Iran-Usa, il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi: “Ai colloqui di Ginevra è iniziato il percorso per un accordo”. Washington: “Abbiamo fatto progressi”
Ma la Repubblica islamica e la Casa bianca non hanno ancora fissato una data per ulteriori negoziati
L’Iran e gli Stati Uniti hanno concordato una serie di “principi guida” per un accordo sul programma nucleare di Teheran durante il secondo round di colloqui tenuti oggi a Ginevra, in Svizzera. L’annuncio è arrivato dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che però ha voluto frenare gli entusiasmi, riconoscendo che c’è ancora del lavoro da fare per raggiungere un’intesa tra la Repubblica islamica e la Casa bianca, che non hanno fissato una data per ulteriori negoziati. Una valutazione condivisa anche da Washington, che ha parlato di “progressi” nelle trattative.
Anche il primo round di negoziati tra Usa e Iran, tenuto il 6 febbraio scorso a Muscat, si era concluso con il ministro degli Esteri di Teheran che aveva definito l’esito “positivo” e annunciato la continuazione dei colloqui con gli inviati della Casa bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner. Le ulteriori trattative indirette tra le parti si sono tenute oggi presso la residenza dell’ambasciatore dell’Oman in Svizzera e sono state nuovamente mediate dal ministro degli Esteri omanita Badr al-Busaidi. Separatamente si sono tenuti anche una serie di colloqui con il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi.
Un risultato tutto sommato positivo, malgrado la prudenza di Araghchi, visto il clima di minacce reciproche tra il presidente Usa Donald Trump e l’ayatollah Ali Khamenei, che aveva preceduto il vertice. Ma cosa si sono dette le due delegazioni?
Il contenuto dei colloqui
“I colloqui di Ginevra hanno affrontato i dettagli della revoca delle sanzioni (al regime iraniano, ndr), la questione nucleare iraniana e altre questioni tecniche”, ha spiegato oggi in conferenza stampa il portavoce del governo di Teheran, Esmaeil Baqaei. Durante le trattative, ha aggiunto, i negoziatori iraniani hanno comunicato ai rappresentanti degli Stati Uniti “le loro preoccupazioni riguardo alla questione nucleare iraniana e alle sanzioni imposte al Paese”.
Ma se da parte iraniana si frenano gli entusiasmi, filtra invece ottimismo dall’Oman. “I negoziati indiretti di oggi tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti d’America a Ginevra si sono conclusi con buoni progressi nell’individuazione di obiettivi comuni e di questioni tecniche rilevanti”, ha commentato sui social ministro degli Esteri omanita Badr al-Busaidi. “Lo spirito dei nostri incontri è stato costruttivo. Insieme abbiamo compiuto seri sforzi per definire una serie di principi guida per un accordo finale. Il contributo del Direttore Generale dell’AIEA, Rafael Grossi, è stato molto apprezzato. Molto lavoro resta ancora da fare e le parti hanno chiarito i prossimi passi prima del prossimo incontro”. Una posizione ribadita anche dal suo collega iraniano, Abbas Araghchi.
Teheran: “È l’inizio di un percorso”
“Il percorso verso un accordo è iniziato”, ha commentato da Ginevra il ministro degli Esteri della Repubblica islamica, secondo cui però i progressi compiuti nei colloqui odierni non significano che Teheran raggiungerà presto un accordo con Washington sul suo programma nucleare. Le parti infatti, ha spiegato il ministro degli Esteri iraniano, devono ancora lavorare su una serie di questioni. “Posso dire che, rispetto all’ultimo round, abbiamo avuto discussioni molto serie e c’era un’atmosfera costruttiva in cui ci siamo scambiati i nostri punti di vista”, ha detto Araghchi rivolgendosi a una conferenza sul disarmo. “Queste idee sono state discusse e siamo giunti a un accordo su alcuni principi fondamentali. E sulla base di questi principi, alla fine redigeremo un documento… Speriamo di riuscirci. Quando raggiungeremo la fase di stesura di un documento, naturalmente il processo rallenterà”, ha proseguito il ministro, secondo cui “non è stata fissata una data specifica” per un terzo round di colloqui. “È stato concordato che entrambe le parti avrebbero continuato a lavorare sulle bozze di testo per un potenziale accordo, dopodiché le bozze sarebbero state scambiate e sarebbe stata fissata una data per un terzo round”, ha spiegato Araghchi.
Durante i negoziati, ha rimarcato il ministro iraniano, Teheran ha ripetutamente affermato di “non cercare né di produrre né di acquisire armi nucleari, che non trovano alcun posto nella dottrina della sicurezza nazionale dell’Iran”. Tuttavia, ha precisato Araghchi, il Trattato di non proliferazione nucleare “riconosce esplicitamente il diritto inalienabile di tutti gli Stati membri di sviluppare la ricerca, produrre e utilizzare l’energia nucleare, compreso l’arricchimento per scopi pacifici”.
“Questo diritto è intrinseco, non negoziabile e giuridicamente vincolante”, ha sottolineato il ministro degli Esteri iraniano, che poi ha criticato il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare del 2015, denunciato proprio da Donald Trump nel 2018, e gli attacchi aerei condotti a giugno scorso dagli Usa contro i siti atomici di Teheran. L’abbandono unilaterale (da parte Usa, ndr) del Piano d’azione congiunto globale (Jcpoa), ha dichiarato Araghchi, è stata una “chiara violazione di un accordo approvato a livello internazionale” e ha “inferto un duro colpo alla fiducia e alla stabilità degli obblighi multilaterali”. “Questa decisione non solo ha ignorato gli impegni multilaterali, ma ha anche imposto conseguenze economiche e umanitarie ingiustificate al popolo iraniano”, ha ribadito il ministro di Teheran. “Ancora più preoccupante è stato il ricorso all’aggressione militare contro l’Iran lo scorso giugno, mentre eravamo nel pieno dei negoziati. Tale aggressione è in netta contraddizione con i principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale”. Gli Stati Uniti, ha concluso Araghchi, devono abbandonare la minaccia di usare la forza contro l’Iran.
La versione Usa
Nessun commento ufficiale finora da parte statunitense ma una fonte dell’amministrazione Trump vicina ai colloqui ha confermato all’agenzia di stampa Reuters alcuni “progressi”. “Sono stati fatti progressi, ma ci sono ancora molti dettagli da discutere”, ha confermato in via anonima il funzionario citato. “Gli iraniani hanno affermato che nelle prossime due settimane torneranno (al tavolo delle trattative, ndr) con una serie di proposte dettagliate per colmare alcune divergenze nelle nostre posizioni”.