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Home » Esteri

“Hamas prepara qualcosa di orribile”: Haaretz svela l’avvertimento degli Emirati Arabi a Netanyahu prima del 7 ottobre. Tel Aviv smentisce

Immagine di copertina
Il premier di Israele, Benjamin Netanyahu, e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed al-Nahyan. Credit: RONEN ZVULUN/POOL/SIPA / Justin Ng / Avalon / AGF

Un’inchiesta del quotidiano israeliano rivela un colloquio riservato tra Mohammed bin Zayed e il premier a pochi giorni dagli attentati. Un allarme rimasto inascoltato che fa esplodere la polemica politica a cinquanta giorni dalle elezioni

Una decina di giorni prima degli attentati del 7 ottobre 2023, il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed al-Nahyan, avrebbe avvisato il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, che l’allora leader di Hamas, Yahya Sinwar, stava pianificando un’operazione su larga scala contro lo Stato ebraico, un avvertimento recepito dal capo del governo israeliano, che però non l’avrebbe condiviso con i responsabili delle forze armate e di sicurezza del Paese.
L’indiscrezione, pubblicata sul quotidiano israeliano Haaretz, riferisce di una telefonata di circa 45 minuti in cui Mohammed bin Zayed avrebbe ammonito Netanyahu: “Devi prepararti per un evento orribile”. Una ricostruzione prontamente respinta dall’ufficio del primo ministro di Israele, che ha bollato il contenuto dell’articolo come “una completa menzogna”. Una smentita che non ha placato però la polemica politica a meno di due mesi dalle elezioni del 27 ottobre.

“Ripetuti avvertimenti”
L’inchiesta, firmata da Shlomi Eldar e Ruth Yuval in vista dell’uscita del loro nuovo libro “Kidnapped: 843 Days of Abandonment”, si basa sulle dichiarazioni di decine di fonti, tra cui alti esponenti di governo in Israele e nel resto del mondo. In particolare tre funzionari stranieri, tra cui un consigliere di Mohammed bin Zayed, hanno confermato ai giornalisti di Haaretz il contenuto della telefonata avvenuta alla fine di settembre 2023 con Netanyahu, smentita dal governo di Tel Aviv.
Durante il colloquio, secondo le fonti citate, il presidente degli Emirati Arabi Uniti avrebbe avvertito il premier israeliano che l’attacco pianificato da Hamas avrebbe provocato spargimento di sangue, destabilizzato la regione e potenzialmente compromesso gli Accordi di Abramo. L’avviso, secondo i giornalisti di Haaretz, avrebbe dovuto essere considerato credibile visto che lo stesso Sinwar sarebbe stato la fonte di Mohammed bin Zayed.
Frustrato dalla mancanza di progressi nei negoziati con Israele per lo scambio di prigionieri, a metà del 2023, il leader di Hamas avrebbe infatti ripetutamente chiesto a un esponente di Fatah di avvertire gli israeliani delle conseguenze di un mancato accordo. “Dite agli israeliani che, se i negoziati non avanzano, sto preparando una grande sorpresa per loro”, avrebbe detto allora Sinwar in una conversazione con il suo interlocutore palestinese, riportata dal quotidiano israeliano. “Dite loro di aspettarsi un terremoto”. In un altro messaggio, il leader di Hamas avrebbe confidato all’esponente di Fatah che stava preparando “un’operazione formidabile” contro Israele.
Il destinatario dell’avvertimento, che aveva stretti legami con un consigliere del presidente degli Emirati Arabi Uniti, si precipitò ad avvisare l’amico. “Era agitato”, ha confidato il consigliere emiratino ai cronisti di Haaretz. “Era chiaro che l’operazione di cui parlava Sinwar avrebbe potuto avere ripercussioni su tutto il Medio Oriente, ma temeva di riferire l’informazione direttamente allo Shin Bet. D’altra parte, era ancora più terrorizzato all’idea che, se non avesse informato lo Shin Bet, gli israeliani avrebbero potuto accusarlo di collaborare con Sinwar. Temeva sinceramente per la propria vita. Perciò decise di trasmettere il messaggio a Mohammed bin Zayed”.
Abu Dhabi interpretò l’avvertimento come un segnale che Hamas stesse valutando la possibilità di scatenare un conflitto. A metà settembre, allora, sia l’esponente di Fatah che il consigliere del presidente emiratino trasmisero l’informazione direttamente ai servizi interni israeliani. Nei giorni successivi, secondo le fonti citate dal quotidiano, alcuni funzionari delle forze di sicurezza di Tel Aviv discussero della questione, ma l’interpretarono come una semplice minaccia e non adottarono contromisure concrete.
A questo punto, secondo Haaretz, lo stesso Mohammed bin Zayed era talmente preoccupato dalla mancanza di reazione da parte israeliana che decise di parlare direttamente con il premier Netanyahu, che però minimizzò la minaccia. Il presidente emiratino, secondo le fonti citate dal quotidiano, rimase sorpreso dalla risposta ottimista del premier. Netanyahu avrebbe infatti dichiarato al leader arabo che Tel Aviv aveva la situazione sotto controllo a Gaza, che le autorità israeliane erano convinte che Hamas fosse concentrato sulla Cisgiordania e che comunque lo Stato ebraico era pronto a qualsiasi scenario.

