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Guerra in Ucraina, ultime notizie. Zelensky, stop vendita gas e carbone all’estero. Di Maio: “Minacce Medvedev non ci fermano, cerchiamo la pace”

Immagine di copertina
Persone evacuate dall'acciaieria Azovstal, dalla città di Mariupol città e dalle aree circostanti, arrivate a Zaporizhzhia, il 3 maggio 2022. Credit: EPA / PILIPEY ROMANO

GUERRA UCRAINA-RUSSIA: LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 8 GIUGNO 2022

GUERRA UCRAINA-RUSSIA ULTIME NEWS – Prosegue senza sosta la guerra in Ucraina. Nella giornata di ieri durissimo attacco del vice presidente del Consiglio di sicurezza nazionale russo, Dmitri Medvedev. “Vogliono la morte per noi, la Russia”, ha detto l’ex presidente russo, “li odio, voglio farli sparire”. “Parole gravi e pericolose”, le ha definite Luigi Di Maio, “non è un segnale di dialogo”. Continuano gli sforzi diplomatici per sbloccare le esportazioni di grano, al centro della visita di oggi di Sergei Lavrov in Turchia, dove il ministro degli Esteri russo tornerà ad incontrare il suo omologo turco Mevlut Cavusoglu. Intanto Mosca restituisce i corpi dei soldati morti all’Azovstal e sostiene di aver preso “totalmente” le aree residenziali di Severodonetsk, principale fronte del conflitto nel Donbass, dove secondo Volodimir Zelensky sono in corso “combattimenti feroci”. Di seguito tutte le notizie di oggi, mercoledì 8 giugno 2022.

GUERRA IN UCRAINA, LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 8 GIUGNO 2022

Ore 15.50 – Scambio con la Russia di 50 corpi di soldati uccisi – L’Ucraina ha confermato uno scambio con la Russia di 50 corpi di militari rimasti uccisi nel conflitto. Per la parte ucraina, 37 corpi erano dei soldati morti nell’acciaieria di Mariupol, ha reso noto il governo di Kiev, come riportano i media locali. Lo scambio sarebbe avvenuto sulla linea di contatto nella regione di Zaporizhzhia, nel sud-est del Paese.

Ore 15.40 – Kiev, “impedire Mosca usi corridoi grano per attacchi” – Kiev ha rispedito al mittente la richiesta russa di sminare i porti per permettere il passaggio delle navi che esportano grano. Come ha sottolineato il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko, alla Russia non può essere “permesso di usare i corridoi del grano per attaccare” l’Ucraina meridionale. “L’Ucraina ha messo in chiaro la sua posizione sui porti marittimi: sono necessari equipaggiamenti militari per proteggere la costa e una missione della marina per pattugliare le rotte di esportazione nel Mar Nero”, ha aggiunto.

Ore 15.30 – In Crimea primo treno di grano da Zaporizhzhia occupata – 
Il primo treno di grano partito dalle regione ucraina occupata dai russi di Zaporizhzhia è arrivato a Sebastopoli, in Crimea: erano 8 anni che questo non avveniva. Lo ha dichiarato a Interfax il consigliere del capo filorusso della regione Oleg Kryuchkov. Il traffico ferroviario tra la Crimea e le regioni ucraine si è interrotto alla fine del 2014, dopo l’unificazione della Crimea con la Russia. L’11 marzo scorso, il capo della Crimea, Sergei Aksyonov, ha dichiarato che il traffico ferroviario è stato ripristinato tra la Crimea e Kherson.

Ore 14.20 – Presentati 8 nuovi casi di crimini di guerra – L’Ucraina ha presentato otto nuovi casi di crimini di guerra contro cittadini russi, che si aggiungono alle tre condanne già inflitte a sodati russi. Lo riporta la Bbc, citando Irina Venediktova, procuratore generale dell’Ucraina. Il soldato ventunenne Vadim Shishimarin è stato condannato all’ergastolo per aver ucciso un civile disarmato, mentre ad Alexander Bobikin e Alexander Ivanov sono stati inflitti 11 anni e mezzo ciascuno. L’Ucraina sta indagando su oltre 16.000 potenziali crimini di guerra commessi dalla Russia, ha dichiarato oggi Venediktova alla TV ucraina.

