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Home » Esteri

Germania, porta di una moschea murata con blocchi di cemento

Immagine di copertina

I fedeli si erano dati appuntamento per la preghiera del venerdì, ma i blocchi impedivano l'accesso. I sospetti sono ricaduti su un gruppo di estrema destra

La piccola comunità musulmana della cittadina tedesca di Parchim, nello stato di Meclemburgo-Pomerania occidentale, venerdì 26 agosto si era data appuntamento per la preghiera. Non appena giunti dinanzi alla moschea, i fedeli si sono trovati davanti una sgradita sorpresa: l’ingresso era stato murato con dei blocchi di cemento. 

Su ciascun blocco erano attaccati dei messaggi provocatori che recitavano così: “Voi vi dichiarate credenti, noi vi chiamiamo invasori”. Su un altro, invece, era riportata una dichiarazione del presidente turco Recep Tayyip Erdogan: “le moschee sono le nostre caserme, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati”. 

Nessun fedele è riuscito a entrare e svolgere la funzione religiosa. La polizia tedesca ha avviato un’indagine che possa fare chiarezza sull’episodio. I sospetti delle autorità sono ricaduti su un gruppo di estrema destra. 

L’episodio ha scosso la piccola comunità musulmana di Parchim composta da 150 persone di fede musulmana che vivono nella cittadina tedesca di 19mila abitanti. 

La comunità musulmana è così ridotta che non possiede nemmeno un luogo di culto apposito, ma svolge le sue funzioni in una stazione di trasformazione dell’elettricità in disuso. Non vi è alcun minareto e nessuna chiamata alla preghiera. La moschea di fortuna era in fase di ristrutturazione al momento dell’incidente. 

“Che cosa succederà in futuro?” si è domandato il sindaco di Parchim, Dirk Flörke, riferendo dell’accaduto al giornale locale Parchimer Zeitung. “L’integrazione può avere successo solo se tutti noi dialoghiamo gli uni con gli altri. Ora ci troviamo dinanzi al difficile compito di garantire l’integrazione dei rifugiati. La Germania non si volta dall’altra parte dinanzi a questa realtà”. 

La comunità musulmana della città comprende sia i nuovi arrivati – giunti nell’ultimo anno – sia le famiglie residenti a Parchim da oltre vent’anni. Il gruppo si compone essenzialmente di siriani e curdi dalla Turchia. 

Intanto, i blocchi di cemento sono stati rimossi dall’ingresso della moschea in poche ore, ma non si placano le reazioni. Qualche cittadino anonimo ha messo un nuovo volantino in risposta alle provocazioni scritte in precedenza sulla porta bloccata. “Le pareti esistono per essere abbattute. Non bisogna mai perdere la speranza, ma occorre essere forti e ottimisti”. 

(Qui sotto i blocchi di cemento utilizzati per murare l’accesso alla moschea)

(Qui sotto l’immagine della moschea di fortuna al centro dell’incidente che ha scosso la comunità musulmana di Parchim)

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