Da Rushdie a JK Rowling, 150 intellettuali contro l’intolleranza “politically correct”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 8 Lug. 2020 alle 13:35
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Immagine di copertina
A sinistra Salman Rushdie, al centro JK Rowling e a destra Margaret Atwood

Da Rushdie a JK Rowling, 150 intellettuali contro l’intolleranza “politically correct”

Sono oltre 150 gli intellettuali – scrittori, accademici e attivisti – tra cui JK Rowling, Salman Rushdie e Margaret Atwood, che hanno firmato una lettera aperta in favore della libertà di espressione e contro la “restrizione del dibattito”. L’appello è stato pubblicato su Harper’s Magazine, poi ripreso dal New York Times e da altre importanti testate. Gli autori della lettera, molti dei quali hanno sostenuto e partecipato alle manifestazioni contro le discriminazioni razziali e la violenza della polizia negli Usa, denunciano tuttavia che alcune reazioni hanno compromesso la possibilità di un dibattito aperto e spianato la strada al conformismo ideologico.

“Il libero scambio di informazioni e idee, la linfa vitale di una società liberale, sta diventando sempre più limitato”, si legge nella lettera. “Sosteniamo il valore di un contro-discorso robusto e persino caustico da ogni parte. Ma ora è fin troppo comune sentire richieste di punizione rapida e severa in risposta alle trasgressioni percepite del linguaggio e del pensiero.”

“I direttori vengono licenziati per la pubblicazione di pezzi controversi; i libri vengono ritirati per presunta inautenticità; ai giornalisti è vietato scrivere su determinati argomenti; i professori vengono indagati per aver citato opere di letteratura in classe; un ricercatore viene licenziato per aver fatto circolare uni studio accademico peer-reviewed e i capi delle organizzazioni vengono espulsi per quelli che a volte sono solo errori goffi”, prosegue la lettera. I firmatari prendono così posizione contro la nuova intolleranza del “politically correct”, che porta alla gogna di chi esprime idee differenti nel mondo della cultura e dei media: una vera e propria caccia alle streghe che sta trasformando “la resistenza in un brand dogmatico e coercitivo”.

I firmatari avvertono che il “public shaming e l’ostracismo” si stanno concretizzando nella censura, per la tendenza a tendenza a dissolvere questioni politiche complesse in una “accecante certezza morale” e un’intolleranza di opinioni opposte. “Le cattive idee si sconfiggono attraverso la loro esposizione, l’argomentazione e la persuasione, non cercando di zittire o allontanarle. Rifiutiamo qualsiasi falsa scelta tra giustizia e libertà”, perché – spiegano – queste non possono esistere “l’una senza l’altra”.

Oltre all’autrice di Harry Potter, finita di recente nella bufera per l’accusa di transfobia, tra i firmatari ci sono l’intellettuale statunitense Noam Chomsky, la femminista Gloria Steinem, il campione di scacchi russo Garry Kasparov e il giornalista e sociologo canadese Malcolm Gladwell.

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