceva ridere i bambini di Aleppo est

Immagine di copertina

Anas al-Basha aveva 24 anni. Era rimasto in città, nonostante l'assedio e le esplosioni sempre più frequenti

Anas al-Basha amava indossare il suo vestito da clown, con la sua parrucca color arancio e il cappello giallo canarino decorato con fiori, il naso e le gote rosse. Ma adorava ancora di più regalare qualche momento di spensieratezza ai bambini che, come lui, vivevano nei quartieri assediati di Aleppo est.

Anas è morto martedì 29 novembre, ucciso dall’ennesimo attacco aereo sferrato dalle forze governative nelle aree controllate dai gruppi ribelli. Aveva 24 anni ed era sposato da poco più di due mesi. 

Giovane e socialmente impegnato, lavorava per Space of hope, un’organizzazione non governativa locale impegnata nel fornire aiuti umanitari. 

Il ragazzo si trovava nel quartiere di Mashhad quando sono cominciate le esplosioni. Lo ha reso noto l’agenzia di stampa Afp. Qualche ora dopo, sul profilo Facebook del fratello Mahmoud al-Basha, è comparso un post: “Ha vissuto per far ridere i bambini e donare felicità nel luogo più pericoloso e buio del mondo”. 

Anas si era rifiutato di lasciare la città, nonostante l’acuirsi del conflitto. Aveva deciso di rimanere per continuare il suo lavoro come volontario, aiutando i civili e portando un po’ di speranza ai bambini nelle strade. 

Attualmente nei quartieri a est di Aleppo sono almeno 250mila le persone costrette a vivere sotto assedio, tra cui 100mila bambini, mentre 25mila sono quelle costrette a lasciare le proprie abitazioni. 

Samar Hijazi, la supervisore di Space of hope, ha voluto ricordarlo come un amico che amava lavorare con i bambini. “Tutti noi siamo esausti, ma dobbiamo trovare la forza per fornire sostegno psicologico agli altri e continuare il nostro lavoro”, ha sottolineato Hijazi. 

— LEGGI ANCHE: Come si muore ad Aleppo

Ti potrebbe interessare
Esteri / Ucraina: il presidente Zelensky ha licenziato il comandante delle forze armate Oleksandr Syrsky
Esteri / L’indiscrezione del New York Post: “Trump vorrebbe il presidente della Fifa Gianni Infantino come nuovo segretario generale dell’Onu”
Esteri / Hormuz: un’altra notte di raid incrociati tra Usa e Iran nel Golfo. Trump: “Non abbiamo ancora chiuso i conti”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Ucraina: il presidente Zelensky ha licenziato il comandante delle forze armate Oleksandr Syrsky
Esteri / L’indiscrezione del New York Post: “Trump vorrebbe il presidente della Fifa Gianni Infantino come nuovo segretario generale dell’Onu”
Esteri / Hormuz: un’altra notte di raid incrociati tra Usa e Iran nel Golfo. Trump: “Non abbiamo ancora chiuso i conti”
Esteri / Nuovi raid incrociati tra Stati Uniti e Iran nel Golfo. In fiamme due petroliere nello Stretto di Hormuz
Esteri / Beirut, la capitale degli sfollati: “Dopo gli attacchi di Israele la città è diventata un centro di accoglienza” | VIDEO
Cinema / Sharon Stone a Donald Trump: “Comportati in modo da rendere fiera una madre”
Esteri / Il sindaco di New York Mamdani “regala” una serata ai genitori: babysitter gratis per uscire senza figli
Esteri / Hormuz: Trump ripristina il blocco navale contro l’Iran e annuncia un "pedaggio" del 20% sul trasporto merci
Esteri / Nuovi raid tra Usa e Iran: Washington bombarda diverse città, Teheran reagisce contro i vicini del Golfo
Esteri / Donald Trump conferma: “Gli Usa continueranno a negoziare con l’Iran, ma il cessate il fuoco è finito”