La prima visita di Rajoy a Barcellona dopo la sospensione dell’autonomia catalana

Sabato 11 novembre circa 750mila persone hanno sfilato nelle strade di Barcellona per chiedere la scarcerazione dei leader separatisti ancora in prigione

Di Giuseppe Loris Ienco
Pubblicato il 13 Nov. 2017 alle 14:07 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:43
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Credit: Afp

Nella sua prima visita a Barcellona dopo la sospensione dell’autonomia catalana, il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ha invitato i cittadini della Catalogna a recarsi in massa alle urne il prossimo dicembre per “riportare la regione alla normalità” dopo i disordini degli ultimi mesi legati alle richieste degli indipendentisti.

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Secondo Rajoy, il voto del 21 dicembre sarà importante per salvaguardare l’economia catalana, la cui stabilità è stata messa a rischio dalla decisione di diverse compagnie di trasferirsi altrove dopo il referendum del 1 ottobre.

“Un’affluenza alta sarà decisiva per dare avvio a una nuova stagione politica, basata su tranquillità, normalità, convivenza e rispetto”, ha detto Rajoy ai membri catalani del Partito popolare. “La situazione in Catalogna deve tornare stabile il più presto possibile per ridurre la tensione sociale e limitare i danni all’economia”.

I due principali partiti indipendentisti, il Partito democratico europeo catalano (PDeCAT) dell’ex presidente Carles Puigdemont e la Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC) hanno confermato la loro partecipazione alle elezioni del prossimo mese, nonostante inizialmente si fossero opposti alla decisione di Madrid.

Le loro possibilità di vittoria, però, sono messe a rischio dalla decisione di presentarsi al voto con liste separate, nonostante un recente sondaggio relativo al voto del 21 dicembre veda ancora una volta in vantaggio i movimenti indipendentisti.

Le parole di Rajoy da Barcellona arrivano pochi giorni dopo l’arresto del presidente del parlamento catalano Carme Forcadell, avvenuto lo scorso 9 novembre. Forcadell è già uscita dal carcere dopo aver pagato una cauzione di 150mila euro.

Al momento in carcere ci sono anche il vicepresidente catalano Oriol Jinqueras e sette membri del governo destituito.

Puigdemont si trova ancora in esilio volontario in Belgio, dove si è recato dopo che il governo spagnolo ha sciolto l’autorità regionale catalana e la procura ha emesso un mandato d’arresto nei suoi confronti. Con lui ci sono anche quattro ex ministri dell’ex governo catalano.

Sabato 11 novembre circa 750mila persone hanno sfilato nelle strade di Barcellona per chiedere la scarcerazione dei leader separatisti ancora in prigione. Carles Puigdemont ha ringraziato tutti i partecipanti con un tweet: “La vostra luce ci raggiunge a Bruxelles e illumina il sentiero che dobbiamo continuare a percorrere”.

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