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L’Iran esce dall’accordo sul nucleare: “Da oggi aumentiamo l’arricchimento dell’uranio”

Di Luca Serafini
Pubblicato il 7 Lug. 2019 alle 09:38 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:54
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Credit: Afp

L’Iran ha deciso di dare seguito alle minacce dei giorni scorsi e ha iniziato ufficialmente la seconda fase del piano per ridurre i suoi obblighi previsti dall’accordo sul nucleare del 2015, aumentando il livello di arricchimento dell’uranio al 5 per cento, dal 3,67 per cento stabilito dall’accordo.

Lo ha annunciato il portavoce del governo Ali Rabiei, in una conferenza stampa congiunta con il viceministro degli Esteri Abbas Araghchi e con il portavoce dell’Organizzazione dell’energia atomica iraniana (AEOI), Behrouz Kamalvandi.

L’annuncio dell’Iran è arrivato allo scadere dell’ultimatum di 60 giorni intimato ai Paesi dell’Unione europea, partner dell’accordo nucleare, perché salvassero l’intesa varando misure efficaci per allentare la stretta sul commercio provocata dalle sanzioni statunitensi.

“Nell’ultimo anno abbiamo dato abbastanza tempo alla diplomazia e ora non stiamo violando l’accordo ma perseguendo i nostri diritti basati sull’accordo. Dobbiamo presentare una denuncia contro gli Stati Uniti e l’Ue per averlo violato”. Lo ha sottolineato il viceministro degli Esteri Abbas Araghchi, nella conferenza stampa in cui è stato dato l’annuncio che Teheran supererà gli attuali limiti di arricchimento dell’uranio.

L’Iran, è stato sottolineato, aumenterà anche la produzione di acqua pesante superando il limite attuale imposto dall’accordo del 2015. “Aumentiamo l’arricchimento per fornire il combustibile per la nostra centrale nucleare e al momento non abbiamo bisogno di carburante per il reattore di Teheran”, ha aggiunto il viceministro.

L’Iran stabilirà altri 60 giorni come nuova scadenza per i Paesi europei e i colloqui continueranno con l’Ue per soddisfare le richieste di Teheran. Lo ha detto il viceministro degli Esteri Abbas Araghchi in conferenza stampa.

La Repubblica islamica chiede agli europei di spingere sullo strumento finanziario Instex – pensato per aggirare le sanzioni americane e consentire la continuazione degli scambi economici fra l’Europa e l’Iran – acquistando petrolio iraniano o fornendo una linea di credito per il Paese.

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L’8 luglio il portavoce dell’AEOI Kamalvandi ha comunicato che l’Iran ha innalzato il livello dell’arricchimento dell’uranio a 4,5 per cento, rispetto al 3,67 per cento consentito dall’accordo del 2015. Kamalvandi ha aggiunto che campioni dell’uranio arricchito saranno inviati all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), che mercoledì 10 luglio si riunirà in sessione straordinaria.