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Guerra in Ucraina, ultime notizie. Kiev: “Aspettiamo dall’Italia il terzo invio di armi”. Zelensky: “A Severodonetsk si decide il destino del Donbass”

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Aula distrutta dai bombardamenti a Luch, nella regione di Mykolaiv. Credit: Vincenzo Circosta/ZUMA Press Wire

GUERRA UCRAINA-RUSSIA: LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 9 GIUGNO 2022

GUERRA UCRAINA-RUSSIA ULTIME NEWS – Prosegue senza sosta la guerra in Ucraina, in particolare a Severodonetsk, diventato nelle ultime settimane il fronte principale nel Donbass. Secondo Volodimir Zelensky, la città resta “l’epicentro dello scontro nel Donbass, dove viene deciso il destino” della regione. “Questa è una battaglia molto feroce, molto difficile. Probabilmente una delle più difficili di questa guerra”, ha detto il presidente ucraino. Ieri il governatore della regione di Luhansk ha dichiarato che le forze russe adesso controllano la maggior parte della città, obiettivo chiave di Mosca per il controllo dell’intera regione. La guerra in Ucraina è stata in cima all’agenda dell’incontro tra Mario Draghi e Emmanuel Macron, che ieri hanno tenuto una cena di lavoro all’Eliseo dedicata anche al “rafforzamento dell’autonomia europea in materia di difesa” e all’energia. Di seguito tutte le notizie di oggi, giovedì 9 giugno 2022.

GUERRA IN UCRAINA, LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 9 GIUGNO 2022

Ore 16.00 – La Polonia ha inviato 240 tank e 100 blindati – La Polonia ha inviato finora in Ucraina armi per un valore di quasi 2 miliardi di dollari, inclusi più di 240 carri armati e circa 100 mezzi corazzati, riporta Ukrinform citando il presidente polacco Andrzej Duda “Abbiamo inviato carri armati dalla Polonia all’Ucraina: quasi due gruppi di carri armati da combattimento. Si tratta di oltre 240 carri armati che l’esercito ucraino può utilizzare. Abbiamo inviato quasi un centinaio di veicoli corazzati per il trasporto di personale”, ha detto Duda al quotidiano tedesco Bild in un’intervista. Varsavia, ha aggiunto, ha anche fornito a Kiev armi leggere, munizioni e equipaggiamento militare. “In totale, abbiamo inviato armi per un valore di quasi 2 miliardi di dollari in Ucraina”, ha precisato Duda.

Ore 15.50 – Kiev, la più grande paura di Mosca è l’unità dell’Occidente – “Avendo assaggiato il sangue dell’Europa una volta, la Russia proverà a berlo tutto. Intimidendo, umiliando e derubando. L’unica lingua che la Russia comprende è la lingua della forza. La loro più grande paura è la nostra unità. L’unico modo per vincere è avere armi. Il bene deve essere in grado di difendersi”. Lo ha affermato in un tweet il consigliere del capo dell’ufficio del presidente ucraino Mykhailo Podolyak, riportato da Ukrinform.

Ore 15.40 – Johnson: “Sarebbe ripugnante costringere l’Ucraina alla resa” – Spingere l’Ucraina a un “cattivo compromesso”, a un accordo di pace imposto dalla Russia, sarebbe “ripugnante” e l’Occidente “non deve farlo”. Lo ha detto il premier britannico Boris Johnson, attribuendo agli “effetti dell’aggressione condotta da Putin” parte della responsabilità dell’impennata dell’inflazione in Gran Bretagna e “a livello globale”.

Ore 15.30 – Leader filorusso: “Iniziata integrazione Kherson nella Russia” – L’integrazione della regione di Kherson, la prima conquistata dalle forze di Mosca dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, è iniziata. Lo ha detto il leader nominato dai russi, Vladimir Saldo, in un messaggio su Telegram: “Siamo sicuri che la Russia è con noi e noi siamo con la Russia per sempre”. “L’integrazione è iniziata e continuerà in modo intenso”, ha affermato, senza precisare cosa si intenda per “integrazione”.-

Ore 14.40 – Mosca, regioni liberate nomineranno propri responsabili – Per il Cremlino, le nomine di responsabili nei territori “liberati” dell’Ucraina saranno nelle mani della popolazione locale. “Dipenderanno dalla scelta delle persone che vivono nelle regioni liberate”, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, rispondendo a domande dei giornalisti sulla possibilità o meno che funzionari russi possano assumere incarichi in quei territori. Lo riferisce la Tass.

