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Home » Esteri

Diversi mercenari russi sono stati uccisi da un bombardamento statunitense in Siria

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Se il numero delle vittime fosse confermato, si tratterebbe dello scontro più letale tra le due potenze mondiali dalla fine della guerra fredda

Dagli Stati Uniti e dalla Russia arrivano notizie secondo cui alcuni mercenari russi sono rimasti uccisi da un attacco aereo statunitense contro una forza militare filogovernativa nella Siria orientale.

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Se il numero delle vittime fosse confermato, si tratterebbe dello scontro più letale tra le due potenze mondiali dalla fine della guerra fredda.

L’evento si inserisce nel contesto del conflitto in corso in Siria, dove le truppe russe e statunitensi si trovano a stretto contatto, cercando di occupare i territori lasciati liberi dai militanti dello Stato islamico in ritirata.

Bloomberg News ha citato fonti del governo di Mosca, secondo cui, almeno 200 cittadini russi sarebbero stati uccisi in uno scontro, avvenuto tra il 7 e l’8 febbraio 2018, tra le forze fedeli a Bashar al-Assad e una forza di opposizione guidata dai curdi sostenuta dagli Stati Uniti, nei campi petroliferi della regione di Deir Ezzor.

Secondo il New York Times, funzionari russi e siriani hanno stimato che i russi uccisi sarebbero diverse decine.

Il Comando centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che le forze statunitensi sono state attaccate da un carro armato e che hanno risposto con tre ore di intensi attacchi da parte di droni e bombardieri B-52 contro i nemici, che sarebbero stati calcolati in un numero da 300 a 500 combattenti.

Il generale dell’areonautica, Jeffrey Harrigan, ha detto che le forze di supporto statunitensi si trovavano in una base operativa insieme a unità delle Forze Democratiche Siriane (SDF), per lo più curde, nel corso delle operazioni militari condotte contro l’Isis.

Sempre secondo il generale, a un certo punto le milizie statunitensi e curde sono state colpite da alcuni carri armati.

Per rispondere all’attacco, l’ufficiale superiore della base ha chiamato in soccorso l’aeronautica, che ha lanciato i raid aerei.

Harrigan ha detto che le forze che hanno attaccato la base stavano combattendo dalla parte del regime di Bashar al-Assad, aggiungendo in ogni caso che non avrebbe “speculato sulla composizione di questa forza, o su chi vi fosse al comando”.

Il Conflict Intelligence Team, un gruppo di ricercatori russi, ha dichiarato di aver trovato tre post su Twitter che annunciavano la morte di alcuni mercenari russi in Siria il 7 febbraio.

“È indubbio che questo incidente abbia effettivamente avuto luogo. È da notare che i post sulla loro morte sono emersi piuttosto rapidamente: parenti e colleghi spesso apprendono delle morti dei mercenari russi settimane o addirittura mesi dopo il fatto “, ha detto il gruppo in un post.

Grigory Yavlinsky, un politico russo di opposizione, ha detto che se fosse vero che un gran numero di cittadini russi fossero stati uccisi, Vladimir Putin e gli altri funzionari del governo dovrebbero dare al paese una spiegazione.

“Chiedo spiegazioni sul perché i cittadini russi prendano parte a operazioni militari di terra in Siria, nonostante le dichiarazioni del presidente e del ministro della difesa che le formazioni militari russe verranno ritirate da questo paese”, le parole di Yavlinsky.

Senza menzionare direttamente l’incidente, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha avvertito martedì che “gli americani hanno intrapreso pericolosi passi unilaterali” in Siria, schierandosi dalla parte delle forze della SDF, che controllano un’ampia regione nel nord della Siria.

“Questi passi sembrano sempre più parte degli sforzi per creare un quasi-stato su gran parte del territorio siriano dalla sponda orientale dell’Eufrate fino al confine con l’Iraq”, ha detto Lavrov.

Igor Strelkov, un veterano nazionalista dell’esercito che è stato determinante nelle operazioni militari della Russia nell’Ucraina orientale ma che ora si schiera contro il Cremlino, ha detto in un post online che queste morti dovrebbero servire da avvertimento per i russi che considerano “l’andare in Siria un opzione per guadagnare peso politico”.

Dmitry Peskov, portavoce di Putin, ha detto che il Cremlino non ha informazioni sulla morte di mercenari russi in Siria.

“Abbiamo a che fare solo con i dati che riguardano le forze armate russe”, ha detto. “Non abbiamo dati su altri russi che potrebbero essere in Siria”.

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