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New York vieta il foie gras: gli animalisti esultano, i ristoratori protestano

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Credit: Pixabay

Il divieto scatterà nel 2022: nel mirino il processo di produzione dell'alimento di lusso, denominato gavage, che prevede l'alimentazione forzata a base di grassi per anatre e oche

New York vieta il foie gras. Il Consiglio comunale della metropoli statunitense ha approvato una legge che sancisce il divieto di vendita del lussuoso prodotto tipico francese, che altro non è che fegato d’anatra o d’oca. Il provvedimento ha l’obiettivo di contrastare il processo di produzione di questo alimento, il cosiddetto “gavage”, che prevede un’alimentazione forzata degli animali a base di grassi. Gli animalisti applaudono, i produttori e i ristoratori protestano.

Negli Stati Uniti la vendita e la produzione di foie gras sono già vietate in California e nella città di Chicago. In Italia è vietata la produzione ma non la vendita, così come in molti altri paesi europei (non in Francia, che da sola produce circa l’80 per cento de foie gras mondiale). Il divieto sancito da New York, però, fa particolarmente rumore perché la Grande Mela rappresenta uno dei più importanti mercati mondiali di questo alimento.

Il divieto di vendita deciso dal Consiglio comunale scatterà a partire dal 2022: la sanzione consiste in una multa che potrà arrivare a 2mila dollari. In particolare, sarà vietato il foie gras prodotto da “uccelli alimentati a forza”. Peraltro, non tutti i foie gras provengono da anatre o oche che sono state alimentate con il gavage. Per dimostrare che la produzione non ha seguito il processo illegale bisognerà esibire una prova documentale.

Il gavage prevede che le anatre o le oche siano alimentate forzatamente con una miscela di grassi a base di mais che può danneggiare notevolmente il fegato degli animali. Il processo richiede l’inserimento di tubi in gola, gonfiando il fegato fino a 10 volte le sue dimensioni normali. Secondo gli attivisti animalisti, la procedura può far ingrassare le anatre e le oche così tanto da arrivare a impedire loro di camminare o addirittura di respirare.

Carlina Rivera, consigliera di Manhattan, tra le promotrici del divieto, ha spiegato al New York Times che legge colpisce “il processo più disumano” nell’industria alimentare commerciale. “Questa è una delle pratiche più violente ed è fatta per un prodotto puramente di lusso”, ha sottolineato.

Gli allevatori rispondono che l’alimentazione forzata non è crudele e che i pargoni con la tortura sono esagerati, sostenendo che sul foie gras c’è un pregiudizio perché è un prodotto di lusso.

“New York è la mecca del cibo nel mondo. Com’è possibile che non abbia il foie gras?”, si chiede Marco Moreira, executive chef e proprietario di Tocqueville, un famoso ristorante francese vicino a Union Square.

Circa mille ristoranti di New York City hanno il foie gras nel loro menu. E a nord della metropoli si trovano molte fattorie che producono questo alimento.

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