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Guerra in Ucraina, ultime notizie. Zelensky apre alla pace senza restituzione Crimea. Media ucraini: “Fregata russa in fiamme, colpita da razzo ucraino”. Il Cremlino: “Nessuna informazione”. Orban, sanzioni bomba atomica su Ungheria. L’UE: “Parole inaccettabili”

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Credits: ANSA

GUERRA UCRAINA-RUSSIA: LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 6 MAGGIO 2022

GUERRA UCRAINA-RUSSIA ULTIME NEWS –  La guerra tra Russia e Ucraina è giunta al suo 72esimo giorno. Ieri, in una telefonata con il premier israeliano Naftali Bennett, il l presidente russo Vladimir Putin si è scusato per le frasi pronunciate dal ministro degli Esteri russo sulle origini ebraiche di Hitler e ha chiesto che gli uomini del reggimento ultranazionalista Azov asserragliati nell’acciaieria di Azovstal, a Mariupol, si arrendano. “La Russia è pronta a garantire un’uscita sicura dei civili dall’acciaieria Azovstal di Mariupol, ma i militari nello stabilimento devono arrendersi”, ha detto a Bennett il Capo del Cremlino. Intanto la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato 200 milioni di euro di aiuti umanitari dell’Ue per l’Ucraina. Con questo nuovo impegno diciamo al popolo ucraino: la vostra lotta è la nostra lotta. Noi siamo con voi”, ha dichiarato. Di seguito tutte le notizie di oggi, 6 maggio 2022, in diretta.

GUERRA IN UCRAINA, LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 6 MAGGIO 2022

Ore 20.30 – Ucraina, 50 civili evacuati da Azovstal – Cinquanta civili sono stati evacauti oggi dall’acciaieria Azovstal, lo riferisce la vicepremier ucraina. Le operazioni per salvare i civili riprenderanno domani, ha detto specifiando che l’evacauzione è stata molto lenta perché i russi non hanno rispettato il cessate il fuoco.

Ore 20.00 – Media, Biden annuncerà altro pacchetto armi da 100 mln – Il presidente americano Joe Biden nei prossimi giorni annuncerà un altro pacchetto di assistenza alla sicurezza all’Ucraina, da 100 milioni di dollari. Lo riferisce Reuters, citando fonti informate.

Ore 19.50 – Fonti: Draghi in parlamento non prima del viaggio in USA – Mario Draghi “è in partenza per gli Stati Uniti, ora i tempi sono stretti”. Lo dicono fonti di Palazzo Chigi a proposito della possibilità che il presidente del Consiglio riferisca in parlamento sulla guerra in Ucraina prima del viaggio a Washington previsto all’inizio della prossima settimana. Occasioni di confronto comunque ci saranno, osservano le stesse fonti, a partire dal question time con Draghi “già in calendario per il 19 maggio”.

Ore 19.40 – Media russi: evacuati altri 23 civili da Azovstal – Un altro gruppo di 23 civili è riuscito a lasciare l’acciaieria Azovstal di Mariupol. Lo riferisce la Tass dopo che media russi avevano parlato di un’evacuazione di 12 persone, tra cui 4 bambini. Le notizie non sono finora state confermate da fonti ucraine.

Ore 19.30 – Nuovo scambio di prigionieri Ucraina-Russia – Un nuovo scambio di prigionieri tra Ucraina e Federazione Russa ha avuto luogo oggi. Lo ha annunciato il vice primo ministro nonché ministro per la reintegrazione dei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina Irina Vereshchuk sul suo canale Telegram, come riferisce l’agenzia ucraina Unian. Secondo quanto ha reso noto Vereshchuk, 41 persone, tra cui 11 donne, sono state riportate in Ucraina dalla prigionia. “28 militari e 13 civili stanno tornando a casa”, ha dichiarato. Tra i liberati, anche un prete della Chiesa ortodossa ucraina.