Il silenzio di Netanyahu
In seguito, secondo il giornale israeliano, Netanyahu avrebbe persino omesso di informare i vertici dello Shin Bet, del Mossad o delle forze armate (Idf) dell’avviso ricevuto direttamente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti. Secondo Haaretz, infatti, il 1° ottobre 2023 l’allora direttore dello Shin Bet, Ronen Bar, avrebbe proposto nuove azioni preventive contro Hamas, compreso l’assassinio di alcuni importanti esponenti del gruppo terroristico. Netanyahu però non prese alcuna decisione in merito, limitandosi a rispondere ai vertici dei servizi interni che avrebbero dovuto presentare le proprie proposte e che il governo le avrebbe poi valutate. In quell’occasione, secondo le fonti citate dal quotidiano, il premier non avrebbe fatto alcun cenno al colloquio intercorso con Mohammed bin Zayed sulle minacce provenienti da Sinwar.
“Se fossimo stati a conoscenza degli avvertimenti, probabilmente avremmo dato molto più peso al messaggio iniziale che ci era giunto da Sinwar”, ha dichiarato ai cronisti di Haaretz un alto funzionario dello Shin Bet. “Forse avrebbe anche chiarito cosa si celava dietro il suo improvviso ritiro dai colloqui sulla de-escalation all’inizio di settembre”, ha confidato al giornale. “È possibile che avremmo unito i puntini e raggiunto una conclusione completamente diversa da quella a cui siamo poi giunti, una conclusione che avrebbe potuto modificare l’intero quadro delle informazioni a nostra disposizione”.

