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Home » Esteri

L’Onu ha rimosso la coalizione saudita intervenuta in Yemen dalla lista nera dei diritti dei bambini

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Il rapporto sui bambini nei conflitti armati accusava la coalizione di essere responsabile del 60 per cento delle vittime infantili in Yemen

Le Nazioni Unite hanno rimosso la coalizione guidata dall’Arabia Saudita coinvolta nella guerra in Yemen dalla lista nera dei diritti dei bambini, in attesa di un riesame congiunto dell’organizzazione mondiale e della coalizione.

Il rapporto dell’Onu sui bambini in conflitti armati, diffuso giovedì 2 giugno, rilevava che la coalizione si è resa responsabile del 60 per cento delle vittime infantili in Yemen nel corso dello scorso anno, uccidendo 510 bambini e ferendone 667, con la metà degli attacchi su scuole e ospedali.

Tuttavia, in seguito a un reclamo formale dell’Arabia Saudita, il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha acconsentito al riesame congiunto dei casi citati nel rapporto.

“In attesa delle conclusioni del riesame congiunto, il Segretario generale rimuove la coalizione dall’annesso del rapporto”, ha reso noto il portavoce di Ban Ki-moon Stephane Dujarric.

Ma l’ambasciatore dell’Arabia Saudita presso le Nazioni Unite Abdallah al-Mouallimi ha dichiarato che la rimozione dalla lista nera è definitiva. “Siamo stati messi nella lista erroneamente”, ha detto ai giornalisti.

Mouallimi aveva commentato i numeri presentati nel rapporto Onu come esagerati e aveva detto che la coalizione usa l’equipaggiamento più moderno per colpire con estrema precisione gli obiettivi.

Il diplomatico saudita ha aggiunto che il suo paese non è stato consultato prima della pubblicazione del rapporto.

Secondo il portavoce della coalizione, generale di brigata Ahmed al-Asseri, il rapporto non ha dato sufficientemente credito alle informazioni fornite dal governo yemenita.

La coalizione guidata dall’Arabia Saudita è intervenuta nel conflitto in Yemen a sostegno del governo e contro i ribelli sciiti Houthi nel marzo del 2015.

L’anno scorso, l’Onu lasciò Hamas fuori dalla lista nera, dopo averla inclusa in una bozza precedente, e criticò Israele per la sua operazione militare su Gaza del 2014.

“Dopo aver dato a Israele un simile lasciapassare l’anno scorso, l’ufficio del Segretario generale dell’Onu è caduto ancora più in basso capitolando sotto la sfacciata pressione dell’Arabia Saudita”, ha dichiarato Philippe Bolopion, il vice direttore alla difesa dei diritti umani per Human Rights Watch. 

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