Ore 19.20 – Zelensky: non vediamo fine guerra, non c’è volontà Mosca – “Oggi è il 72/esimo giorno di un conflitto su vasta scala e non vediamo ancora la fine della guerra. Non sentiamo e non vediamo alcun desiderio da parte russa di porvi fine”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodimir Zelensky, secondo quanto riporta l’Ukrainska Pravda.

Ore 19.10 – Sanzioni, Mosca convoca l’ambasciatore di Londra – L’ambasciatore britannico è stato convocato al ministero degli Esteri di Mosca, dove gli è stata espressa una “decisa protesta contro l’adozione di un altro pacchetto di sanzioni” contro la Russia. “Londra ha scelto in modo definitivo il confronto aperto con la Russia”, ha dichiarato Mosca, avvertendo che “continuare su questa linea porterà alla distruzione definitiva delle relazioni bilaterali”. Lo riporta la Tass.

Ore 19.00 – Di Maio: pronti a essere garanti tra Russia e Ucraina – “L’Italia è pronta a diventare uno Stato garante nel quadro di un possibile trattato russo-ucraino che prevede la neutralità di Kiev”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a conclusione della conferenza sullo stato dell’Unione Europea a Firenze.

Ore 18.50 – USA, Biden e Draghi discuteranno costi da imporre a Mosca – “Biden e Draghi parleranno dei costi da imporre alla Russia per la sua guerra in Ucraina”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca in un briefing con la stampa sull’Air Force One delineando la visita del premier italiano a Washington. I due leader, ha aggiunto, parleranno anche delle relazioni bilaterali Italia-Usa e della collaborazione in diversi settori tra cui il clima.

Ore 18.40 – Nuovo scambio di prigionieri con la Russia – Un nuovo scambio di prigionieri tra Ucraina e Federazione Russa ha avuto luogo oggi. Lo ha annunciato il vice primo ministro nonché ministro per la reintegrazione dei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina Irina Vereshchuk sul suo canale Telegram, come riferisce l’agenzia ucraina Unian. Secondo quanto ha reso noto Vereshchuk, 41 persone, tra cui 11 donne, sono state riportate in Ucraina dalla prigionia. “28 militari e 13 civili stanno tornando a casa. È particolarmente gratificante che oggi il rettore della Chiesa ortodossa ucraina sia tra i liberati”, ha aggiunto.

Ore 18.30 – L’aereo di Putin per la guerra nucleare alla parata del 9 maggio – Vladimir Putin, in occasione delle celebrazioni per la vittoria sul nazismo il 9 maggio, invierà un messaggio da “giorno del giudizio” all’Occidente. Lo riporta Reuters. Alla parata sulla Piazza Rossa i caccia supersonici e i bombardieri strategici Tu-160 effettueranno un sorvolo sulla Cattedrale di San Basilio. E per la prima volta dal 2010, ha fatto sapere il ministero della Difesa russo, sarà schierato l’aereo Il-80 “Doomsday”, che trasporterebbe i vertici russi in caso di guerra nucleare, diventando il centro di comando di Putin.

Ore 18.25 – Media, i russi stanno bombardando Odessa dalla Crimea – Le forze russe stanno bombardando Odessa dal territorio della Crimea, lanciando missili. Lo riporta l’agenzia Unian sottolineando che nella città risuonano le sirene. “Si possono sentire esplosioni a Odessa. La difesa aerea sta funzionando. Rimani al riparo”, l’appello lanciato alla popolazione.

Ore 17.35 – Cremlino: “Non abbiamo informazioni su navi russe colpite” – Il Cremlino non ha alcuna informazione su navi russe colpite nel mar Nero. Lo afferma il portavoce Dmitry Peskov sottolineando come la notizia del missile che avrebbe centrato la fregata Admiral Makarov provenga da fonti ucraine.