Ore 14.10 – Presidente parlamento ucraino: Russia ruba grano da zone occupate – “La Russia dice di voler evitare una carestia di grano ma ruba le riserve di grano nei territori occupati”. Lo ha dichiarato il presidente della Rada, il parlamento ucraino, Ruslan Stefanchuk, nel suo discorso al parlamento europeo.

Ore 14.00 – Prezzo gas ancora in calo, sotto i 79 euro – Prezzo del gas ancora in calo: il gas all’hub olandese Ttf si attesta a 78,39 euro a megawattora, in flessione dell’1,53%.

Ore 13.50 – UE: venerdì von der Leyen in Vaticano dal Papa – Venerdì la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, sarà ricevuta da papa Francesco in Vaticano. Lo ha annunciato il portavoce di von der Leyen, Eric Mamer.

Ore 13.40 – Attacco aereo russo colpisce scuola a Bakhmut, possibili vittime – L’aviazione russa ha lanciato un attacco aereo sulla città di Bakhmut nella regione di Donetsk, a seguito del quale la scuola locale è stata completamente distrutta. Secondo il ministero dell’Interno dell’Ucraina ci sarebbero delle vittime. “Gli occupanti”, scrive su Telegram il ministero, “hanno sparato sulla città al mattino. I proiettili russi hanno colpito la scuola e l’edificio amministrativo dove si trovavano delle persone. La scuola è stata completamente distrutta, prima dell’invasione russa dell’Ucraina, 400 bambini studiavano lì”. Sul posto sono al lavoro la polizia, i soccorritori e gli artificieri.

Ore 13.30 – Cremlino: “Al momento non si parla di un incontro Putin-Zelensky” – “Al momento non è in discussione un possibile incontro tra Vladimir Putin e Volodimir Zelensky”. Lo ha dichiarato il Cremlino, citato dalla Tass.

Ore 13.20 – Cremlino: comprensibili le parole di Medvedev – Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha definito “comprensibili” le dichiarazioni del vicepresidente del consiglio di sicurezza russo Dmitri Medvedev, che ieri ha attaccato chi vuole “la morte” della Russia. Lo riporta l’agenzia russa Tass.

Ore 13.10 – Lavrov: “Ritiro a posizioni 24/2 proposta non seria” – Il ministro degli Esteri russo oggi ha bocciato qualsiasi richiesta di far ritirare le forze russe alle posizioni precedenti l’invasione lanciata il 24 febbraio scorso. Ieri il presidente ucraino Volodimir Zelensky ha dichiarato che tornare ai confini che Kiev controllava prima di quella data rappresenterebbe “una seria vittoria temporanea”.

Ore 13.00 – Cavusoglu, proposto vertice a Istanbul su grano – “È necessario che un piano per portare il grano fuori dal Mar Nero sia approvato sia dalla Russia che dall’Ucraina. Abbiamo proposto un vertice a Istanbul cui partecipino anche le Nazioni Unite per mettere a punto un meccanismo che sblocchi la situazione”. Queste le parole del ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, che ha specificato che manca ancora il via libera alla partenza delle navi di derrate bloccate dai porti ucraini.

Ore 12.50 – Ministero Interni ucraino: “Russi inviano sms di minaccia ai nostri soldati” – Messaggi provocatori e di minaccia che arrivano via sms ai militari ucraini, inviati dai servizi speciali russi allo scopo di intimidire e destabilizzare. A lanciare l’allarme è il ministero degli Affari Interni ucraino che chiede di fare attenzione e di non cedere alle provocazioni. “I servizi speciali russi stanno cercando di intimidire i militari ucraini inviando messaggi di minaccia ai numeri di telefono personali. Chiedono di deporre le armi, arrendersi o schierarsi dalla parte del nemico”, avverte il ministero attraverso il proprio canale Telegram.

Ore 12.40 – Lavrov: “Valutiamo incontro Putin-Zelensky solo dopo ripresa negoziati” – Sarà possibile valutare un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodimir Zelensky solo dopo la ripresa del processo negoziale tra Mosca e Kiev. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in visita ad Ankara. “Partiamo dal fatto che all’inizio è necessario che le squadre negoziali riprendano a lavorare”, ha detto Lavrov al termine dell’incontro con il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, prima di accusare l’Ucraina per lo stallo nei negoziati. “La palla è stata dalla parte degli ucraini per quasi due mesi, da metà aprile, quando hanno cambiato l’approccio delineato a Istanbul, che eravamo pronti ad accettare come base. Gli abbiamo presentato una bozza di accordo a metà aprile, ma da allora non abbiamo ricevuto alcun riscontro”, ha concluso.

