Nigeria, continuano le violenze nel nord-ovest: 20mila persone fuggono in Niger

Di Marco Nepi
Pubblicato il 28 Mag. 2019 alle 16:40 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:43
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Immagine di copertina
Credit: Afp

Nigeria violenze migranti Niger | Le violenze nel nord-ovest della Nigeria ha costretto circa 20mila persone a cercare rifugio in Niger a partire dal mese di aprile. A renderlo noto è l’Agenzia delle Nazioni Uniti per i rifugiati, che lancia un allarme sul peggioramento delle condizioni di sicurezza nel paese.

La ripresa delle violenze non è legata a Boko Haram. “Le persone starebbero fuggendo per svariate ragioni, fra le quali scontri tra agricoltori e mandriani appartenenti a gruppi etnici diversi, vigilantismo e sequestri a scopo d’estorsione negli Stati nigeriani di Sokoto e Zamfara” ha scritto in una nota l’Unhcr.

“Le persone in fuga dalla Nigeria e in arrivo nella Regione di Maradi, in Niger, raccontano di avere assistito a episodi di estrema violenza perpetrata nei confronti dei civili, fra cui attacchi con machete, sequestri e violenza sessuale. La maggior parte dei nuovi arrivati è costituita da donne e bambini” ha aggiunto il portavoce dell’Unhcr Babar Baloch.

Zamfara è lo stato nigeriano più colpito dall’aumento della violenze, che coinvolgono diversi gruppi etnici, che dall’inizio dell’anno hanno provocato la morte di decine di persone.

Il movimento islamista Boko Haram è radicato nel nord-est della Nigeria. Dal 2008 gli attacchi terroristici del gruppo hanno causato almeno 27mila morti e 1,8 milioni di sfollati, tra cui almeno 250mila persone hanno trovato rifugio in Niger, paese che ha deciso di mantenere le frontiere aperte nonostante le continue violenze in molte  regioni al confine con la stessa Nigeria, Mali e Burkina Faso.

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