Ore 17.30 – Conte, deluso se Draghi va in USA senza andare in parlamento – “A parte che il parlamento può riunirsi anche domenica lo ha fatto con me in tempo di pandemia può farlo in tempo di guerra. Se [Draghi] dovesse andare [negli Stati Uniti] senza passare dal parlamento sarei molto deluso. Come molte persone che ci ascoltano, anche per lui, per avere un mandato più forte. Non è una premura personale ma dell’intero popolo”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

Ore 17.20 – Kiev: “1,6 milioni di ucraini senz’acqua e 4,7 milioni a rischio” – In Ucraina 1,6 milioni di citttadini “vivono in stato di guerra e non hanno accesso all’acqua potabile, mentre 4,7 milioni si stanno avvicinando a questa condizione”. Lo ha detto Liudmila Denisova, commissaria per i diritti umani del parlamento ucraino. “Dove ci sono le ostilità la situazione è molto pericolosa” e “il diritto alla vita è minacciato”, ha aggiunto. “A Popasna, Berezhna e in tutte le regioni di Donetsk e Lugansk non ci sono più scorte di cibo, distrutte o sequestrate dai russi. Queste regioni hanno bisogno di assistenza umanitaria sotto forma di alimenti e medicine”.

Ore 17.10 – Kiev: “disponibili 7 Paesi come garanti sicurezza, speriamo anche nella Cina” – Sono sette i paesi, fra cui l’Italia, che si sono resi disponibili come futuri garanti della sicurezza dell’Ucraina. Lo ha detto il capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Andriy Yermak, aggiungendo di sperare che al gruppo si aggiungano anche Cina e India. “Ogni paese ha la sua storia e la sua politica. Oggi possiamo dire che ci piacerebbe vedere la Cina, l’India, e forse altri paesi fra i garanti della sicurezza”, ha detto Yermak in un’intervista a Rbc Ukraine, rilanciata da Ukrinform. “Per ora la Cina non ha pubblicamente espresso la sua disponibilità. Ma naturalmente ci sono contatti”, ha proseguito, sottolineando l’importante ruolo di Pechino sulla scena internazionale e il forte interscambio commerciale fra Cina e Ucraina. Yermak ha ricordato che al momento i paesi disponibili come garanti della sicurezza Ucraina in un possibile futuro accordo di pace sono Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Turchia, Polonia e Italia.

Ore 17.00 – Zelensky: “Scholz faccia un passo forte, venga a Kiev il 9 maggio” – Volodimir Zelensky ha chiesto al cancelliere tedesco Olaf Scholz di compiere “un passo forte” e recarsi in visita a Kiev lunedì, il 9 maggio, giorno in cui Mosca celebra la vittoria nella seconda guerra mondiale. Intervenendo in collegamento con il centro studi britannico Chatham House, Zelensky ha voluto sottolineare che “è invitato, l’invito è aperto, lo è da un po’. È invitato a venire in Ucraina, può compiere questo forte gesto politico e venire qui il 9 maggio a Kiev. Non ne spiego il significato, credo siate sufficientemente colti da capirne il perché”.

Ore 16.50 – Fonti, manca ancora intesa Ue su stop petrolio russo – Ancora nessuna intesa a Bruxelles sullo stop al petrolio russo dopo la seconda riunione tra gli ambasciatori Ue dedicata al sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca. Fonti diplomatiche confermano all’AGI che la riunione iniziata stamattina e interrotta poco dopo mezzogiorno non è ancora ripresa. Rimane dunque soggetta a modifiche la proposta della Commissione europea di un divieto totale alle importazioni di petrolio dalla Russia a partire dal prossimo anno, con una serie di deroghe pensate per dare ai governi ungherese, slovacco e ceco piu’ tempo a disposizione per affrancarsi dalla dipendenza da Mosca.

Ore 16.40 – Deputato russo a Kherson: “Resteremo per sempre nel sud dell’Ucraina” – La Russia resterà “per sempre” nel sud dell’Ucraina. Lo ha affermato il parlamentare russo, Andrei Turchak, alla guida del partito di maggioranza Russia unita, durante una visita a Kherson, la città nel sud dell’Ucraina sotto controllo russo da marzo.

