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Il ricordo del naufragio di 4 anni fa a Lesbo nel video della Ong Open Arms “Abbiamo ancora la stessa rabbia”

L'associazione non-profit di volontari ha pubblicato sul suo profilo social un filmato per ricordare la tragedia che ha causato centinaia di morti

 

Il ricordo del naufragio sull’isola Lesbo nel video della Open Arms

Il 28 di ottobre di quattro anni fa i volontari della nave della Ong spagnola Pro Activa Open Arms affrontavano il più grave naufragio avvenuto nell’Egeo, sull’Isola di Lesbo. Un triste anniversario che per la Ong spagnola, oggi più che mai aiuta a ricordare l’importanza dell’accoglienza, del sostegno a chi scappa da una situazione di grave pericolo o di povertà e che si trova ad ad affrontare un viaggio estremo.

Nel video pubblicato sul suo profilo Facebook dalla Ong spagnola Proactiva Open Arms si vedono i volontari durante le operazioni di salvataggio: sullo schermo scorrono le immagini strazianti dei corpi dei bambini che vengono estratti dal relitto del barcone con la pancia gonfia d’acqua e i tentativi di rianimazione.

“Oggi è il 28 di ottobre”. Scrivono su Facebook i volontari dell’associazione. “Quattro anni dopo il maggiore naufragio della storia dell’Egeo, a Lesbo. Quel giorno sono morti in cento davanti ai nostri occhi e in mille morirono successivamente. Ed è la stessa determinazione, la stessa rabbia che abbiamo provato quel giorno che ci spinge a continuare a proteggere le vite che gli Stati respingono nel Mediterraneo”. È un grido di aiuto quello della Open Arms, che continua da allora a prestare soccorso ai migranti che affrontano la traversata.

“Siamo arrivati sulle coste greche nel settembre 2015 con 1500 euro in tasca. Li abbiamo investiti per coordinare le attività di salvataggio nel corso di un mese”. Si legge sul sito della Ong. “Poi sono arrivate le prime donazioni. Abbiamo messo in salvo più di venti imbarcazioni al giorno con circa 50/60 persone ciascuna a bordo, perlopiù anziani e bambini. In totale sono arrivate su queste spiagge mille persone al giorno per mesi”.

Se inizialmente la Ong lavorava sulla rotta dalla Libia, dopo le accuse di collusione con i trafficanti e la  politica dei porti chiusi, Open Arms ha deciso di spostarsi in Spagna e di agire sulla rotta tra Gibilterra, il Marocco e Malta.

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