Ore 14.30 – Cremlino: “Fine operazione speciale quando raggiunti obiettivi” – “L’operazione speciale” in Ucraina finirà quando i “suoi obiettivi saranno raggiunti”. E’ quanto ha risposto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov alla domanda su quando finirà l’operazione militare russa, scrive l’agenzia stampa Tass. “Il presidente Putin ha esposto gli obiettivi per questa operazione militare speciale. Il raggiungimento di questi obiettivi significherà la fine dell’operazione militare speciale”, ha detto Peskov senza specificare ulteriormente. Allo stesso tempo, scrive ancora la Tass, “Peskov non ha commentato l’affermazione che i risultati dell’operazione speciale non possono essere raggiunti sotto l’attuale regime ucraino. Quando ha annunciato l’avvio dell’operazione militare speciale in Ucraina il 24 febbraio, il presidente russo Vladimir Putin ha fissato diversi obiettivi. Fra loro la denazificazione e la smilitarizzazione del paese”.

Ore 14.20 – Kuleba: “Meritiamo status Paese candidato a UE” – “L’Ucraina merita che le sia garantito lo status di paese candidato all’UE questo giugno sulla base di una valutazione individuale e basata sul merito”. Lo ha dichiarato su Twitter il ministro degli Esteri di Kiev, Dmitro Kuleba, riferendo di un colloquio avuto con la sua omologa svedese, Ann Linde. “Ho ringraziato la Svezia per il supporto all’Ucraina, incluso l’aiuto per la difesa che è di fondamentale importanza e le sanzioni dell’Ue alla Russia”, ha aggiunto.

Ore 14.10 – Von der Leyen: la ricostruiremo, è nostro dovere – “Questo pomeriggio avremo un dibattito tra il sindaco di Mariupol e gli architetti ucraini” perché “ricostruiremo l’Ucraina: dobbiamo farlo e lo faremo” perché “è un nostro obbligo morale” che va messo in atto “nel modo giusto, con lo spirito del nuovo Bauhaus europeo”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, all’apertura del festival Internazionale New European Bauhaus in corso al Maxxi a Roma.

Ore 14.00 – Due attacchi aerei in regione Kherson da forze armate contro unità militari russe – Due attacchi aerei sono stati effettuati dalle forze armate ucraine contro unità militari russe nella regione di Kherson. Lo rende noto il comando operativo Sud

Ore 13.50 – Lavrov: “Kiev accetti che non c’è alternativa a sminamento porti” – La Russia spera che l’Ucraina si renda conto che non c’è alternativa allo sminamento dei porti per poter far partire le navi bloccate nel Mar Nero e far riprendere le esportazioni di grano. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in una conferenza stampa a seguito dei colloqui con il ministro degli Esteri armeno Ararat Mirzoyan, secondo quanto si legge sul sito della Tass. Ribadendo quanto detto ieri ad Ankara, il capo della diplomazia russa ha detto che ” i militari russi dichiarano da più di un mese ogni giorno” la disponibilità a “corridoi di sicurezza, che possono utilizzare liberamente, senza alcuna minaccia per se stessi, qualsiasi nave con merci che aspettano di essere inviate dai porti del Mar Nero, a condizione, ovviamente, che gli ucraini sgomberino la fascia costiera, che, in generale, è sotto il loro controllo”.

Ore 13.40 – Kiev, colpito dai russi fabbrica auto a Bakhmut – “I russi hanno colpito uno dei reparti dello stabilimento di produzione auto ‘Vistek’ a Bakhmut”, una città che si trova nella regione di Donetsk. “L’incendio è stato domato”. Lo riferisce il servizio per le emergenze nazionale ucraino.