Ore 16.30 – Zelensky apre a pace con i russi senza restituzione Crimea – Nel suo intervento di oggi alla Chatham House, think tank britannico con sede a Londra, il presidente ucraino Volodimir Zelensky ha lasciato che l’Ucraina potrebbe non chiedere la restituzione della Crimea, annessa dai russi nel 2014, come condizione per arrivare alla pace. “Le truppe russe devono arretrare e ritirarsi in modo che l’Ucraina possa reclamare tutti i territori [che aveva] prima dell’invasione russa”, ha detto, rispondendo a una domanda sulle condizioni minime per accettare un accordo di pace con la Russia. Una posizione che potrebbe escludere pretese anche sulla parte del Donbass controllata da separatisti filorussi dal 2014. “Da parte nostra non tutti i ponti diplomatici sono stati bruciati”, ha aggiunto Zelensky.

Ore 16.20 – Kiev, catturati 11 cecchini russi nella regione di Kharkiv – Durante un’operazione speciale del Servizio di Sicurezza ucraino Sbu sono stati catturati 11 cecchini russi nella regione di Kharkiv che facevano parte del così detto 115 reggimento Dnr. Ad annunciarlo è Artem Dekhtiarenko addetto stampa del Sbu.

Ore 16.10 – Repubbliche separatiste Donetsk e Luhansk nominano ambasciatori a Mosca – Le due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Luhansk hanno ufficialmente nominato loro ambasciatori in Russia. Lo scrive l’agenzia stampa russa Tass, precisando che il governo di Luhansk ha nominato ambasciatore Rodion Miroshnik e quello di Donetsk ha scelto Olga Makeeva. Il 21 febbraio, tre giorni prima dell’invasione russa dell’Ucraina, il presidente russo Vladimir Putin ha riconosciuto l’indipendenza delle due entità separatiste in Ucraina orientale.

Ore 16.00 – Previsione, raccolta grano crollerà almeno del 35% – Quest’anno, a causa della guerra, l’Ucraina rischia di perdere almeno il 35% della raccolta di grano. È la previsione della società di geolocalizzazione Kayrros, elaborata sulla base di immagini satellitari. Nelle immagini, spiega Kayrros, si osserva una chiara differenza rispetto alle stagioni passate. Secondo l’analisi, nel 2022 l’Ucraina sarebbe capace di produrre 21 milioni di tonnellate di grano, ovvero 12 milioni in meno rispetto al 2021.

Ore 15.50 – Russia: in 3,8 milioni hanno lasciato paese da inizio anno – Secondo le statistiche ufficiali, circa 3,8 milioni di persone hanno lasciato la Russia nel primo trimestre del 2022 e la maggior parte delle persone è andata in Georgia, Turchia, Kazakistan e Finlandia. Lo riporta il Guardian.

Ore 15.40 – Kiev: “Su Crimea servirà incontro Zelensky-Putin” – La priorità di Kiev è finire la guerra e far ritirare i russi almeno alla situazione precedente all’invasione del 24 febbraio. A spiegarlo è Andriy Yermak, capo dell’ufficio della presidenza ucraina, secondo il quale lo status della Crimea occupata e delle repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk potrebbe essere discusso direttamente dai presidenti ucraino Volodimir Zelensky e russo Vladimir Putin. “Oggi l’obiettivo prioritario è finire la guerra e far ritirare le truppe russe almeno ai confini del 23 febbraio. Cadlr (Luhansk e Donetsk, ndr) e Crimea sono due questioni impegnative, che devono essere discusse dai due presidenti. Il presidente dell’Ucraina è pronto a farlo”, ha detto Yermak in un’intervista all’emittente Rbc-Ukraine, rilanciata da Ukrinform.

Ore 15.30 – Cremlino: Polonia minaccia integrità territoriale Ucraina – La Polonia potrebbe rappresentare una minaccia per l’integrità territoriale dell’Ucraina. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, riporta la Tass. “Il fatto che negli ultimi mesi ci sia stata una retorica molto ostile dalla Polonia, [che] ha smesso da tempo di essere amichevole, ma e’ diventata ostile negli ultimi mesi, e il fatto che una minaccia per l’integrità territoriale dell’Ucraina possa provenire dalla Polonia, sono fatti ovvi”, ha affermato Peskov parlando con i giornalisti.

