Stretto di Hormuz: attaccata una nave cisterna del Qatar. L’Iran: “I colloqui non riprenderanno, se continuano le minacce degli Stati Uniti”
Un cargo è stato colpito nella notte al largo dell’Oman, dopo aver “ignorato le disposizioni” della Repubblica islamica. Intanto il ministro degli Esteri iraniano Araghchi risponde alle minacce di Trump di riprendere il conflitto: “Rispetti gli accordi”
Una nave cisterna carica di gas naturale liquefatto (gnl) è stata attaccata nella notte al largo delle coste dell’Oman, nello Stretto di Hormuz, dopo aver “ignorato le disposizioni” per il transito impartite dalla Repubblica islamica dell’Iran, che non ha però rivendicato ufficialmente l’attacco. L’incidente segue lo stallo delle trattative tra l’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Teheran, che ha fatto sapere di non essere disposto a riprendere i colloqui finché Washington non cesserà le minacce contro il regime.
Il raid
L’attacco, secondo quanto riportato dall’agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime (UKMTO), è stato segnalato alle 22:19 di ieri ora italiana e ha coinvolto una nave cisterna che navigava in direzione sud a circa 8 miglia nautiche, pari a circa 15 chilometri, a est della località di Limah, in Oman. L’imbarcazione è stata colpita da un proiettile non identificato che ne ha centrato il lato sinistro, provocando un incendio, mentre l’equipaggio risulta illeso.
Ad essere presa di mira, secondo quanto riportato dal quotidiano statunitense The Wall Street Journal, sarebbe stata l’al-Rekayyat, una nave cisterna per il trasporto di gnl di proprietà della qatariota Nakilat. Il raid avrebbe colpito la parte superiore della sala macchine dell’imbarcazione mentre quest’ultima si trovava all’imboccatura dello Stretto. Secondo il portale di monitoraggio Marine Traffic, la nave, battente bandiera delle Isole Marshall, era attesa nel fine settimana nel porto di Dahej, in Gujarat, sulla costa nord-occidentale dell’India.
L’incidente è stato confermato anche dalla tv pubblica iraniana IRIB che, citando fonti anonime, ha dato notizia dell’attacco a una nave carica di gas naturale proveniente dal Qatar, colpita “dopo aver ignorato gli avvertimenti” delle autorità di Teheran. Al momento però non vi è stata alcuna rivendicazione ufficiale da parte della Repubblica islamica.
Ma questo attacco non sarebbe stato l’unico. Le Guardie della Rivoluzione islamica dell’Iran, secondo quanto riportato dal portale Axios citando due funzionari statunitensi, avrebbero lanciato nella notte almeno due missili contro altrettante navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. Soltanto una però sarebbe stata colpita. Al momento, le forze armate statunitensi non hanno annunciato rappresaglie.
I colloqui
L’incidente segue di una settimana i colloqui indiretti tra Usa e Iran a Lucerna, in Svizzera, che non hanno prodotto alcun progresso concreto verso un accordo di pace che ponga fine al conflitto scatenato lo scorso 28 febbraio da Washington e da Israele contro la Repubblica islamica.
La sospensione delle trattative ha permesso all’Iran di celebrare i funerali di Stato della Guida suprema della Rivoluzione islamica, Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio in un raid di Israele a Teheran. Ma la loro ripresa non è certa, mentre manca poco meno di un mese e mezzo alla scadenza del cessate il fuoco di 60 giorni stabilito tra gli Stati Uniti e Iran.
I colloqui, ha avvertito oggi sui social il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, non riprenderanno se gli Stati Uniti continueranno a minacciare Teheran. Il monito segue le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che si era detto intenzionato a “portare a termine il lavoro” contro l’Iran, se non si fosse raggiunto un accordo. “Il paragrafo 13 del Memorandum d’Intesa è chiaro”, ha scritto oggi sui social Araghchi. “I negoziati per l’Accordo finale non inizieranno, se continueranno le minacce. Onorate la vostra firma”.
Il memorandum firmato il mese scorso da Iran e Stati Uniti invita entrambi ad astenersi sia dalla minaccia che dall’uso della forza contro ciascuna delle parti. Ma da allora Washington e Teheran si sono più volte accusate a vicenda di aver violato gli accordi, con attacchi iraniani alle navi in transito nello Stretto di Hormuz e raid aerei statunitensi contro obbiettivi della Repubblica islamica. Il cessate il fuoco però sembra ancora reggere.