Ore 13.30 – Unhcr, almeno 4,8 milioni rifugiati in tutta Europa – Quasi cinque milioni di persone fuggite dall’Ucraina sono state registrate come rifugiati in 44 paesi europei dal 24 febbraio scorso, secondo gli ultimi dati resi noti dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Circa 7,3 milioni persone sono fuggite dall’Ucraina dal 24 febbraio, data dell’aggressione russa, e 2,3 milioni hanno fatto ritorno nel Paese, precisa l’Unhcr in un cominicato reso noto a Ginevra.

Ore 13.20 – Salvini: “Se guerra continua benzina salirà a tre euro” – “La pace adesso non è un diritto ma un dovere innanzitutto per salvare vite in Ucraina, però se avete fatto benzina, se va avanti la guerra per altri mesi la benzina arriva a tre euro al litro”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, durante un comizio elettorale a Como.

Ore 13.10 – Cremlino, non sono previsti altri tagli alle forniture di gas – Il portavoce della presidenza russa Dmitri Peskov ha dichiarato che non sono previsti altri tagli alle forniture di gas da parte di Gazprom ai propri clienti europei. Secondo Peskov, il meccanismo russo per far pagare il gas in rubli funziona come previsto.

Ore 13.00 – Zelensky chiede esclusione della Russia dalla Fao – Il presidente ucraino Volodimir Zelensky, intervenendo al consiglio ministeriale dell’Ocse, ha chiesto l’esclusione della Russia dalla Fao, l’organizzazione Onu per l’Alimentazione e l’Agricoltura con sede a Roma. “Non ci possono essere discussioni per prolungare l’adesione della Russia alla Fao. Quale sarebbe il posto della Russia se causa la carestia per almeno 400 milioni di persone, se non oltre un miliardo?”, ha detto intervenendo in videoconferenza alla ministeriale di Parigi, quest’anno presieduta dall’Italia.

Ore 12.50 – Cremlino: nessun accordo con la Turchia sul grano – Il portavoce della presidenza russa Dmitri Peskov ha dichiarato che non è stato raggiunto alcun accordo con la Turchia per sbloccare l’esportazione di cereali attraverso il Mar Nero, dopo l’incontro di ieri tra il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il suo omologo turco Mevlut Cavusoglu.

Ore 12.40 – Lavrov: “Sostegno a militarismo Kiev non porta nulla di buono” – “I nostri partner occidentali devono rendersi conto che la connivenza con l’atteggiamento militarista di Kiev non porta nulla di buono”. Lo ha sottolineato il ministro russo degli Esteri Sergey Lavrov, citato dalla Tass, in conferenza stampa dopo l’incontro con il suo omologo armeno Ararat Mirzoyan.

Ore 12.30 – Conte: “Lavorare per negoziato di pace, no a riarmo” – “La guerra deve finire e dobbiamo lavorare per un negoziato di pace: basta col riarmo”. Lo ha detto Giuseppe Conte, leader del M5S, nel corso di un comizio elettorale a Canosa di Puglia (Bat), citta’ chiamata al voto il prossimo 12 giugno. “Dobbiamo essere convinti e determinati – ha aggiunto -per indirizzare l’Ue che non puo’ accettare questa guerra che porta altri massacri, altre carneficine e altre vittime innocenti oltre a forti recessioni: non ce lo possiamo permettere. Senza pace – ha concluso – l’autunno che verra’ sara’ lacrime e sangue per tutti”.