Ore 15.20 – Azovstal: “Russi sparano sui civili evacuati, un morto” – “Durante il cessate il fuoco nel territorio dell’acciaieria Azovstal le truppe russe hanno sparato su un’auto che stava trasportando dei civili per evacuarli dalla fabbrica. Un soldato è stato ucciso e ci sono 6 feriti”. Lo ha dichiarato su Telegram il reggimento Azov, secondo quanto riporta l’Ukrainska Pravda. “Il nemico continua a violare tutti gli accordi e a non attenersi alle garanzie di sicurezza per l’evacuazione dei civili”, ha aggiunto il gruppo ultranazionalista, asserragliato nell’acciaieria.

Ore 15.10 – Zelensky sulla pace: “Le forze russe devono ritirarsi” – “Sono stato eletto dal popolo ucraino presidente dell’Ucraina, non presidente di una mini-Ucraina”, ha detto oggi Volodimir Zelensky a un evento online del think tank britannico Chatham House, rispondendo a una domanda sulle condizioni minime per accettare un accordo di pace con la Russia. “Le truppe russe devono arretrare e ritirarsi in modo che l’Ucraina possa reclamare tutti i territori [che aveva] prima dell’invasione russa”.

Ore 15.05 – Zelensky: Mariupol torturata a morte – Secondo il presidente ucraino Volodimir Zelensky Mariupol è “un esempio di tortura e fame usata come arma di guerra”. “Questa disumanità e crudeltà è il modo in cui l’esercito russo tratta le persone”, ha detto il presidente ucraino a un evento online del think tank britannico Chatham House, aggiungendo che nessuna organizzazione internazionale può entrare nella città. “La morte non è causata dalla guerra. Questo non è un evento militare. Questo è torturare a morte. Questo è terrorismo e odio”.

Ore 15.00 – Zelensky: Mosca minaccia nucleare per sfuggire crimini guerra – “Credono di poter fuggire alle proprie responsabilità per dei crimini di guerra perché hanno il potere di una nazione con l’arma nucleare”, ha detto il presidente ucraino a un evento online del think tank britannico Chatham House. “La Russia parla apertamente di armi nucleari. Il tempo impiegato dai missili russi per raggiungere le città europee. Lo fanno per il senso di impunità”, ha detto Zelensky, che ha accusato la Russia di “ricattare” l’Europa.

Ore 14.55 – Zelensky, possiamo spezzare assedio Mariupol con armi giuste – L’assedio a Mariupol, all’acciaieria Azovstal, “può essere spezzato dall’Ucraina con le armi appropriate, se le avremo”. Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, intervenendo in video conferenza a un evento organizzato dal centro studi britannico Chatham House.

Ore 14.50 – Guerini: “Continueremo a mandare armi a Kiev” – “Credo che il parlamento si sia pronunciato in maniera molto chiara sul sostegno che stiamo dando. Dobbiamo continuare in questa direzione, certo sostenendo insieme l’invio di materiale ed equipaggiamenti militari, le sanzioni, e anche tutte gli sforzi per arrivare a una soluzione negoziale, a un cessate il fuoco e poi a un negoziato vero”. Lo ha detto oggi il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, dopo le polemiche scoppiate nella maggioranza in seguito alle sue dichiarazioni sull’invio di armi per neutralizzare le postazioni russe. Secondo Guerini, siamo di fronte “alla guerra di Putin all’Ucraina: invasione che non ha alcun fondamento, in totale spregio ai principi del diritto internazionale. E a cui la comunità internazionale ha reagito in maniera coesa e compatta. Il nostro obiettivo è arrivare a un negoziato vero, alla pace, ma anche al rispetto del diritto internazionale, consentendo a un paese aggredito di potersi difendere”.

