Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 14:50
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Un politico e attivista è stato ucciso in Malesia

Immagine di copertina

Bill Kayong, appartenente alla tribù dayak e sostenitore dei diritti degli indigeni sulla terra, è stato assassinato in Sarawak, lo stato malese sull'isola del Borneo

Un uomo politico malese, appartenente all’opposizione e acceso sostenitore dei diritti degli indigeni sulla terra, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco martedì 21 giugno 2016.

Bill Kayong è stato colpito all’interno del suo pickup mentre era fermo a un semaforo nella città di Miri, nello stato del Sarawak. Lo riferisce la sua formazione politica di appartenenza, il partito popolare per la giustizia.

Il movente dell’omicidio non è chiaro. Kayong, che appartiene a una delle tribù indigene del Sarawak, i dayak, ha combattuto per i diritti dei nativi, soprattutto quelli relativi alla proprietà terriera, anche durante la campagna elettorale che si è svolta nello stato il mese scorso.

Kayong ha perso le elezioni del 7 maggio, in cui la coalizione di governo Barisan Nasional ha ottenuto una larghissima vittoria.

“Ha sempre sostenuto le questioni care alla gente del Sarawak, inclusa la questione dei diritti consuetudinari dei nativi, che ha trattato durante le sue campagne elettorali”, hanno detto il consigliere di partito Anwar Ibrahim e il presidente Wan Azizah Wan Ismail in una dichiarazione congiunta.

I diritti degli indigeni sulla terra sono un tema controverso in Sarawak, che si trova sull’isola del Borneo, divisa tra Malesia, Indonesia e Brunei.

Gli attivisti hanno a lungo accusato la rapida espansione delle coltivazioni di palma da olio, la produzione di legname e la costruzione di dighe di aver causato danni ambientali e di aver costretto a spostarsi le popolazioni indigene.

Le tribù hanno organizzato delle proteste in passato e hanno bloccato le strade nel tentativo di ostacolare alcuni megaprogetti infrastrutturali.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Libera la cestista statunitense Brittney Griner: scambio di prigionieri con la Russia
Esteri / Iran, primo manifestante giustiziato dall'inizio delle proteste
Esteri / Putin rilancia l’allarme nucleare e ammette: “L’operazione in Ucraina potrebbe essere lunga”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Libera la cestista statunitense Brittney Griner: scambio di prigionieri con la Russia
Esteri / Iran, primo manifestante giustiziato dall'inizio delle proteste
Esteri / Putin rilancia l’allarme nucleare e ammette: “L’operazione in Ucraina potrebbe essere lunga”
Esteri / Caos in Perù: il Parlamento destituisce Castillo dopo il tentativo di sciogliere l’assemblea. Il presidente arrestato
Esteri / Guerra in Ucraina, Putin: “La Russia è pronta a difendersi con ogni mezzo”. Cresce la minaccia nucleare
Esteri / Il Time sceglie Zelensky come “persona dell’anno” per il 2022
Economia / La Francia vieta i voli brevi: via libera dell’Ue, ma solo se c’è il treno. In Italia a rischio tre tratte
Esteri / Commissione Ue: “Riconoscere i diritti dei genitori gay in tutti i Paesi membri”
Esteri / “La Russia ‘congela’ ora la guerra per lanciare un’offensiva in primavera”: l’allarme della Nato
Esteri / Torso killer, l’assassino più spietato della storia: la confessione di altri cinque omicidi dopo 50 anni