Ore 12.20 – Zelensky: “Guerra è Covid-22, armi e sanzioni sono il vaccino” – Per Volodimir Zelensky l’invasione russa dell’Ucraina è un nuovo coronavirus, un “covid-22” il cui vaccino sono le armi e le sanzioni. “Armi e sanzioni sono un vaccino. Un vaccino contro il covid-22 portato dalla Russia. L’odio è un virus, ancora più letale del covid-19, ha detto il presidente ucraino.
“Quando l’odio bussa alla vostra porta, siete pronti? Basterà una mascherina a proteggervi dal covid 22 russo? E perché il vaccino, armi e sanzioni, è così difficile da ottenere in quantità sufficienti? Perché alcuni paesi fanno come se il covid-22 non esistesse, proprio come facevano i complottisti con il covid-19? Perché ci sono persone che non imparano nemmeno dal sangue e la morte?”, si è chiesto Zelensky. Secondo il presidente ucraino, il virus dell’aggressione russa si diffonde attraverso la propaganda, l’impunità per gli assassini, il petrolio russo ancora venduto sul mercato e il denaro che ancora circola fra il sistema finanziario globale e le banche russe.

Ore 12.00 – Mosca: oggi esercitazione nel Mar Baltico con 60 navi – Il ministero della Difesa russo ha annunciato che oggi si terranno esercitazioni nel Mar Baltico, al largo dell’exclave Kaliningrad, situata tra la Polonia e la Lituania. All’esercitazione prenderanno parte 60 navi, oltre 40 aerei ed elicotteri e fino a 2.000 unità militari.

Ore 11.50 – Kiev: ogni giorno perdiamo 100 soldati, servono armi pesanti – Ogni giorno l’Ucraina perde fino a cento militari, che restano uccisi in battaglia, e fino a 500 vengono feriti. Per questo Kiev ha bisogno di armi pesanti il più rapidamente possibile. Lo ha scritto il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov su Facebook, citato da Ukrinform, che ha aggiunto: “Il mostro russo ha ancora molti mezzi per divorare vite umane e soddisfare il suo ego imperiale”.

Ore 11.40 – Il sindaco di Severodonetsk: “Situazione difficile ma gestibile” – La situazione a Severodonetsk è “difficile ma gestibile”. Lo ha fatto sapere Oleksandr Stryuk, sindaco della città dell’Ucraina orientale, teatro da giorni di pesanti combattimenti. Le forze di Kiev mantengono il controllo della zona industriale e delle aree circostanti, nonostante l’intenso fuoco di artiglieria russo che impedisce di evacuare gli abitanti. Sono circa 10 mila i civili intrappolati nella città del Donbass.

Ore 11.30 – Draghi, contro caro energia utilizzare strumenti come Sure – L’Unione Europea dovrebbe ricorrere a strumenti come il programma Sure per aiutare i cittadini colpiti dall’aumento dei prezzi dell’energia. Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento di apertura della riunione ministeriale dell’Ocse a Parigi.  Draghi ha premesso che “responsabilità e solidarietà devono andare di pari passo, a livello nazionale ma anche europeo” e ha ricordato che l’Italia ha deciso una tassa straordinaria sui profitti delle società energetiche e ha “utilizzato le entrate per ridurre le bollette del gas e dell’elettricità per i più vulnerabili”. “Nell’Unione Europea, dobbiamo considerare di replicare alcuni degli strumenti congiunti che ci hanno aiutato a riprenderci rapidamente dalla pandemia”, ha aggiunto, “come SURE – il supporto temporaneo per mitigare i rischi di disoccupazione durante l’emergenza, che ha fornito prestiti economici e stabili agli stati membri dell’Unione europea in modo che potessero salvare posti di lavoro e sostenere i redditi. Uno strumento simile, questa volta mirato all’energia, potrebbe garantire ai paesi vulnerabili più spazio per aiutare i propri cittadini in un momento di crisi”, ha concluso.

Ore 11.20 – Kiev: controffensiva a Kherson, riconquistata parte di territorio – Il ministero della Difesa ucraino ha affermato che le forze di Kiev hanno ripreso parte del territorio occupato dalle forze russe in una controffensiva nell’area di Kherson, in Ucraina meridionale.

Ore 11.10 – Draghi, crisi non deve distrarci da obiettivi clima – “La risposta alle crisi derivanti dall’invasione dell’Ucraina non deve distrarci dalle politiche a lungo termine che andranno a beneficio delle generazioni future”, a cominciare “dagli obiettivi sul clima”. Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento di apertura della riunione ministeriale dell’Ocse a Parigi.

