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Il boom dell’oppio in Afghanistan

I campi afghani destinati alla coltivazione d'oppio sono cresciuti del 36% nonostante la lotta portata avanti dagli Stati Uniti

Di Redazione TPI
Pubblicato il 22 Ott. 2014 alle 13:09 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:59
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Immagine di copertina

La coltivazione d’oppio in Afghanistan ha raggiunto un livello record nonostante la lotta al narcotraffico portata avanti dagli Stati Uniti sul territorio.

Nel 2013 i campi afghani destinati alla coltivazione d’oppio occupavano una superficie di 209mila ettari, in aumento rispetto ai 193mila del 2007, secondo un rapporto dell’Onu a cura dell’ispettore generale per la ricostruzione dell’Afghanistan, John Sopko.

Ciò è potuto avvenire a discapito dei 7,6 miliardi di dollari spesi dagli Stati Uniti nella battaglia contro la produzione di stupefacenti in Afghanistan, che è cominciata in seguito all’invasione del 2001.

I 209mila ettari su cui è cresciuto il papavero da oppio si trovano principalmente nel sud e nell’est del Paese – nelle province di Kandahar, Helmand e Nangarhar – e rappresentano un incremento del 36 per cento sul 2012.

La produzione d’oppio di questi campi ha un valore stimato di circa 3 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 2 miliardi di dollari del 2012. I proventi sono perlopiù utilizzati da narcotrafficanti e dai Taliban, con cui finanziano la loro guerra, secondo quanto riportato dallo studio delle Nazioni Unite.

L’Afghanistan è responsabile dell’80 per cento della produzione illecita d’oppio nel mondo. L’area di coltivazione d’oppio è cresciuta di 125mila ettari fra il 2002 e il 2013. I primi dati del 2014 lasciano intendere che si estenderà ulteriormente.

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