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Home » Esteri

Iraq, Barham Saleh eletto nuovo presidente

Immagine di copertina
Il nuovo presidente Barham Saleh. Credit: Getty Images

Barham Saleh è stato eletto a maggioranza assoluta nel secondo turno di votazioni battendo il suo avversario Fuad Husein

Il 2 ottobre il parlamento iracheno ha nominato il curdo moderato Barham Saleh nuovo presidente dell’Iraq.

Barham Saleh è stato eletto a maggioranza assoluta nel secondo turno di votazioni, ottenendo 219 voti, contro i 22 del suo avversario Fuad Husein del Kurdistan Democratic Party (KDP).

“Oggi è un giorno straordinario per l’Iraq. La democrazia ha vinto “, ha detto il parlamentare Rebwar Taha dell’Unione patriottica del Kurdistan (PUK), il partito che ha presentato la candidatura di Saleh, secondo quanto riportato dalla televisione di stato.

Il neoeletto presidente ha 15 giorni di tempo per formare un nuovo governo.

Dal 2005 la presidenza del paese spetta per legge ad un iracheno di etnia curda.

Nato a Sulemainiyah, 58 anni, esponente del Puk, Saleh è stato incarcerato nel 1979 da Saddam Hussein a causa del suo attivismo per la causa curda.

Dopo essere rimasto in carcere per 43 giorni nella prigione della Commissione speciale d’investigazione a Kirkuk, dove fu torturato, Saleh completò gli studi superiori e decise in seguito di lasciare l’Iraq e di trasferirsi nel Regno Unito per sfuggire alle persecuzioni di cui era vittima.

Barham Saleh ha ricoperto il ruolo di vice primo ministro dell’Iraq tra il 2004 e il 2005 e tra il 2006 e il 2009.

L’elezione del presidente dell’Iraq era stata più volte rimandata a causa di dissidi interni al parlamento iracheno.

Le elezioni politiche

Il 12 maggio infatti si sono svolte le elezioni politiche nel paese: le urne aveva decretato il successo della coalizione sciita estremista dei Manifestanti (al-Sairoon), guidata dal leader religioso Muqtada al-Sadr, ex capo delle milizie sciite e fiero combattente anti-americano.

In un primo momento, il risultato delle elezioni era stato contestato, tanto che il parlamento aveva ordinato il riconteggio manuale dei voti, conclusosi il 20 agosto 2018 con la riconferma della vittoria della coalizione sciita.

L’affluenza alle urne è stata del 44,5 per cento, molto più bassa rispetto alle precedenti elezioni, e quella del 12 maggio è stata la prima tornata elettorale dalla sconfitta del sedicente Stato islamico, avvenuta nel 2017.  

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