Ore 11.00 – UE: Draghi, su tetto prezzo gas strada potrebbe essere lunga – Sulla ipotesi di imporre un tetto ai prezzi all’import del gas russo in sede europea, le “discussioni sono ancora in corso e la strada da percorrere potrebbe essere lunga”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento di apertura della riunione ministeriale dell’Ocse a Parigi.

Ore 10.50 – Draghi, da sanzioni duro colpo a oligarchi e economia russa – “Il G7 e l’UE hanno mostrato una notevole unità nel sostenere l’Ucraina e nel fare pressione su Mosca per porre fine alle ostilità e riprendere i negoziati. La sola UE ha ideato sei pacchetti di sanzioni che hanno inferto un duro colpo agli oligarchi vicini al Cremlino ea settori chiave dell’economia russa”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento di apertura della riunione ministeriale dell’Ocse a Parigi. “Affinché i nostri sforzi siano pienamente efficaci, devono essere sostenibili nel tempo e coinvolgere i paesi emergenti e in via di sviluppo. Dobbiamo abbinare la determinazione che abbiamo mostrato nei confronti dell’Ucraina con la stessa determinazione nell’aiutare i nostri cittadini e quelli nelle parti più povere del mondo, in particolare l’Africa”, ha aggiunto Draghi.

Ore 10.40 – Draghi, tetto a prezzo gas limiterebbe aumento inflazione – Un tetto al prezzo delle importazioni di gas russo a livello Ue limiterebbe “l’aumento del tasso di inflazione, sosterrebbe i redditi disponibili riducendo i nostri flussi finanziari verso Mosca”. Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento di apertura della riunione ministeriale dell’Ocse a Parigi.

Ore 10.30 – Draghi: evitare crisi alimentare; sbloccare porti – “I nostri sforzi per prevenire una crisi alimentare devono partire dai porti ucraini del Mar Nero. Dobbiamo sbloccare i milioni di tonnellate di cereali bloccati lì a causa del conflitto”. Lo dice il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento di apertura della riunione ministeriale dell’Ocse a Parigi. “Gli sforzi di mediazione delle Nazioni Unite è un passo significativo”, ha aggiunto, “dobbiamo offrire al presidente Zelensky le assicurazioni di cui ha bisogno che i porti non saranno attaccati. E dobbiamo continuare a sostenere i paesi beneficiari, proprio come sta facendo l’UE con il suo strumento per l’alimentazione e la resilienza”.

Ore 10.20 – Zelensky: milioni di morti se non si sblocca il grano – Il presidente ucraino Volodimir Zelensky avverte che milioni di persone in tutto il mondo potrebbero morire di fame se la Russia non consentirà all’Ucraina di esportare grano dai suoi porti. “Non possiamo esportare il nostro grano, il mais, l’olio vegetale e altri prodotti che hanno svolto un ruolo di stabilizzazione nel mercato globale”, ha detto Zelensky in un discorso video registrato al Time 100 Gala, come riporta Cnn. “Questo significa che, purtroppo, decine di Paesi potrebbero trovarsi di fronte a una carenza fisica di cibo. Milioni di persone potrebbero morire di fame se il blocco del Mar Nero da parte della Russia dovesse continuare”, ha detto il presidente ucraino.

Ore 10.10 – Canada vara restrizioni a industrie chimiche e petrolifere russe – Le autorità canadesi hanno annunciato il divieto di fornire una serie di servizi per le industrie chimiche e petrolifere russe. Lo ha comunicato il ministero degli Esteri canadese. Le nuove restrizioni includono il divieto di 28 tipi di servizi per il funzionamento delle industrie petrolifere, del gas e chimiche, compresa la manutenzione, la gestione, la contabilità e la pubblicità. Questi settori rappresentano circa il 50% delle entrate finanziarie del bilancio russo e secondo il ministero degli Esteri canadese, “le misure ridurranno le opportunità per la Russia”, assieme ad altre future, serviranno da deterrente nel proseguimento della guerra in Ucraina.