Ore 14.40 – Arcivescovo Kiev denuncia fosse comuni e stupri bimbi – Quello che avviene in Ucraina è una “catastrofe umanitaria”, con “10 milioni di cittadini ucraini costretti a lasciare le proprie case” e quasi 5 milioni di ucraini che hanno abbandonato il paese, mentre “nei territori occupati e poi liberati si sono scoperte cose tragiche”, come “fosse comuni”, che sono oggi “luoghi di preghiera per tutti: ortodossi, cattolici, protestanti, ebrei, musulmani”. Lo ha detto oggi l’arcivescovo di Kiev Sviatoslav Shevchuk. “Oltre ai corpi massacrati, c’è il grande dramma degli stupri”, perché, ha denunciato il capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, sono “stati violentati uomini, donne, bambini”. “E poi, gli edifici religiosi, perché in 70 giorni di guerra, quasi 100 chiese, monasteri ed edifici religiosi sono stati distrutti”. Shevchuk ha detto che le istruzioni date all’esercito russo su cosa fare con il popolo ucraino possono essere paragonate a “un manuale del genocidio”, secondo cui “l’intero popolo doveva essere eliminato”.

Ore 14.30 – Adesione Ucraina a UE, Vienna: non dimenticare Balcani – L’adesione all’UE “è un processo che richiede tempo e sui Balcani occidentali ne abbiamo già perso troppo. È un avvertimento per noi, dobbiamo darci da fare e non metterli da parte”. Lo ha affermato Alexander Schallenberg, ministro degli Esteri austriaco, intervenuto alla conferenza sullo stato dell’Unione Europea oggi a Firenze, sottolineando che “è un momento estremamente importante per l’integrazione europea”.

Ore 14.20 – Kiev: rischio massicci bombardamenti in vista del 9 maggio – “I cittadini ucraini dovrebbero prestare particolare attenzione agli allarmi dell’8 e 9 maggio: in questi giorni, gli occupanti russi possono organizzare massicci bombardamenti di vari insediamenti per aumentare il terrore della popolazione civile”. È l’allerta lanciata dal consiglio nazionale di sicurezza e difesa ucraino. “Le truppe russe non possono vantare risultati significativi al fronte prima del Giorno della vittoria e il rischio di massicci bombardamenti delle città è in aumento. Durante questi due giorni, le forze dell’ordine lavoreranno in modalità intensificata”, ha aggiunto.

Ore 14.10 – “Situazione Azovstal critica e in peggioramento” – “La situazione nell’acciaieria e’ ora critica. E’ stata critica a lungo e ora sta peggiorando”. Lo ha detto Mykhailo Vershynin, uno dei soldati ucraini che sta difendendo la Azovstal di Mariupol parlando alla Bbc. “La cosa peggiore è che abbiamo ancora civili nei rifugi antiaerei”, ha detto, precisando che “ultimamente, dopo un pesante bombardamento sono morti 2 civili e penso 10 feriti. Ora non abbiamo informazioni su quanti civili sono stati uccisi perche’ non riusciamo ad uscire e raggiungere i bunker in cui si trovano”.

Ore 14.00 – Adesione Ucraina a UE, Serbia: “Prima i Balcani” – Una richiesta di adesione alla UE da parte dell’Ucraina è “un’opportunità” per tutti, ma “non vedo uno scenario in cui qualcun altro possa diventare membro dell’Unione Europea prima dei Balcani occidentali”. Lo ha affermato Ana Brnabic, prima ministra della Serbia, intervenendo alla conferenza europea sullo stato dell’Unione oggi a Firenze. “I Balcani occidentali non saranno lasciati indietro per far entrare prima altri, a prescindere dalla situazione politica, credo che questo sarebbe un grosso errore, e io non credo nemmeno che sarebbe giusto, non sarebbe in linea con i valori e gli standard europei”.

