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Attacco a Londra, uomo accoltella passanti: ucciso dalla polizia. 3 morti. “Il killer legato a gruppi di matrice islamica”

Terrore nel cuore della capitale britannica. L'aggressore in azione con un coltellaccio. Indossava un finto giubbotto esplosivo. Come riferito da fonti degli organi di sicurezza era un ex detenuto con legami con gruppi terroristici di matrice islamica

Di Donato De Sena
Pubblicato il 29 Nov. 2019 alle 15:32 Aggiornato il 30 Nov. 2019 alle 07:45
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Immagine di copertina

Londra, attacco sul London Bridge: uomo accoltella passanti

Tre morti (compreso l’aggressore) e otto feriti: è il bilancio di un terribile attacco avvenuto oggi pomeriggio, venerdì 29 novembre, nel cuore di Londra, nella zona di London Bridge. Un uomo armato di coltello ha aggredito alcuni passanti. L’accaduto viene trattato dagli inquirenti come “terrorismo”.

Come reso noto da Scotland Yard nelle sue dichiarazioni ai media, l’aggressore, che ha accoltellato una decina di persone, è morto in seguito alle ferite riportate dagli spari degli agenti. L’uomo ha seminato il terrore con un coltellaccio tra i passanti e indossava un finto giubbotto esplosivo. Nell’attacco hanno perso la vita anche i due feriti più gravi. Lo hanno riferito fonti del governo britannico alla Bbc. Sono state accoltellate dieci persone.

L’aggressore, come riferito in serata da fonti degli organi di sicurezza britannici citati dalla Bbc e dell’agenzia Pa, era un ex detenuto con legami con gruppi terroristici di matrice islamica. L’identità dell’uomo non è stata resa nota.

Il Times in edicola sabato 30 novembre riferisce che l’uomo era stato rilasciato dal carcere un anno fa, a condizione di portare con sé un braccialetto elettronico per essere sorvegliato. E che aveva partecipato subito prima dell’accoltellamento a una conferenza sulla riabilitazione dei detenuti organizzata a Londra dalla Università di Cambridge e svoltasi nella non lontana Fishmongers’ Hall, minacciando di far saltare in aria l’edificio e poi allontanandosi di corsa. Una fonte investigativa citata dalla Pa ha confermato che era un personaggio noto alla polizia britannica e ritenuto vicino a gruppi del terrorismo jihadista.

“Posso confermare – ha detto ai giornalisti Neil Basu, numero due di Scotland Yard e responsabile dell’antiterrorismo – che la polizia è stata chiamata per un episodio di accoltellamento attorno alle 14 e che un uomo di sesso maschile è stato colpito con armi da fuoco da agenti specializzati. Il sospetto è morto sul posto”.

“Posso inoltre confermare – ha aggiunto Basu – che il sospetto indossava un equipaggiamento che al momento riteniamo fosse un falso ordigno esplosivo”. Basu ha poi ribadito che l’episodio è indagato come un atto di terrorismo, ma senza sbilanciarsi sulla possibile matrice né comunicare per ora l’identità dell’ucciso. È stato confermato infine il bilancio di alcuni persone ferite fra le vittime dell’accoltellamento, ma non di morti.

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Il premier britannico Boris Johnson ha affermato che sono in corso le indagini sull’incidente terroristico. Parlando a Downing Street, ha affermato che “chiunque sia coinvolto in questo crimine e questi attacchi verranno cacciati e consegnati alla giustizia”. Il primo ministro ha anche reso omaggio al coraggio dei servizi di emergenza e dei cittadini che sono intervenute nell’attacco del London Bridge. Johnson ha affermato che il Regno Unito “non sarà mai diviso o intimidito da questo tipo di attacco e prevarranno i nostri valori britannici”.

Il terrore nelle strade di Londra non è arrivato in un giorno qualsiasi ma nel pieno dello shopping del Black Friday, tra residenti, turisti e impiegati di una delle aree più movimentante della città. Già nel 2017 la città era stata colpita, sul fronte dell’allerta terrorismo, dal micidiale accoltellamento collettivo orchestrato da un terzetto di giovani musulmani radicalizzatisi nei ghetti dell’est londinese.

Cosa è successo

L’aggressore avrebbe avuto una colluttazione con persone in abiti civili prima di essere colpito dagli agenti. In un video si vede una persona a terra, presumibilmente l’aggressore, e alcune altre in lotta con lui. “La gente correva nel panico tra le urla, la polizia è arrivata subito e ha bloccato e evacuato il Borough Market, la gente si è barricata nei negozi. Siamo ancora in attesa di indicazioni”, ha riferito un giornalista dell’Ansa che si trovava nel famoso mercato londinese, a pochi passi dal London Bridge. La polizia ha poi confermato che un uomo è stato colpito da arma da fuoco e ha invitato gli utenti dei social a non condividere filmati in rete.

Dopo l’attacco c’è stato un intervento pressoché istantaneo delle pattuglie di agenti, compresi poliziotti armati, mentre alcuni coraggiosi passanti si erano già lanciati sull’aggressore per fermarlo. Nei video è stata poi immortalata la lotta di alcune persone con l’aggressore, l’arrivo dei poliziotti, gli spari, l’assalitore a terra, i proiettili finali come colpi di grazia. L’esecuzione è apparsa giustificata dal minaccioso giubbotto indossato dal killer. Sembrava un gilet esplosivo. Solo dopo i primi accertamenti gli investigatori hanno scoperto che era fasullo.

Le immagini circolate subito dopo l’attacco mostravano due ambulanze sul posto e un camion di traverso sul ponte. Molte auto della polizia sono state dispiegate nella zona.

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Attacco a Londra, finto giubbotto esplosivo

Diversi testimoni ai media britannici hanno subito raccontato che l’aggressore di London Bridge, oltre a essere armato di coltello, aveva indosso “un qualche tipo di giubbotto” sospetto. Ipotesi poi confermata dalla polizia, che ha spiegato che l’uomo indossava un finto giubbotto esplosivo. Secondo le testimonianze, gli agenti di polizia si siano allontanati da lui dopo averlo colpito, probabilmente nel timore di un giubbotto esplosivo.

Dopo l’aggressione Scotland Yard ha mantenuto l’area dell’attacco cordonata. Temporaneamente dopo l’attacco è stata chiusa anche la stazione della metropolitana e dei treni di London Bridge.

Campagna elettorale sospesa

In risposta all’attacco terroristico i due maggiori partiti britannici, i conservatori del premier Boris Johnson e i laburisti di Jeremy Corbyn, hanno annunciato di aver sospeso tutti i rispettivi eventi elettorali a Londra, in vista del voto del 12 dicembre. L’annuncio è arrivato dopo la notizia della morte di due dei feriti. Non è al momento precisato se la sospensione fino a domani, sabato 30 novembre, o si protrarrà anche fino a domenica primo dicembre.

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