Ore 10.00 – Kiev: morti 31.700 soldati russi, distrutti 1398 tank – Ammonterebbero a 31.700 le perdite fra le fila russe dal giorno dell’attacco di Mosca all’Ucraina, lo scorso 24 febbraio. Lo rende noto il bollettino quotidiano dello Stato Maggiore delle Forze Armate ucraine, appena diffuso su Facebook, che riporta cifre che non è possibile verificare in modo indipendente. Secondo il resoconto dei militari ucraini, a oggi le perdite russe sarebbero di circa 31.700 uomini, 1398 carri armati, 3438 mezzi corazzati, 711 sistemi d’artiglieria, 213 lanciarazzi multipli, 96 sistemi di difesa antiaerea. Stando al bollettino, che specifica che i dati sono in aggiornamento a causa degli intensi combattimenti, le forze russe avrebbero perso anche 212 aerei, 178 elicotteri, 2421 autoveicoli, 13 unità navali e 562 droni.

Ore 9.50 – Luhansk: con le armi dell’Occidente riprenderemmo Severodonetsk in 3 giorni – Con armi a lungo raggio occidentali l’Ucraina potrebbe “ripulire [dalle truppe russe] Severodonetsk in due o tre giorni”. Lo ha scritto su Telegram il capo militare regionale del Lugansk Serhiy Haidai, spiegando che al momento l’esercito della Federazione Russa assalta la zona industriale ed è impossibile evacuare la popolazione.

Ore 9.40 – UE: Reynders, vicini a unanimità su confisca beni oligarchi – “C’è una larga unità tra gli stati membri dell’UE sulla confisca dei beni agli oligarchi russi che commettono reati, sono sicuro che siamo molti vicini all’unanimità”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Didier Reynders, al suo arrivo al consiglio giustizia a Lussemburgo. “Spero sia possibile raggiungerla. Ci sono delle procedure diverse nei diversi Stati ma siamo già lavorando sulla direttiva”, ha aggiunto.

Ore 9.30 – Georgia: “Il nostro posto è nell’UE, Mosca potrà volgersi contro di noi” – “Il futuro democratico è l’Europa. Per questo il nostro posto è all’interno dell’Unione. Certo, siamo coscienti della grande responsabilità di aver chiesto l’accelerazione del processo di ammissione: dobbiamo velocizzare le riforme interne. Ma non si può girarci intorno: c’è una questione sicurezza che riguarda l’intera regione”. Lo ha affermato, in un’intervista a La Repubblica, la presidente della Georgia Salomé Zourabichvili, esprimendo l’auspicio che l’emergenza in Ucraina possa accelerare l’ingresso del suo paese nell’UE. Riguardo al rischio che la Georgia torni a essere obiettivo di Putin, la presidente afferma che “più che di timore parlerei di consapevolezza. Anche perché siamo nella stessa situazione dell’Ucraina: Abkhazia e Ossezia del Sud, il 20 per cento del nostro paese, sono da tempo sotto controllo russo”.

Ore 9.20 – Gas: prezzi schizzano verso 90 euro in Europa (+12%) – Il prezzo del gas naturale in Europa è schizzato in avvio di contrattazioni a causa di un incendio che terrà chiuso per settimane l’importante terminale di esportazione di gas naturale liquefatto Freeport, in Texas, riducendo le forniture vitali per l’Europa, già alle prese con l’incertezza sui flussi di combustibile dalla Russia. All’hub olandese di riferimento Ttf, il contratto è scambiato a 89,13 euro al megawattora, in rialzo del 12,24%.

Ore 9.10 – Kiev: ancora bombardamenti nel Luhansk, 4 morti – I russi hanno continuato nella notte a bombardare la regione di Luhansk per colpure punti deboli nella difesa di Severodonetsk, uccidendo almeno quattro civili e provocando numerose distruzioni. Lo ha dichiarato su Telegram Serhiy Haidai, a capo dell’amministrazione militare regionale di Luhansk. “I russi continuano senza successo la ricerca dei punti deboli nella difesa di Severodonetsk, mentre sparano a quartieri pacifici e strutture industriali nella regione di Luhansk. Almeno quattro persone sono morte nella regione”.

