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La storia del muro di Berlino: quando è stato costruito e perché è caduto

Di Madi Ferrucci
Pubblicato il 9 Nov. 2019 alle 07:11 Aggiornato il 9 Nov. 2019 alle 15:48
Immagine di copertina

Quando cadde il muro di Berlino e cosa accadde quella notte

A spingere migliaia di persone ad oltrepassare il muro di Berlino fu una semplice conferenza stampa del governo in diretta tv: il 9 novembre 1989 il corrispondente italiano dell’Ansa Riccardo Ehrman era arrivato nella sala stampa in ritardo perché non era riuscito a trovare un posteggio, i posti a sedere erano già tutti occupati e aveva deciso quindi di mettersi in piedi vicino al podio, da cui stava parlando il portavoce del governo della Ddr Guenter Schabowski. Schabowski dichiarò che erano stati fatti degli errori da parte del partito, a cui però era possibile porre rimedio.

Il giornalista italiano su questo punto voleva fargli una domanda, e rimase per alcuni minuti con la mano alzata sperando di essere notato, finché il portavoce non gli concesse di parlare: “Adesso l’ultima domanda, vediamo che cosa vuole sapere il nostro collega italiano”. Ehrman aveva avuto una soffiata nella mattinata dal suo informatore Gunther Potsche, direttore dell’agenzia di informazione della Germania Est, e sapeva che nel partito si stava discutendo della possibilità di una nuova legge di viaggio che permettesse maggiore spostamento dalla Germania Est alla Germania Ovest.

“Signor Schabowski lei ha parlato di errori, non crede di aver commesso un errore quando poche settimane fa avete annunciato una legge di viaggio che non cambiava assolutamente nulla?”. Schabowski rispose irritato: “No, non abbiamo commesso errori”. Tirò fuori dalla tasca un foglio e iniziò a leggere annunciando che i cittadini della Germania orientale potevano viaggiare liberamente verso la Repubblica federale tedesca dell’Ovest senza necessità di passaporto e di visto. A quel punto Ehrman lo incalza con una nuova domanda: “Ab wann? (da quando?)” e il portavoce risponde “Per quello che ne so da subito, senza indugio (nach meine Erkenntnis ab sofort, unverzueglich).

In realtà la legge sarebbe dovuta entrare in vigore dal mattino successivo e il fatto che questo annuncio fosse stato anticipato causò non pochi problemi al governo della Ddr. I cittadini della Germania orientale corsero al confine cercando di oltrepassare il muro e di scavalcarlo. Le forze armate della Germania Est non erano minimamente preparate a questa eventualità e furono colte di sorpresa.

Il telegiornale della ARD (tuttora uno dei più importanti canali televisivi tedeschi) intorno alle 20,00 diffuse le parole di Schabowski con il titolo: “La RDT apre i confini”, e a quel punto migliaia di persone corsero ai tre check point che davano l’accesso a Berlino Ovest. Intorno ai punti di passaggio cominciarono a raccogliersi sempre più berlinesi dell’Est che volevano far uso subito di questo nuovo diritto.

Inizialmente la situazione era molto confusa e le sentinelle al passaggio della Bornholmer Strassealle 21:20 lasciarono che i primi cittadini della RDT oltrepassassero il confine per andare ad Ovest.

Verso le 23.30 iniziò invece un assalto di massa e a quel punto il comandante delle forze di frontiera in assenza di indicazioni ufficiali fece aprire la sbarra del confine. Circa 20mila persone nelle ore successive oltrepassarono il ponte Bösebrücke che univa le due Germanie senza controlli. Durante la serata furono aperti anche altri passaggi e le persone continuarono a defluire. Tecnicamente quindi il muro non è caduto ma è stato aperto in alcuni dei suoi passaggi.

La dirigenza del partito Socialista Unificato della Sed che governava la Germania Est non ebbe però l’immediata percezione di quello che stava realmente accadendo, tant’è che al presidente della Russia Gorbaciov fu data notizia di quello che era successo solo il giorno successivo.

I morti al muro

Con l’espressione “morti al muro” sono genericamente indicate tutte le persone morte in diverse circostanze al confine della RDT tra il 1961 e il 1989, che secondo i dati ufficiali sono 140. L’unica vittima che il governo della Ddr ha riconosciuto sia stata uccisa nell’attraversamento del confine e per la quale si è ufficialmente scusato è Enrico Corghi. Era un camionista, membro attivo del Partito comunista italiano (Pci), e doveva trasportare la carne dalla Germania Est alla Germania Ovest. Corghi era privo del certificato veterinario necessario al passaggio, non gli fu permesso di tornare indietro con il camion per andare a prendere il pezzo di carta necessario e per questa ragione decise quindi di incamminarsi a piedi, quando fu di ritorno non capì l’alt alla frontiera e venne ucciso al terzo avvertimento.

Come si arrivò alla caduta del muro di Berlino

Il processo che portò alla caduta del muro era in realtà iniziato molti mesi prima. Il 23 agosto del 1989 a migliaia di cittadini fu permesso di oltrepassare la cortina di ferro sul confine tra Austria e Ungheria. Il 9 ottobre fu il giorno della grande manifestazione di Lipsia in cui oltre 70mila cittadini provenienti da tutta la DDR marciarono pacificamente chiedendo “più democrazia” sotto lo slogan Wir sind das Volk (“Noi siamo il popolo”). L’obiettivo non era esplicitamente quello di far cadere la Repubblica Democratica Tedesca (DDR) ma si chiedevano in generale più libertà e democrazia. L’idea del governo della Ddr di permettere ai propri cittadini di potersi muovere rispondeva quindi a una diffusa richiesta popolare di ottenere maggiori libertà.

Quando fu costruito il muro

Il 12 agosto 1961 il consiglio dei ministri della RDT dichiarò che “per impedire le attività ostili delle forze revansciste e militariste della Germania Occidentale e di Berlino Ovest” sarebbe stato introdotto al confine della Repubblica Democratica Tedesca un controllo pari a quello consueto ai confini di ogni stato sovrano”. Il consiglio dei ministri non specificava che queste misure si rivolgevano in primo luogo alla propria popolazione, a cui in futuro si sarebbe proibito l’attraversamento del confine.

Nelle prime ore del mattino del 13 agosto 1961 furono eretti sbarramenti provvisori ai confini del settore sovietico verso Berlino Ovest e furono tolti tratti di pavimentazione sulle strade di collegamento. Le Unità della Polizia del Popolo, della Polizia dei Trasporti bloccarono ogni circolazione al confine dei settori. Nelle settimane e nei giorni successivi gli sbarramenti di filo spinato ai confini con Berlino Ovest furono sostituiti da un muro di lastre di cemento e blocchi forati costruito da lavoratori edili di Berlino Est. Nel periodo successivo gli impianti di sbarramento furono ampliati sempre di più e il sistema di controllo fu perfezionato.

Quanto era lungo il muro

Il muro all’interno della città che divideva Berlino Est da Berlino Ovest aveva una lunghezza di 43,1 chilometri. La parte degli impianti di sbarramento che separava ermeticamente il resto della RDT al confine con Berlino Ovest, aveva una lunghezza di 111,9 chilometri.

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