Ore 13.50 – Cremlino: impossibili celebrazioni 9 maggio a Mariupol – Al momento tenere a Mariupol le celebrazioni per il 9 maggio sono impossibili. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, secondo quanto riporta l’agenzia Tass. “Non ho informazioni su una delegazione ufficiale”, ha precisato rispondendo a una domanda sul possibile invio da parte di Mosca di una delegazione ufficiale a Mariupol per la celebrazione dell’anniversario della vittoria dell’Unione Sovietica contro la Germania nazista. L’organizzazione delle celebrazioni nella città, ha detto, “è impossibile per ovvie ragioni”. Peskov ha detto di essere comunque certo che arriverà il momento per queste celebrazioni, riporta Interfax.

Ore 13.40 – Cremlino, “nessuna informazione su presunto attacco a fregata” – Il Cremlino “non ha informazioni” su un presunto attacco alla fregata russa “Ammiraglio Makarov” nel Mar Nero. Lo ha detto il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla notizia diffusa dai media ucraini di un’esplosione e di un incendio sulla nave da guerra russa. Lo riporta Ria Novosti.

Ore 13.35 – Borrell: “Inaccettabili parole Orban su sanzioni” – Parole “inaccettabili”. Così l’alto rappresentante per la Politica estera UE, Josep Borrell, ha definito le parole del primo ministro ungherese Viktor Orban, che oggi ha parlato di “bomba atomica” contro l’Ungheria in relazione all’embargo contro il petrolio russo proposto dalla commissione europea. “Il lavoro diplomatico sulle sanzioni va avanti. Se non si trova l’accordo presto, dovrò convocare una riunione dei ministri degli Esteri, possiamo discutere di quanti anni un paese ha bisogno per adeguarsi all’embargo ma collegarlo a qualcosa che non ha nulla a che fare con la crisi ucraina, come i fondi per altri motivi, è inaccettabile”, ha affermato il capo della diplomazia europea.

Ore 13.30 – Orban, sanzioni UE a petrolio russo bomba atomica su Ungheria – Il primo ministro ungherese, Viktor Orban, ha nuovamente respinto con veemenza la proposta della Commissione europea di sanzioni sulle importazioni di petrolio dalla Russia. “E’ come se una bomba atomica venisse sganciata sull’economia ungherese”, ha detto alla radio di Stato.

Ore 13.20 – Von der Leyen: “Putin mobilita esercito, noi potere economico” – “Putin ha mobilitato le sue forze armate per cancellare l’Ucraina dalla mappa. Noi abbiamo mobilitato il nostro potere economico unico per difendere l’Ucraina. Questo è anche un nuovo capitolo nella storia della nostra Unione, un nuovo modo di mettere il potere economico per contrastare l’aggressione militare e per difendere i nostri valori europei più cari”. Così la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen.

Ore 13.10 – Cremlino: l’operazione in Ucraina procede secondo i piani – L’operazione russa in Ucraina procede come previsto. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo quanto riporta l’agenzia Tass. “L’operazione sta procedendo secondo i piani”, ha detto, interpellato sulle affermazioni del presidente bielorusso Lukashenko secondo cui l’operazione starebbe durando troppo.

Ore 13.00 – Ucraina: videoconferenza leader G7 domenica con Zelensky – I leader del G7 terranno una videoconferenza domenica sull’Ucraina con la partecipazione del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Lo annuncia Berlino.

Ore 12.50 – Adesione Ucraina a UE, Borrell: “Ancora 6 paesi balcanici in attesa” – Sulla richiesta di adesione dell’Ucraina all’Ue, “aspettiamo il lavoro della commissione che deve presentare un parere su come procedere. Ci sono sei paesi balcanici che sono ancora in fila”. Lo ha ricordato l’alto rappresentante per la politica estera UE, Josep Borrell.