Ore 9.00 – USA, pronti a fornire tutte le armi necessarie – Gli Stati Uniti sono pronti a continuare a fornire all’Ucraina le armi e le attrezzature necessarie per vincere la guerra contro la Russia. Lo ha assicurato il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan. “Siamo preoccupati per ogni atto di aggressione commesso dai russi, per ogni centimetro di territorio ucraino che hanno occupato, distrutto, bombardato. Ecco perché siamo così impegnati a fornire agli ucraini le armi e gli strumenti necessari in modo che possano resistere all’avanzata delle forze russe dove possono respingerle”, ha spiegato.

Ore 8.50 – Londra: ripresa avanzata russa su Izium – “Continuano i combattimenti a Severodonetsk ma, nelle ultime 48 ore, il Gruppo di forze orientale russo ha anche aumentato gli sforzi per avanzare a sud di Izium” dove si erano “bloccati ad aprile, dopo che le forze ucraine avevano fatto buon uso del terreno per rallentare l’avanzata russa”. Lo afferma il bollettino quotidiano dell’intelligence britannica sulla guerra in Ucraina. “La Russia probabilmente cerca di riguadagnare slancio in quest’area per esercitare ulteriore pressione su Severodonetsk e per avere la possibilità di avanzare più in profondità nella regione di Donetsk”, continua il rapporto del ministero della Difesa britannico.

Ore 8.40 – Russia, governatore Belgorod: bombardato villaggio al confine con l’Ucraina – Il villaggio di Khotmjzhsk, al confine con l’Ucraina, nella regione russa di Belgorod, è stato bombardato dal territorio ucraino. Lo ha dichiarato questa mattina il governatore della regione di Belgorod, Vjacheslav Gladkov, sul proprio canale Telegram. A suo dire nessuno è rimasto ferito durante l’attacco, mentre tre abitazioni private hanno subito danni, in particolare la rottura di alcune finestre e di parte del tetto e delle recinzioni. “Cercheremo di iniziare i lavori di riparazione domani”, ha aggiunto Gladkov. Il villaggio di Khotmjzhsk, nel distretto urbano di Graivoronvskij, si trova a circa dieci chilometri dal confine con l’Ucraina.

Ore 8.30 – Kiev: 263 bambini uccisi e 488 feriti da inizio conflitto – Almeno 263 bambini sono rimasti uccisi e 488 feriti dall’inizio del conflitto militare in Ucraina. Lo ha affermato questa mattina la Procura generale ucraina nel suo aggiornamento quotidiano, precisando che si tratta di cifre provvisorie in quanto sono in corso accertamenti nelle regioni attualmente interessate dalle ostilità. La regione dove si registra il maggior numero di decessi è quella di Donetsk, con 190 bambini morti o feriti, seguita da quella di Kharkiv, con 132. Inoltre, a causa dei massicci bombardamenti da parte delle Forze armate russe, 1.971 istituzioni educative sono state danneggiate, 194 delle quali completamente distrutte.

Ore 8.20 – Russia: “Facciamo progressi, è chiaro come il giorno” – Il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, l’ambasciatore Vasily Nebenzya, ha insistito sul fatto che Mosca sta facendo progressi in Ucraina e che le regioni orientali di Donetsk e Luhansk saranno “liberate molto presto”. Nebenzya, intervistato per HardTalk della BBC, ha affermato che dopo 100 giorni di conflitto armato “mi sembra che ci sia un progresso, è continuo e chiaro come il giorno, nessuno ha promesso un risultato in tre giorni o una settimana”. Nebenzya ha negato che ci fossero piani per conquistare Kiev e spodestare Zelensky per installare un governo fantoccio.

