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I giudici autorizzano test dna per medico accusato di usare il suo seme in decine di fecondazioni

Il direttore della banca del seme è sospettato della paternità di circa 60 bambini nati con la fecondazione in vitro

Di TPI
Pubblicato il 2 Giu. 2017 alle 16:49 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:26
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Immagine di copertina

Una corte nei Paesi Bassi ha autorizzato la richiesta delle famiglie che desiderano eseguire il test del dna sui figli concepiti con le tecniche di fecondazione in vitro, dopo che un medico della clinica presso cui si erano rivolti è stato accusato di aver usato il suo sperma in decine di casi.

Il medico Jan Karbaat è sospettato della paternità di circa 60 bambini presso il centro che guidava a Bijdorp, vicino Rotterdam.

L’uomo è morto ad aprile 2017 all’età di 89 anni e il test sarà condotto a partire da oggetti sequestrati dalla sua casa.

L’avvocato della sua famiglia ha detto che non esistono prove a supporto delle accuse, ma il legale della controparte sostiene che i casi sospetti comprendono un bambino che somiglia fisicamente al medico e un altro nato con gli occhi marroni anche se il donatore aveva gli occhi azzurri.

La maggior parte dei bambini coinvolti sono nati negli anni Ottanta.

I test del dna rimarranno sigillati finché le persone coinvolte non potranno dimostrare di aver ragioni per ritenere che il dottor Karbaat è loro padre.

Mentre era ancora vivo il medico aveva respinto la richiesta di eseguire il test.

Jan Karbaat si definiva un “pioniere nel campo della fertilizzazione”. La sua clinica è stata chiusa nel 2009 dopo presunta falsificazioni di dati e analisi.

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