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In Brasile si vende la verginità

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Hanno fatto scalpore i casi di Rebeca Bernardo e Ingrid Catarina Migliorini, giovanissime disposte a vendere la loro verginità in cambio di denaro

In Brasile si vende la verginità

“Ciao, mi chiamo Rebeca e voglio mettere all’asta la mia verginità. So che questo può spaventare qualcuno, ma siate sicuri che se non fosse importante non lo farei”. Mentre si rivolge alla telecamera gli occhi di Rebeca Bernardo tradiscono l’incoscienza, tipica della giovane età, di chi pensa di aver considerato tutte le conseguenze dei suoi gesti.

La ragazza ha 18 anni e vive a Sapeaçu, un paesino di 16 mila abitanti nello stato di Bahia. Ha affidato a un video su YouTube la vendita della sua ‘prima volta’, spiegando di non volerlo fare per divertimento, né per guadagno personale. Ha bisogno di soldi per pagare le cure mediche di sua madre, rimasta vittima di un ictus. Le offerte non sono mancate: la più alta è stata di 26 mila euro.

Ai suoi concittadini il gesto non è piaciuto. Rebeca ha fatto sapere di aver dovuto lasciare la scuola a causa della pressione che si è creata intorno a lei. Anche sua madre non ha approvato: “dovrebbe trovare un lavoro invece di prostituirsi”. L’emittente televisiva Bande Bahia l’ha convinta a desistere in cambio di un aiuto economico. ‘La vergine di Sapeaçu’, come è stata soprannominata dalla stampa, avrebbe deciso di accettare l’offerta.

Non si tratta di un caso isolato. Rebeca si è ispirata a Ingrid Catarina Migliorini, 20 anni. La differenza tre le due è che Ingrid non vuole aiutare nessuno, se non il suo portafogli. La sua verginità è valsa molto di più: la giovane l’ha messa all’asta su Virgins Wanted, un sito australiano specializzato, dove lo scorso 24 ottobre un anonimo giapponese se l’è aggiudicata offrendo 600 mila euro. L’atto, non ancora avvenuto, dovrà consumarsi in aereo per non infrangere nessuna legge. Le regole dell’asta sono chiare: la ragazza può rifiutarsi in qualsiasi momento senza incorrere in sanzioni. Al massimo non riceverà i soldi promessi. Dal patto sono esclusi giochi erotici, fantasie e baci sulle labbra. Come a dire: ti compri solo l’imene.

L’interesse per la ragazza è cresciuto a dismisura. La Virgins Wanted sta girando un documentario sulla preparazione di Ingrid al grande momento. Playboy Brazil le ha dedicato la copertina del primo numero del 2013. Ma l’opinione pubblica brasiliana si è divisa in due, tra chi la considera una prostituta e chi, invece, un esempio di coraggio e libertà. Basta dare uno sguardo ai commenti che tramite Facebook hanno affollato la pagina di Virgins Wanted per rendersene conto. Le zuffe digitali tra i supporter di Ingrid e i detrattori mostrano uno spaccato della società.

Pochi invece sembrano considerare l’altra faccia della medaglia, cioè che ci sono uomini disposti a pagare cifre da capogiro per comprarsi la verginità di una donna. Per l’ambizione di rimanere indelebili nella sua memoria, di iniziarla al sesso, di non aver avuto rivali. Critiche e incoraggiamenti riguardano la scelta, personale, di queste ragazze. Spesso rivelano un’ipocrisia diffusa, di una società che nasconde la prostituzione sotto il tappeto (e poi la sfrutta). Parafrasando una canzone di Fabrizio De Andrè: “si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio”.

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