Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:05
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Il rapporto Ue che ha fatto infuriare la Turchia

Immagine di copertina

L'Europa critica severamente lo stato di diritto e i presunti abusi dei diritti fondamentali post-golpe in Turchia, ma Ankara dice di difende la propria democrazia

I rapporti tra la Turchia e l’Europa non sono certo idilliaci e nel corso dei due giorni passati è stato piuttosto evidente.

Ankara ha reagito con rabbia al rapporto diffuso il 9 novembre dalla Commissione europea sui progressi fatti nel processo di adesione all’Unione. Un rapporto tutt’altro che positivo e che non offre certo prospettive rosee per un eventuale prossimo matrimonio e che anzi, sembra allontanarlo.

Secondo il documento, in Turchia “ci sono stati dei passi indietro nel settore pubblico e nella gestione delle risorse umane, in particolare nel periodo successivo al tentativo di colpo di stato”, ma anche nell’area della libertà d’espressione e nel settore dell’indipendenza del potere giudiziario.

Il rapporto si riferisce al giro di vite che ha portato alla sospensione o rimozione di oltre 110mila impiegati pubblici, inclusi insegnanti, membri delle forze armate e dell’ordine e all’arresto di circa 30mila persone in relazione al tentato golpe.

Le purghe messe in atto dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan hanno preoccupato gli alleati occidentali che temono una caccia all’uomo contro i dissidenti, ma l’Ue ha ancora bisogno della Turchia per quanto riguarda la gestione dell’immigrazione e la lotta al terrorismo.

Tuttavia nel documento si legge che alcune norme turche sullo stato di diritto e sui diritti fondamentali non sono in linea con gli standard dell’Unione, e preoccupa in particolare la possibilità che la Turchia possa reintrodurre la pena di morte.

Ma Ankara, appunto, non ha gradito la sgridata e ci tiene a sottolineare che l’attuale stato delle cose è la ragionevole risposta a un momento storico senza precedenti in cui il paese si trova a dover affrontare la minaccia del terrorismo e i postumi del tentativo di colpo di stato consumato nella notte tra il 15 e il 16 luglio.

“Il tentato golpe del 15 luglio è stato di per sé un attacco alla democrazia. Data la gravità della situazione una reazione pronta alla minaccia era legittima”, ha dichiarato Johannes Hahn, commissario europeo incaricato dei negoziati di allargamento del numero dei paesi membri dell’Unione. “Ma le proporzioni e la natura collettiva delle misure intraprese negli ultimi mesi danno adito a serie preoccupazioni. Come candidato all’adesione, la Turchia deve aderire agli standard più elevati in materia di stato di diritto e di diritti fondamentali”.

Ma secondo Omer Celik, ministro turco per gli Affari Ue, alcune sezioni del rapporto non sono obiettive e nemmeno costruttive. La Turchia, sottolinea Celik, ha dimostrato di essere una democrazia di prima classe, anzi, di aver riscritto la storia europea e mondiale della democrazia.

Perciò, aggiunge Celik, la lotta senza quartiere ai gulenisti deve essere interpretata come una lotta in difesa della democrazia.

A un giorno di distanza, ancora critiche dall’Europa: il segretario generale del Consiglio europeo Thorbjorn Jagland ha avvertito Ankara che si potrebbero moltiplicare i casi presentati presso la Corte europea dei diritti dell’Uomo (Echr) contro la Turchia in merito alle misure di emergenza adottate dopo il tentativo di colpo di stato.

Anche Jagland ha reiterato che la reintroduzione della pena di morte è incompatibile con l’adesione all’Ue e contraria alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, e ha espresso particolare preoccupazione per gli arresti di giornalisti e la chiusura di alcune testate ed emittenti.

Ironia della sorte, un giorno dopo l’incontro tra Jagland, Erdogan, alcuni dei suoi ministri e i membri della corte costituzionale, il presidente del comitato editoriale di Cumhuriyet, il principale quotidiano d’opposizione – già da tempo nel mirino delle autorità turche – è stato arrestato di rientro dalla Germania.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2025: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Esteri / Trump è il presidente statunitense che ha autorizzato più interventi militari dal 2000 a oggi
Ti potrebbe interessare
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2025: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Esteri / Trump è il presidente statunitense che ha autorizzato più interventi militari dal 2000 a oggi
Esteri / Almeno 1.230 morti in Iran dal 28 febbraio, oltre un centinaio nel resto della regione. Usa e Israele continuano i raid. Contrattacchi su Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati. Colpito anche un aeroporto in Azerbaigian. Teheran rivendica un attacco alla base Usa di Erbil, in Iraq. Tel Aviv bombarda il Libano e ordina l’evacuazione di quattro quartieri alla periferia sud di Beirut. Meloni annuncia “aiuti per i Paesi del Golfo”. Crosetto: “Invieremo mezzi navali a Cipro"
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.
Esteri / “Cristiano Ronaldo è scappato dall’Arabia dopo l’attacco iraniano”: il suo jet privato ha raggiunto la Spagna