Ore 12.30 – Kharkiv, 5 civili uccisi nella notte – La scorsa notte 5 civili sono stati uccisi e 12 feriti dai bombardamenti russi nella regione di Kharkiv, in Ucraina nordorientale. Secondo il capo dell’amministrazione militare regionale di Kharkiv Oleg Sinegubov, l’esercito della Federazione Russa ha aperto il fuoco anche contro edifici residenziali e ha distrutto un centro commerciale.

Ore 12.20 – Zelensky a colloquio con Scholz, focus su sicurezza e crisi alimentare – Il presidente ucraino Volodimir Zelensky ha avuto un colloquio telefonico con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, con il quale ha parlato del ”miglioramento del supporto alla difesa ucraina e della garanzia della sicurezza alimentare globale”. Come scrive Zelensky su Twitter, nel colloquio ha ”sollevato la questione del rispetto, da parte della Federazione russa, delle regole internazionali di trattamento dei prigionieri di guerra”. Inoltre, aggiunge, è stata ”sottolineata l’importanza delle decisioni sull’integrazione dell’Ucraina nella Unione Europea”.

Ore 12.10 – Presidente parlamento ucraino: “UE infligga altre sanzioni a Russia” – L’Ucraina chiede all’UE di “infliggere più sanzioni alla Russia. Bisogna fare di più per rendere la guerra insostenibile per Mosca”. Lo ha detto il presidente del parlamento ucraino Ruslan Stefanchuk, di fronte alla plenaria del parlamento europeo a Strasburgo. “Comprendiamo che questo comporti un onere elevato per i bilanci”, ma il prezzo finale, avverte, potrebbe essere “molto più elevato se non verranno comminate” ulteriori sanzioni. L’intervento di Stefanchuk è stato lungamente applaudito dall’aula.

Ore 12.00 – Turchia: possibile ripresa dei colloqui tra Mosca e Kiev – C’è la possibilità di una ripresa del negoziato tra Russia e Ucraina per arrivare al cessate il fuoco. Lo ha fatto sapere il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, secondo quanto riporta Anadolu, durante una conferenza stampa congiunta ad Ankara con l’omologo russo Sergei Lavrov.

Ore 11.50 – Lavrov: pronti a lavorare con Turchia per corridoi grano – “Siamo pronti a lavorare per mettere in sicurezza l’uscita delle navi dai porti dell’Ucraina, siamo pronti a collaborare con i nostri omologhi turchi su questo”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov durante una conferenza stampa congiunta ad Ankara con l’omologo turco Mevlut Cavusoglu.

Ore 11.40 – Lavrov: Ankara riferisce Kiev pronta per passaggio navi – Secondo Ankara, l’Ucraina è pronta a garantire il passaggio delle navi nelle acque minate. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov durante una conferenza stampa congiunta ad Ankara con il collega turco Mevlut Cavusoglu, citato da Interfax.

Ore 11.35 – Lavrov: nessuna catastrofe sul grano, meno dell’1% bloccato – Con il ministro turco abbiamo parlato “dei problemi di trasporto del grano ucraino che i colleghi occidentali cercano di presentare come una catastrofe: in realtà solo meno dell’1% della produzione mondiale di grano e di altri cereali bloccati. Questo non ha a che fare con la crisi alimentare”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in conferenza stampa ad Ankara dopo l’incontro con l’omologo Cavusoglu. Lavrov ha tuttavia detto di apprezzare “gli sforzi dei nostri amici turchi per per sbloccare il grano, sminare i porti ucraini e permettere l’accesso alle navi straniere che al momento sono in ostaggio”.

Ore 11.30 – Lavrov: “La crisi alimentare non ha origine da questa guerra” – “La crisi alimentare non ha origine da questa guerra”. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov durante una conferenza stampa congiunta ad Ankara con l’omologo turco Mevlut Cavusoglu. “La federazione russa non ha creato alcun ostacolo per il passaggio” ha affermato Lavrov a proposito delle navi con prodotti agricoli bloccate nei porti ucraini sostenendo che solo l’Occidente vede questa situazione come una “catastrofe”.

