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Di Battista
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Quasi 800 profughi sono stati intossicati da cibo avariato a Mosul

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In un campo vicino alla città irachena, oltre 750 sfollati interni hanno mostrato sintomi come debolezza e senso di svenimento. Due persone sono morte

A Mosul, in Iraq, oltre 800 persone hanno presentato sintomi da cibo contaminato, come nausea, vomito, debolezza e senso di svenimento. In 200 sono stati trasferiti in tre ospedali dell’aerea per ricevere cure.

Zahed Khatoun, membro del comitato del parlamento iracheno per gli sfollati interni, ha detto che almeno due persone sono decedute. Le autorità hanno aperto un’indagine per capire se si sia trattato di un incidente.

L’iftar, il pasto serale che i musulmani consumano interrompendo il digiuno quotidiano del Ramadan, è stato preparato in un ristorante di Irbil e consegnato nel campo da una Ong del Qatar.

La situazione di emergenza nella quale vivono centinaia di migliaia di civili costretti a fuggire dall’offensiva messa in auto per recuperare Mosul, roccaforte dello Stato Islamico, si aggrava ulteriormente.

L’Alto Commisariato per i Rifugiati (Unhcr), che conta 13 campi costruiti nella zona a ridosso di Mosul, dichiara che da ottobre 2016 a giugno 2017 più di 750mila persone sono state sfollate. La maggior parte di queste riporta condizioni di salute psico-fisica “da codice rosso”.

Soltanto nell’ultima settimana di maggio, quasi 10mila persone al giorno sono state costrette a fuggire dalla parte nord-ovest di Mosul e dalla Città Vecchia, andando a riempire i già affollati campi allestiti dall’Unhcr.

I gruppi di aiuto umanitario che operano in loco hanno più volte portato l’attenzione sulla preoccupazione per la sicurezza di chi è costretto a fuggire dalla guerra.

Le operazioni umanitarie messe in atto per gestire un flusso di fuggitivi in continuo aumento sono in difficoltà e spesso inadeguate, mentre la necessità di sforzi e azioni congiunte diventa sempre più una priorità internazionale.

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