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“Putin è chiuso in un bunker: i video che manda sono ologrammi”. Dove si trova veramente lo Zar? Le ipotesi

Immagine di copertina
Credits: ANSA

Secondo alcune voci riportare dal Corriere della Sera Putin sarebbe nascosto in un bunker e le immagini trasmesse in questi giorni per comunicare al mondo le decisioni sulla guerra in Ucraina sarebbero fotomontaggi e “deep fake” realizzati con tecniche olografi, immagini rielaborate cambiando l’ambientazione.

La tesi alla base di queste ricostruzioni è che, se Putin ha vissuto tutto il periodo della pandemia in totale isolamento, terrorizzato dal contagio, è improbabile che ora abbia invece deciso di entrare in stretto contatto con i suoi interlocutori, come le hostess dell’Aeroflot o il premier bielorusso Lukashenko con cui si è fatto immortalare in vari filmati nelle ultime settimane. Il presidente russo Vladimir Putin non si troverebbe dunque al Cremlino o nelle sue varie residenze, ma al sicuro in un bunker per sfuggire agli attentati.

I video che usa per comunicare col mondo nei giorni tremendi della guerra in Ucraina sarebbero dunque ologrammi. “Niente lavoro al Cremlino o nella residenza presidenziale di Novo-Ogaryovo alle porte di Mosca, ma vita isolata, magari nel vecchio bunker di Stalin a Samara o in uno nuovissimo a Yamantau, sugli Urali” scrive il quotidiano riportando alcune voci sullo Zar.

I bunker a disposizione di Putin per sfuggire agli attentati che cita il Corriere della Sera sono molteplici: c’è quello di Stalin costruito durante la Seconda guerra mondiale a Samara e quello sugli Urali, al confine con la Mongolia, dove è al sicuro dal pericolo della bomba atomica. Le uniche due persone che sono sicuramente in sua compagnia sarebbero proprio i due uomini della Marina con la “valigetta nucleare”, e cioè il computer con i codici di lancio dei missili atomici.

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