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Guida Bardi
Home » Esteri

La ragazza cacciata da un centro commerciale perché era vestita così

Immagine di copertina

Hannah Pewee si trovava presso il Michigan Woodland Mall, negli Stati Uniti, quando un anonimo cliente l’ha segnalata alla security

Il 10 giugno Hannah Pewee, una donna di Grand Rapids, Michigan, si trovava all’interno del centro commerciale Michigan Woodland Mall quando un rappresentante della sicurezza le ha chiesto di uscire perché apparentemente il suo abbigliamento non era appropriato.

Come ha scritto in un post su Facebook poco dopo l’incidente, Hannah non indossava nulla di particolarmente sconveniente, ma una semplice canottiera e un paio di jeans corti, come spesso capita quando la temperatura esterna è alta.

Pewee ha scritto nel suo post: “A quanto pare una persona anonima mi ha segnalato alla security del centro commerciale per un abbigliamento inadeguato e sono stata fatta uscire. Non conta il fatto che nel raggio di un metro ci fossero un sacco di ragazze vestite proprio come me, perché ci sono trentadue gradi fuori. Sono così arrabbiata che sto tremando, mi sono sentita così imbarazzata che ho quasi pianto. Il tutto perché a uno sconosciuto non piaceva come ero vestita. […] Trattare le donne da sgualdrine per il loro abbigliamento è vergognoso e datato, ed è ora che finisca”.

Il regolamento del centro commerciale parlava soltanto di “abbigliamento appropriato”, senza particolari dettagli, eccetto il divieto di scritte e illustrazioni inappropriate e abiti che coprano il viso.

Dopo che il suo post ha fatto il giro del web, Hannah ha ricevuto, come scritto da lei stessa in un post successivo, una telefonata di scuse dal centro commerciale, con la promessa che avrebbero modificato il regolamento per essere il più chiari possibile sull’abbigliamento consentito.

Il centro commerciale ha anche esteso delle scuse alla ragazza pubblicate da un giornale locale: “Ci siamo scusati con la cliente e col pubblico per il modo in cui questa situazione è stata gestita. Abbiamo già parlato con lei e stiamo lavorando per fare giustizia. Ci sforziamo di creare un luogo piacevole e sicuro per lo shopping, ma in questo caso non ci siamo riusciti”.

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