Ore 11.20 – Turchia: legittima richiesta di Mosca di revocare sanzioni – La richiesta della Russia di revocare le sanzioni è “legittima”, ha detto la Turchia nell’ambito del colloquio tra il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu e l’omologo russo Sergei Lavrov ad Ankara sulla crisi alimentare. Durante la conferenza stampa, il ministro turco ha detto che la “preparazione tecnica” per creare corridoi sicuri per il trasporto di grano dai porti dell’Ucraina attraverso il mar Nero “sarà completata il prima possibile”.

Ore 11.10 – Di Maio: minacce Medvedev non ci fermano, cerchiamo la pace – Quelle di Dmitri Medvedev sono “affermazioni gravi” che fanno parte di “una campagna d’odio verso quei Paesi che provano con tutte le loro forze una strada negoziale per arrivare alla pace. Queste affermazioni, insieme alle accuse alla stampa italiana da parte russa, non fanno che mistificare la realtà: credo si debba ricordare sempre che c’è un aggredito, l’Ucraina, e un aggressore, la Russia”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio aggiungendo che “queste minacce non fermano assolutamente i nostri tentativi di arrivare alla pace e i nostri sforzi in tutte quelle sedi dove è possibile ravvivare il negoziato”.

Ore 11.00 – Di Maio: “Da Mosca ci aspettiamo fatti concreti sul grano” – Noi apprezziamo tutti i tentativi di mediazione e speriamo che il dialogo tra i ministri degli Esteri russo e turco possa portare a passi avanti sullo sblocco delle derrate alimentari fermi nei porti ucraini a causa del conflitto. Ma prima delle parole vogliamo vedere i fatti. Ci aspettiamo fatti concreti dalla Russia rispetto allo sblocco” del grano. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, alla Farnesina, sottolineando come già in passato da Mosca “ci sono stati altri proclami, anche sul dialogo negoziale, che però poi non è andato da nessuna parte”.

Ore 10.50 – Michel: “Unire le forze per denunciare menzogne russe” – “La fame mondiale riguarda tutti e ci vuole un approccio coordinato globale e lavoriamo anche con il G7, l’Unione Africana e tutti gli altri partner”. Lo ha dichiarato il presidente del consiglio europeo, Charles Michel, nel suo intervento in plenaria al parlamento europeo a Strasburgo. “Ho incontrato il segretario generale dell’Onu Guterres, a New York, qualche giorno fa, per discutere della sicurezza alimentare mondiale e dei nostri sforzi per sbloccare i cereali da Odessa”, ha ricordato Michel. “Il Cremlino usa le forniture alimentari come arma di guerra e dobbiamo unire le nostre forze per denunciare le menzogne russe”, ha continuato il presidente del consiglio europeo. “I missili e le navi russi bloccano il trasporto dei cereali. I bombardamenti russi e le mine impediscono i raccolti sui campi ucraini”, ha spiegato ancora. “Che sia chiaro a tutti: non ci sono sanzioni sui prodotti agricoli e questa crisi non è nostra responsabilità. Non cadete nella propaganda russa, non siate strumentalizzati”, ha evidenziato Michel.

Ore 10.40 – Von der Leyen: cibo è diventato parte dell’arsenale del terrore di Putin – La crisi alimentare e del grano ucraino è frutto di “un freddo, insensibile e calcolato assedio di Putin ad alcuni dei paesi e delle persone più vulnerabili del mondo. Il cibo è diventato parte dell’arsenale del terrore del Cremlino”. Lo ha detto la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen alla plenaria del parlamento europeo, ribadendo che le sanzioni europee non colpiscono i prodotti alimentari bloccati in Ucraina.

Ore 10.30 – Di Maio: “Bloccando grano Mosca condanna a morte milioni persone” – “Dalla Russia ci aspettiamo segnali chiari e concreti, perché bloccare le esportazioni del grano significa tenere in ostaggio e condannare a morte milioni di bambini, donne e uomini lontano dal fronte del conflitto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in conferenza stampa con il direttore generale della Fao, Qu Dongyu, alla Farnesina. “La Russia, usando il cibo come arma di guerra, si sta macchiando di altri crimini, che si aggiungono alle atrocità già commesse sul suolo ucraino e che sono sotto gli occhi di tutti”.

Ore 10.20 – Michel, beni oligarchi russi per ricostruzione – “La Russia sta distruggendo l’Ucraina e deve pagare per la sua ricostruzione. Per questo stiamo valutando la possibilità dell’uso dei beni congelati agli oligarchi russi per la ricostruzione del paese”. Lo ha dichiarato il presidente del consiglio europeo, Charles Michel, nel suo intervento in plenaria al parlamento europeo.