La polemica politica
In risposta all’articolo pubblicato oggi da Haaretz però, l’ufficio del premier israeliano ha definito la ricostruzione di Shlomi Eldar e Ruth Yuval “una menzogna totale!”. “Il Primo Ministro Netanyahu non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da parte sua”, si legge in una nota del portavoce del capo del governo di Tel Aviv.
La notizia ha comunque scatenato la polemica politica in Israele da parte delle opposizioni. L’ex premier e candidato favorito a sostituire Netanyahu nei sondaggi per le prossime elezioni del 27 ottobre, Naftali Bennett, ha definito “vero” il contenuto del reportage di Haaretz. “La notizia pubblicata stamattina, secondo cui Netanyahu era stato avvertito 10 giorni prima del massacro del 7 ottobre delle intenzioni di Sinwar, è vera”, ha scritto oggi sui social, senza fornire ulteriori dettagli né spiegare come faccia a sapere che la ricostruzione offerta dal quotidiano sia corretta. “Netanyahu ha la responsabilità personale e diretta del fallimento che ha portato alla morte di migliaia di israeliani durante il suo mandato”. Il fatto di “ignorare gli avvertimenti”, ha aggiunto Bennett attaccando il suo avversario, “equivale a una forma di negligenza criminale ed è per questo che sta facendo tutto il possibile per impedire l’istituzione di una commissione d’inchiesta statale che porterebbe alla luce la verità”. “Non è sceso in campo”, ha proseguito l’ex premier accusando ancora Netanyahu. “Non ha allertato i vertici delle forze di sicurezza. Non ha preparato Israele a un attacco. E non ha convocato il governo”, ha continuato. “Cosa ha fatto in quei giorni? Ha continuato a rifornire Hamas per fermare le manifestazioni lungo la recinzione di confine, ha trasferito altri fondi per comprare un po’ di tranquillità, ha promesso altri permessi di lavoro ai lavoratori palestinesi in risposta alle minacce di Hamas e, come al solito, ha ignorato tutti gli avvertimenti dei vertici delle forze di sicurezza”.
Le medesime accuse sono state rilanciate dal leader del partito dei Democratici, Yair Golan. “Netanyahu è inadatto e illegittimo. Il suo posto è in prigione per i crimini commessi contro lo Stato di Israele”, ha attaccato sui social. “Le storie del tipo ‘non mi hanno svegliato’ sono finite. Lui sapeva. Era stato avvertito. Nelle lettere scritte con il sangue di migliaia di israeliani – civili e soldati caduti delle Idf – ci svegliamo oggi con un’altra agghiacciante consapevolezza: l’uomo che ricopre la carica di primo ministro di Israele è qualcuno che ha abbandonato le proprie responsabilità”, ha aggiunto. “L’inchiesta che rivela come Netanyahu abbia ricevuto un avvertimento esplicito dal presidente degli Emirati Arabi Uniti e lo abbia deliberatamente nascosto ai vertici militari e allo Shin Bet, smaschera tutte le bugie che ci ha raccontato. È stato avvertito più e più volte. L’apparato di sicurezza lo ha avvisato. Lo abbiamo avvertito noi: le centinaia di migliaia di democratici che sono scesi in piazza, sui ponti e per le strade, gridando: Stai mettendo a rischio Israele e ci stai conducendo al disastro. E lui ci ha definiti anarchici e ‘kaplanisti’. Ha scelto la propria sopravvivenza politica personale, insieme ai renitenti alla leva e agli estremisti”.
Anche l’ex capo di stato maggiore delle forze armate israeliane e leader del partito Yashar, Gadi Eisenkot, ha colto l’occasione per accusare il premier di essere responsabile del “disastro del 7 ottobre”. “Sempre più segnali portano alla stessa conclusione: Netanyahu ha condotto Israele alla cieca verso il disastro del 7 ottobre”, ha scritto Eisenkot sui social. “Chi non ha svegliato chi?”, ha aggiunto. “Quelli intorno a lui ripetono la patetica teoria del complotto sul tradimento, inventando la scusa più ridicola a cui un leader possa aggrapparsi: ‘Non mi hanno svegliato’, per due motivi: lui conosce la verità; ne è terrorizzato e sta cercando di eludere le proprie responsabilità”, ha continuato l’ex comandante delle Idf. “Netanyahu ha ricevuto decine di avvertimenti riguardo al 7 ottobre e li ha ignorati tutti. Non è idoneo a ricoprire la carica”, ha proseguito Eisenkot. “Non appena si formerà il prossimo governo, istituiremo una commissione d’inchiesta statale che indagherà sul decennio precedente, chiarirà cosa Netanyahu sapeva e cosa non sapeva, arriverà alla verità e impedirà la prossima catastrofe”.

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