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Home » Esteri

Netanyahu declina un incontro con il presidente Obama

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La ragione ufficiale è non interferire con la campagna per le presidenziali americane, ma il rapporto tra i due non è mai stato roseo

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha declinato la proposta per un incontro con il presidente americano Barack Obama, martedì 8 marzo 2016. La decisione rischia di deteriorare ulteriormente relazioni già tese, alla vigilia della visita in Israele del vice presidente americano Joe Biden.

La Casa Bianca aveva fatto sapere lunedì di essere sorpresa di apprendere dai media israeliani che Netanyahu non parteciperà alla conferenza della lobby pro-Israele Aipac, che si terrà a Washington il 20 marzo. Tra le ragioni della scelta ci sarebbe anche il fatto che Obama non sarebbe disponibile a incontrarlo. 

Zeev Elkin, un ministro del governo israeliano vicino a Netanyahu, ha risposto che l’ambasciatore israeliano Ron Dermer aveva anticipato alla Casa Bianca che il viaggio di Netanyahu poteva essere cancellato.

Si tratta dell’ultimo episodio nella difficile relazione tra il leader di destra israeliano e il presidente democratico americano, in parte dovuta all’iniziativa americana di siglare un accordo nucleare con l’Iran, nemico d’Israele.

Biden incontrerà mercoledì 9 marzo a Gerusalemme il capo di governo Netanyahu e il presidente palestinese Mahmoud Abbas in Cisgiordania. Nel 2010 la visita del vicepresidente americano in Israele fu segnata da una certa asprezza generata dalla decisione di costruire un insediamento ebraico, annunciato nel corso dell’incontro. 

Data la crescente violenza degli ultimi cinque mesi, i funzionari americani non si aspettano sviluppi significativi in direzione della pace durante la visita ufficiale di Biden. 

Martedì, una donna palestinese di cinquant’anni che aveva provato a pugnalare degli agenti di polizia israeliani è stata uccisa nella città di Gerusalemme, ha riferito una portavoce della polizia.

Da ottobre, gli attacchi con armi da taglio, le sparatorie e gli auto speronamenti hanno ucciso 28 israeliani e un cittadino americano. Le forze israeliane hanno ucciso almeno 174 palestinesi, 116 dei quali accusati di essere degli assalitori. 

Netanyahu aveva salutato la visita di Biden come una prova delle “strette relazioni” tra Israele e gli Stati Uniti. Ma la decisione improvvisa del premier israeliano di cancellare la visita negli Stati Uniti ha generato sconcerto negli uffici della Casa Bianca.

Washington ha infatti chiaramente sottolineato, rispetto a quanto riportato dia media israeliani, che al premier israeliano era stato offerto un incontro con Obama il 18 marzo. 

L’ufficio di Netanyahu ha detto martedì che non parteciperà all’evento organizzato dall’Aipac e ha manifestato apprezzamento per la disponibilità di Obama a un incontro. Ha precisato, inoltre, che Netanyahu è riluttante a interferire nella campagna presidenziale, durante la quale i candidati fanno a gara per dimostrare la propria amicizia nei confronti di Israele.

Nel 2012, Netanyahu ospitò in Israele il candidato repubblicano Mitt Romney, portando i Democratici americani a credere che il primo ministro israeliano fosse intenzionato a sostenerlo contro Obama, che correva per il suo secondo mandato. Israele ha però negato il coinvolgimento.

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