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Home » Esteri

Le donne indiane si battono per eliminare il divieto d’accesso ai luoghi di culto

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Le autorità indiane hanno dichiarato di essere favorevoli all’accesso delle fedeli musulmane nella moschea monumentale di Mumbai

Le autorità dello stato di Maharashtra, nell’ovest dell’India, hanno reso noto di essere favorevoli all’accesso delle fedeli musulmane nella moschea monumentale di Mumbai, sostenendo di fatto la campagna nazionale per permettere alle donne l’accesso a tutti i luoghi di culto.

I legali dello stato, appoggiando una petizione presentata da due donne musulmane all’alta corte di Mumbai, hanno detto martedì 9 febbraio 2016 che il governo non può negare alle donne l’uguaglianza dei diritti.

L’ente di gestione del mausoleo di Haji Ali Shah Bukhari ha commentato che permettere alle donne di avvicinarsi alla tomba del santo sufita del Quindicesimo secolo, che si trova all’interno della moschea, sarebbe un peccato grave.

La moschea, costruita su un isolotto a 500 metri dalla costa, può essere raggiunta solo con la bassa marea e attira decine di migliaia di fedeli.

La battaglia per permettere alle donne l’accesso al santuario ha preso slancio dopo che un’altra petizione – questa volta per chiedere che fosse consentito alle donne l’accesso al tempio di Sabarimala Ayyappa, nello stato meridionale del Kerala – era stata sottoposta alla Corte Suprema indiana.

L’alta corte di Mumbai aveva fatto sapere in precedenza che avrebbe aspettato la decisione della Corte Suprema sul caso di Sabarimala prima di emettere il suo verdetto sulla petizione riguardante il mausoleo di Haji Ali.

Sempre in Maharashtra, alcune attiviste si sono scontrate a gennaio con la polizia mentre tentavano di entrare nel tempio di Shani Shingnapur, uno dei templi del paese che vieta l’ingresso alle donne.

Le proteste hanno anche raggiunto i social media, con gli hashtag su Twitter #RighttoPray e #LetWomenPray. Gli attivisti dicono che i divieti si fondano su norme patriarcali e non sulla religione.

Il primo ministro dello stato di Maharashtra, Devendra Fadnavis, si è espresso contro la discriminazione nel culto e ha dichiarato che la tradizione deve adattarsi al cambiamento.

Flavia Agnes, avvocato per i diritti delle donne e co-fondatrice del centro legale Majlis di Mumbai, ha detto: “Le corti devono decidere se chi è incaricato della gestione di un luogo di culto possa vietare l’ingresso alle donne, violando il mandato costituzionale all’uguaglianza. [Il verdetto] avrà conseguenze sui diritti delle donne anche in altre sfere”.

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