Ore 10.10 – Filo-russi: “Riaperto porto Berdyansk, qui è pieno di grano” – Il porto dell’Ucraina sudorientale di Berdyansk, occupato dai russi, è stato riaperto dopo lo sminamento e si prevede che le prime navi con il grano prenderanno il mare alla fine di questa settimana. Lo ha riferito all’Agenzia russa Tass Vladimir Rogov, un membro del consiglio direttivo dell’autoproclamata amministrazione locale di Zaporizhzhia. “Tutto è pronto per la spedizione del carico, e probabilmente il grano partirà per primo. In realtà qui c’è molto grano, tutti i montacarichi sono pieni”.

Ore 10.00 – Severodonetsk, filo-russi: forze ucraine controllano solo parte impianto Azot – “Le formazioni ucraine mantengono il controllo solo su una piccola parte dell’impianto chimico Azot”. Lo ha dichiarato su Telegram Rodion Miroshnik, ambasciatore in Russia dell’autoproclamata Repubblica popolare di Luhansk, commentando la situazione nella città di Severodonetsk, principale fronte dell’offensiva russa nel Donbass. “Secondo le informazioni dal campo, l’aeroporto di Severodonetsk è già stato ripulito dalle formazioni ucraine. I bombardamenti che sono stati effettuati da lì si sono fermati. I combattenti rimanenti si nascondono nelle foreste intorno all’aeroporto. Le forze alleate li stanno cercando e sgombrando. Ecco come appare nella realtà la ‘potente controffensiva’ promessa da Kiev”, ha affermato.

Ore 9.50 – Ambasciata russa a Washington: “Invio armi irresponsabile” – L’ambasciata russa negli Stati Uniti ha condannato l’invio di armi a lungo raggio in Ucraina, accusando l’amministrazione Biden di “irresponsabilità”. “Il rischio principale è un’escalation del conflitto se le forze armate ucraine utilizzano questi sistemi per colpire il territorio della Federazione Russa”, ha detto l’ambasciata, parlando di “conseguenze imprevedibili”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass. “Inoltre, Washington ignora l’evidente pericolo di mettere armi moderne ad alta precisione nelle mani di nazionalisti radicali, terroristi e formazioni di banditi non solo sul territorio dell’Ucraina, ma anche all’estero”

Ore 9.40 – Filo-russi: entro quest’anno referendum per annessione Zaporizhzhia – “Il referendum si terrà quest’anno”. Lo ha detto Vladimir Rogov, membro dell’amministrazione filo-russa della regione di Zaporizhzhia, in Ucraina meridionale, secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale russa Ria Novosti. “I preparativi dureranno diversi mesi. La formulazione delle domande sarà presentata prossimamente. La stragrande maggioranza dei residenti della nostra regione desidera tornare a casa il prima possibile e diventare parte della grande Russia”, ha aggiunto Rogov, annunciando anche il ripristino dei collegamenti ferroviari con la Crimea interrotti nel 2014, quando la Russia ha annesso la Crimea.

Ore 9.30 – Di Maio: assistere Kiev nell’export milioni tonnellate grano – Occorre “assistere l’Ucraina nell’esportazione dei milioni di tonnellate di grano e generi alimentari attualmente bloccati nei suoi silos”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, aprendo il Dialogo ministeriale mediterraneo sulla crisi alimentare, voluto dal governo italiano, in collaborazione con la Fao e le agenzie internazionali che si occupano di insicurezza alimentari, per cercare soluzioni alla crisi del grano bloccato nei silos in Ucraina, a causa dell’invasione russa.

Ore 9.20 – Luhansk: “Nessuno si arrenderà a Severodonetsk” – “Nessuno si arrenderà a Severodonetsk”. Lo ha dichiarato il capo dell’amministrazione militare della regione di Luhansk, Serhiy Haidai, affermando che i russi vogliono catturare la città, obiettivo chiave dell’offensiva nel Donbass, entro il 10 giugno. “Si stanno svolgendo feroci battaglie, i nostri difensori stanno combattendo per ogni centimetro della città”, h aggiunto. “I russi non controllano la strada Lysychansk-Bakhmut, ma sparano pesantemente. Noi non usiamo questa strada, è troppo pericolosa. Le truppe russe progettano nuovamente di attraversare il fiume Seversky Donets per creare una testa di ponte per l’offensiva”, ha affermato.

