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“Basta odio online”: Kim Kardashian “congela” i profili social per protestare contro Marc Zuckerberg

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 16 Set. 2020 alle 19:26 Aggiornato il 16 Set. 2020 alle 22:18
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Immagine di copertina

Kim Kardashian e altre celebrità congelano i profili per un giorno per protestare contro Mark Zuckerberg

Basta odio in rete, stop alla disinformazione e alle fake news: “Sono un pericolo per la democrazia!”. È il messaggio che Kim Kardashian West ha diffuso sui suoi profili social – su cui vanta decine di milioni di follower – annunciando di voler “congelare” il suo profilo per un giorno. L’iniziativa è stata lanciata in segno di protesta contro i social di Mark Zuckerberg, che permettono che vengano diffusi contenuti che istigano all’odio, e ha coinvolto molte altre celebrità. “Non posso restare in silenzio mentre queste piattaforme continuano a consentire la diffusione di odio, propaganda e disinformazione”, ha spiegato Kardashian nel post.

“Adoro potermi connettere direttamente con i miei fan su Instagram e Facebook, ma non possono restare in silenzio mentre queste piattaforme continuano a permettere che odio, propaganda e disinformazione vengano diffuse da gruppi che vogliono esacerbare le divisioni in America, prendendo provvedimenti solo dopo che le persone vengono uccise. La disinformazione sui social media ha un impatto grave sulle nostre elezioni e rappresenta una minaccia per la nostra democrazia. Seguite il mio esempio quando domani (oggi, ndr) “congelerò” il mio profilo su Instagram e Facebook per dire loro: Stop Hate for Profit”, ha scritto Kasdashan prima di sospendere il profilo Instagram. 

A fare lo stesso anche Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence, Orlando Bloom, Kerry Washington e Sacha Baron Cohen. “Facebook ignora l’odio e la disinformazione sui propri siti. Non è un errore operativo. Sceglie deliberatamente di preferire il profitto rispetto alle persone e alla democrazia”, ha scritto Jennifer Lawrence su Twitter. “Questi strumenti non sono stati costruiti per diffondere odio, violenza e disinformazione, ma quando compagnie ed individui ne traggono un vantaggio finanziario o meno, è loro responsabilità mitigare questi utilizzi indesiderati”, è stato invece il commento di Ashton Kutcher.

L’iniziativa di Kardashian e delle altre star di Hollywood ha fatto seguito a una campagna lanciata a luglio da un collettivo che comprende un’associazione per la difesa contro l’antisemitismo e una organizzazione per la difesa dei diritti dei neri. Quando Facebook non ha rimosso i contenuti di un gruppo che incitava i militanti a scendere in strada armati per reprimere le proteste esplose in Wisconsin dopo la morte dell’afroamericano Jacob Blake durante un fermo della polizia, gli attivisti hanno lanciato per la prima volta l’hashtag #StopHateforProfit, e diversi inserzionisti hanno temporaneamente smesso di acquistare spazi pubblicitari sulle piattaforme dei social network.

Mark Zuckenberg si è poi scusato in un video, in cui ha spiegato che si era trattato di un “errore operativo”, e di non essere riuscito a rimuovere il profilo del gruppo che incoraggiava a scendere in strada. La piattaforma aveva annunciato l’intenzione di reprimere le organizzazioni di militanti violenti e di aver già oscurato centinaia di account collegati a QAnon, la teoria complottista di estrema destra secondo cui esisterebbe un “Deep State” in mano a celebrità e politici democratici che vorrebbero rovesciare Donald Trump. Ma le promesse non sono state ancora mantenute del tutto. Basterà la protesta dei divi americani per convincere Facebook a “fermare l’odio al servizio del profitto”?

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