Ore 8.10 – Luhansk: “Bersagliato impianto chimico Azot” – Le truppe russe stanno bombardando sia le strutture industriali che i quartieri civili nella regione di Luhansk. Lo ha scritto su Facebook il capo dell’amministrazione militare regionale Serhiy Haidai. “I nemici”, ha dichiarato, “continuano a cercare senza successo i punti deboli nella difesa di Severodonetsk, mentre sparano a quartieri pacifici e strutture industriali nella regione di Luhansk. Nella notte hanno preso di mira due volte l’impianto chimico Severodonetsk Azot, danneggiandone almeno due strutture, una delle quali serve a produrre ammoniaca”.

Ore 8.00 – Guterres: “L’invasione russa deve finire” – L’invasione russa dell’Ucraina “deve finire”. Lo ha affermato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, sottolineando che “finché ciò non accadrà, abbiamo bisogno di azioni immediate. Innanzitutto dobbiamo portare stabilità ai mercati alimentari ed energetici globali. Poi abbiamo bisogno di rendere immediatamente disponibili risorse per aiutare i paesi e le comunità più povere”.

Ore 7.50 – Rimpatriato in Francia corpo giornalista ucciso in Ucraina – Le spoglie del giornalista Frédéric Leclerc-Imhoff, morto in Ucraina, sono arrivate in Francia nella notte, accolte da membri della sua famiglia, dai suoi cari e dalla ministra francese della cultura, Rima Abdul Malak. Al suo arrivo all’aeroporto di Bourget, è stato osservato un momento di raccoglimento.

Ore 7.40 – Kiev: uccisi 30 soldati russi, distrutti 2 veicoli corazzati – Le truppe ucraine hanno ucciso mercoledì 30 soldati russi ed hanno distrutto tre depositi di munizioni, due veicoli corazzati da combattimento e quattro veicoli militari di Mosca: lo ha reso noto il comando operativo Sud di Kiev, secondo quanto riporta il Kyiv Independent.

Ore 7.30 – Kiev, russi schierano altri carri armati vicino Zaporizhzhia – Le forze russe hanno schierato altri 30 carri armati T-62 a Vasylivka, un villaggio a circa 35 chilometri a sud di Zaporizhzhia. Lo riferiscono i media ucraini, citando un portavoce del ministero della Difesa ucraino.

Ore 7.20 – Ministro ucraino a Guerini: “Aspettiamo il terzo invio di armi” – L’Ucraina aspetta di ricevere “il terzo pacchetto di assistenza alla sicurezza” da parte dell’Italia. È quanto ha dichiarato il ministro della Difesa ucraino, Oleksii Reznikov, al suo omologo Lorenzo Guerini. Il governo ha finora approvato due decreti interministeriali per l’invio di armamenti all’Ucraina.

Ore 7.10 – Guterres: “L’accordo su grano e fertilizzanti è essenziale” – Il segretario delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha dichiarato di aver chiesto ai colleghi di contribuire a trovare “un accordo che consenta l’esportazione sicura di alimenti prodotti in Ucraina attraverso il Mar Nero e l’accesso senza ostacoli ai mercati globali per gli alimenti e i fertilizzanti russi”. Questo accordo è “essenziale per centinaia di milioni di persone nei paesi in via di sviluppo, anche nell’Africa sub-sahariana”, ha aggiunto Guterres.

Ore 07.00 – Zelensky: “A Severodonetsk si decide il destino del Donbass” – Severodonetsk resta “l’epicentro dello scontro nel Donbass, dove viene deciso il destino” della regione. È quanto afferma il presidente ucraino Volodimir Zelensky, aggiungendo: “Difendiamo le nostre posizioni e infliggiamo perdite significative al nemico. Questa è una battaglia molto feroce, molto difficile. Probabilmente una delle più difficili di questa guerra. Sono grato a tutti coloro che ci difendono in questa direzione”.

 

Leggi anche: 1. ESCLUSIVO TPI – Viaggio nell’inferno di Bucha: ecco cosa abbiamo visto / 2. No, quei morti non sono figuranti: il fact-checking sui fatti di Bucha / 3. Come si è arrivati alla guerra Russia-Ucraina e cosa vuole Putin

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