Ore 9.10 – Di Maio: “Mai come ora scarsità cibo ha impatto mondiale” – “La fame e l’insicurezza alimentare sono sempre state in cima all’agenda internazionale, ma raramente la scarsità di cibo ha avuto un tale impatto mondiale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, aprendo il Dialogo ministeriale mediterraneo sulla crisi alimentare alla Farnesina.

Ore 9.00 – Merkel: l’aggressione russa non ha giustificazioni – L’ex cancelliera tedesca ha affermato ieri che l’aggressione della Russia all’Ucraina “non ha alcuna giustificazione”. “È un attacco brutale che ignora il diritto internazionale e per il quale non ci sono scuse”, ha detto nella sua prima intervista pubblica dalla fine del suo mandato nel settembre scorso, aggiungendo che “è stato un grande errore”.

Ore 8.50 – Di Maio: “Italia partecipa a sforzi Onu e Ue sul grano” – Assistere l’Ucraina nell’esportazione dei milioni di tonnellate di grano e generi alimentari attualmente bloccati nei suoi silos è un’emergenza. Il premier Mario Draghi ha discusso di questo problema con il presidente Putin e il presidente Zelensky. L’Italia sostiene gli sforzi dell’Onu e dell’Ue per affrontare questo problema e ringrazia la Presidenza tedesca del G7 per il suo impegno. Continueremo a contribuire attivamente a tutti gli sforzi internazionali per trovare una soluzione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, al Dialogo ministeriale mediterraneo sulla crisi alimentare alla Farnesina.

Ore 8.40 – Kiev: “Esercito ucraino frena l’assalto russo a Severodonetsk” – “Nella direzione di Severodonetsk, l’esercito di Kiev sta frenando all’assalto delle truppe russe, i combattimenti continuano. Anche il tentativo di prendere il controllo delle vicine citta’ di Toshkivka e Ustinivka è stato respinto”. Lo ha dichiarato lo stato maggiore delle forze armate ucraine.

Ore 8.30 – Regno Unito, difese ucraine “tengono” nella città di Severodonetsk – Le difese ucraine “tengono” nella città orientale di Severodonetsk, principale fronte del conflitto nel Donbass, nonostante gli attacchi dei russi in tre direzioni. Lo afferma l’intelligence britannica nell’ultimo bollettino sulla guerra in Ucraina, secondo cui è improbabile che una delle due parti abbia conquistato un territorio significativo nell’ultima giornata. Secondo il rapporto del ministero della Difesa britannico, mentre la Russia concentra i suoi attacchi sulla regione orientale del Donbass, rimane sulla difensiva altrove. Le forze ucraine hanno invece avuto “qualche successo” nei contrattacchi nella regione meridionale di Kherson e hanno riconquistato un punto d’appoggio a est del fiume Ingulets.

Ore 8.20 – Russia-Turchia, oggi incontro Lavrov-Cavusoglu ad Ankara: focus su grano – Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, incontrerà oggi ad Ankara l’omologo turco, Mevlut Cavusoglu, per discutere delle esportazioni di grano dall’Ucraina e di questioni regionali. L’incontro si svolgerà sullo sfondo delle dichiarazioni di Ankara sulla preparazione di un’operazione militare dell’esercito turco nel nord della Siria. L’argomento principale dei negoziati sarà lo sblocco delle forniture di grano ucraino attraverso i porti sul Mar Nero (Odessa), ma si parlerà anche delle altre voci dell’agenda regionale.

Ore 8.10 – Ministero Difesa russo: Kiev ha distrutto 50mila tonnellate di grano a Mariupol – I combattenti ucraini hanno “intenzionalmente” bruciato un grande granaio nel porto di Mariupol, nella regione di Donetsk, distruggendo oltre 50 mila tonnellate di grano. Lo ha dichiarato ieri sera il capo del Centro nazionale per il controllo della difesa della Russia, Mikhail Mizintsev, nel corso di una conferenza stampa. A suo dire, “i militanti ucraini non volevano lasciare il grano agli abitanti di Mariupol”. Mosca considera tali azioni “terrorismo alimentare, che Kiev compie contro il suo stesso popolo”.

