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Home » Esteri

Caso Kuciak, il giornalista ucciso era nel mirino di un ex agente segreto

Immagine di copertina
Péter Tóth, Marián Kočner e Zuzana Tománková

Nuovi sviluppi dopo le rivelazione di Peter Tóth, ex funzionario del Sis che ha detto di essere stato pagato da un miliardario per raccogliere informazioni sul reporter

Peter Tóth, un ex funzionario del Sis – Slovenská informačná služba, i servizi segreti dello stato slovacco, avrebbe deciso di collaborare con gli inquirenti che investigano sull’omicidio del reporter slovacco Ján Kuciak e della sua fidanzata, rivelando di essere stato pagato da un imprenditore per raccogliere informazioni sul conto del giornalista e di alcuni suoi colleghi.

L’imprenditore, Marián Kočner, è attualmente in stato di fermo per evasione fiscale: il suo nome è stato fatto più volte come possibile mandante del duplice assassinio.

Tóth, è un personaggio assai ambiguo che ha incrociato la carriera di spia con quella di cronista, come quando si occupò per il quotidiano Sme di rintracciare in Francia un testimone nel caso del rapimento del figlio del presidente della Repubblica, Michal Kováč.

Si capì solo a distanza di anni che Tóth aveva operato non tanto per amore della verità ma su incarico del miliardario Jozef Majský, che in quella vicenda aveva i suoi oscuri interessi. In quella vicenda, vecchia di ventidue anni e coperta da una pietosa amnistia presidenziale, perse la vita Róbert Remiáš, un suo amico che era il tramite con il testimone e che fu fatto esplodere con la sua automobile.

Stavolta invece i fatti sono recenti e Tóth ha pensato bene di presentarsi alla polizia criminale e vuotare il sacco confessando di aver raccolto, per un anno e mezzo, informazioni su alcuni colleghi giornalisti per conto di uno dei primi sospettati come possibili mandanti dell’omicidio Kuciak.

Nel suo mirino di spia prezzolata ci sarebbero stati giornalisti investigativi che si ostinavano a ficcare il naso negli affari sporchi di Marián Kočner, tra cui Ján Kuciak e il suo capo Marek Vagovičovic, ma anche Monika Tódova del quotidiano Dennik N, Adam Valček del gruppo editoriale Sme e Štefan Hríbov del settimanale Týždeň.

Kočner, che è al momento in stato di fermo giudiziario proprio per via dei traffici Iva che gli articoli di Kuciak avevano contribuito a rendere pubblici, è nel mirino degli investigatori anche per i suoi possibili collegamenti con Alena Zsuzsova, l’interprete dall’italiano che è attualmente detenuta con l’accusa di aver commissionato l’omicidio ai due ex poliziotti che gli inquirenti ritengono essere gli esecutori materiali.

La vicenda è comunque tutt’altro che chiara, anche perché Ronald R., un loro parente il cui identikit aveva permesso l’identificazione dei due possibili sicari, ha commesso suicidio in carcere nella notte tra il 18 e il 19 ottobre.

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