Ore 8.00 – Distrutto a Severodonetsk un ospedale con croce rossa su tetto – Due ospedali sono stati distrutti dai bombardamenti russi a Severodonetsk e Rubizhne, nell’Ucraina orientale, come mostrano le nuove immagini satellitari scattate da Maxar Technologies e pubblicate dalla Cnn. Sul tetto della struttura ospedaliera di Severodonetsk era stata dipinta una grande croce rossa. Nel sud di Rubizhne oltre all’ospedale sono stati rasi al suolo anche un’azienda farmaceutica e gli edifici circostanti.

Ore 7.50 – Zelensky annuncia “Libro dei carnefici” su crimini guerra – L’Ucraina predisporrà un “Libro dei carnefici”, che raccoglierà le prove dei crimini di guerra commessi con l’occupazione russa. Lo ha annunciato il presidente Volodimir Zelensky. I pubblici ministeri ucraini affermano di aver registrato più di 12mila presunti crimini di guerra che coinvolgono più di 600 sospetti da quando il Cremlino ha iniziato la sua offensiva il 24 febbraio. “La prossima settimana”, ha detto il presidente nel quotidiano discorso video, “verrà lanciata una pubblicazione speciale, il ‘Libro dei carnefici’. Ci sono sono fatti concreti su individui colpevoli di crimini crudeli contro gli ucraini”. In particolare ha citato il caso di Bucha, dove gli investigatori hanno trovato ciò che dicono essere la prova di esecuzioni di massa. Mosca ha sempre negato gli eccidi, denunciando speculazioni messe in scena dalle autorità di Kiev.

Ore 7.40 – Aiea: ripresa trasmissione dati radiazioni Chernobyl – Decine di rivelatori di radiazioni hanno ricominciato a trasmettere dati dall’area intorno alla centrale nucleare di Chernobyl, dopo che l’Ucraina con il supporto tecnico dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica è riuscita a far ripartire il collegamento informativo interrotto all’inizio del conflitto con la Russia più di 100 giorni fa. Lo ha reso noto il direttore generale dell’Aiea, Rafael Mariano Grossi.

Ore 7.30 – Media: il rabbino capo di Mosca è fuggito dalla Russia – Il rabbino capo di Mosca, Pinchas Goldschmidt, è fuggito dalla Russia dopo essere stato sottoposto a pressioni per sostenere l’invasione dell’Ucraina. Lo rende noto la giornalista statunitense Avital Chizhik-Goldschmidt, nuora dell’autorità religiosa ebraica.

Ore 7.20 – Media russi: mille soldati di Mariupol portati in Russia – Oltre mille tra militari ucraini e mercenari stranieri che si erano arresi a Mariupol sono stati trasferiti in Russia per essere interrogati. A riferirlo è una fonte di sicurezza all’agenzia di stampa russa Tass.

Ore 7.10 – Zelensky: da febbraio morti in guerra 31mila soldati russi – “Oltre 31.000 militari russi sono già morti in Ucraina. Dal 24 febbraio, la Russia paga ogni giorno quasi 300 vite dei suoi soldati per una guerra completamente insensata contro l’Ucraina. E comunque verrà il giorno in cui il numero delle perdite, anche per la Russia, supererà il limite consentito”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodimir Zelensky, su Telegram.

Ore 07.00 – Zelensky, stop vendita gas e carbone all’estero – Volodimir Zelensky ha annunciato che l’Ucraina sospenderà tutte le esportazioni di gas e carbone, in vista di quello che secondo lui sarà “l’inverno più difficile di tutti a causa della guerra”. “Non venderemo i nostri gas e carbone all’estero”, ha detto il presidente ucraino nel suo ultimo video-messaggio. “Tutta la produzione si concentrerà sulla soddisfazione della domanda interna”. Il primo ministro ucraino Denis Shmyhal ha affermato da parte sua che la produzione di carbone nelle miniere statali è diminuita di un terzo dalla fine di febbraio e ha raccomandato di “prepararsi per la stagione più difficile di sempre in Ucraina” dal punto di vista del riscaldamento. Il governo ucraino ha incaricato la compagnia statale Naftogaz di accumulare almeno 19 miliardi di metri cubi di gas negli impianti di stoccaggio sotterranei ucraini. Al 1 giugno il paese disponeva di 10 miliardi di metri cubi.

 

Leggi anche: 1. ESCLUSIVO TPI – Viaggio nell’inferno di Bucha: ecco cosa abbiamo visto / 2. No, quei morti non sono figuranti: il fact-checking sui fatti di Bucha / 3. Come si è arrivati alla guerra Russia-Ucraina e cosa vuole Putin

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