Ore 12.40 – Media: fregata russa in fiamme, colpita da un razzo ucraino – Una fregata russa Petrel 11356R sta bruciando vicino all’Isola dei Serpenti, nel Mar Nero, dopo essere stata colpita da un razzo ucraino Neptune. Lo ha dichiarato su Telegram il deputato ucraino Oleksiy Honcharenko, citato dai media ucraini. Sulla nave si sarebbe verificata un’esplosione , seguita da un incendio. Secondo quanto riporta la stampa ucraina, aerei russi stanno sorvolando quell’area del Mar Nero e navi di soccorso sarebbero arrivate dalla Crimea in aiuto della fregata. I dati aggiornati dello stato maggiore ucraino, indicano che le forze russe avrebbero perso una nave.

Ore 12.30 – Sanzioni UE, c’è anche la compagna di Putin – Anche Alina Kabaeva, la compagna di Vladimir Putin, figura tra le personalità vicine al presidente russo candidate aa entrare nella black list dell’Unione Europea, come parte integrante del sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia. A quanto riporta Ansa, citando fonti europee, il nome di Kabaeva è stato aggiunto insieme a quelli di altri tre persone alla lista nera proposta dal Servizio europeo per l’azione esterna, arrivata così a comprendere 68 persone.

Ore 12.20 –  Papa: “Guerra insensata, interpella coscienza ogni cristiano” – “Prima ancora che l’emergenza sanitaria finisse, il mondo intero si è trovato ad affrontare una nuova tragica sfida, la guerra attualmente in corso in Ucraina. Dopo la fine della seconda guerra mondiale non sono mai mancate guerre regionali, tanto che io ho spesso parlato di una terza guerra mondiale a pezzetti, sparsa un po’ ovunque. Tuttavia, questa guerra, crudele e insensata come ogni guerra, ha una dimensione maggiore e minaccia il mondo intero, e non può non interpellare la coscienza di ogni cristiano e di ciascuna Chiesa”. Lo ha detto il papa durante l’udienza alla plenaria del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani.

Ore 12.10 – Scholz: “Putin non deve vincere e non vincerà” – “Putin non deve vincere la sua guerra contro l’Ucraina e non vincerà”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz in un discorso pronunciato ad Amburgo. “Ne va della sovranità dell’Ucraina, della libertà del suo popolo, ma anche del futuro di qualsiasi ordine mondiale basato sulle regole”, ha aggiunto.

Ore 12.00 – Amnesty: “Crimini russi non incidentali ma parte di uno schema” – “Sappiamo che i crimini commessi dalle forze russe nelle aree attorno a Kiev non sono incidentali né collaterali. Ma sono parte di uno schema”. Lo ha detto Agnes Callamard, segretario generale di Amnesty International, in una conferenza stampa a Kiev, citando il ricorso a esecuzioni extragiudiziarie, bombe a grappolo e bombardamenti su insediamenti civili.

Ore 11.40 – Scholz: “Non potrà esserci ritorno a status quo ante” – “Con ogni giorno, con ogni mese, diventa più chiaro: Putin e il suo regime compiono un mutamento radicale anche dal punto di vista della civilizzazione. Un’uscita temeraria dalla comunità mondiale, come la ritenevamo possibile solo nel 21/o secolo. Un semplice ritorno allo status quo ante non potrà esserci e non ci sarà”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz, in un discorso ad Amburgo. “Il mondo dopo questa guerra e questo attacco non sarà più lo stesso di prima. Già non lo è più”.

Ore 11.15 – Mosca: nessuna intenzione di usare armi nucleari in Ucraina – “La Russia non ha alcuna intenzione di impiegare armi nucleari nella sua operazione speciale in ucraina”. Lo afferma il ministero degli Esteri russo, citato dalla agenzia russa Tass.

Ore 11.00 – Mosca: negoziati russo-ucraini sono in fase di stallo – “I colloqui di pace tra Russia e Ucraina sono in fase di stallo”. Lo affermato oggi Alexey Zaitsev, vicedirettore del dipartimento di informazione e stampa del ministero degli Esteri russo, stando a quanto scrive l’agenzia russa Tass. “Le dichiarazioni dei politici ucraini sono la prova più evidente della loro riluttanza a proseguire” i colloqui, ha aggiunto.  “Ad esempio, il 4 maggio Zelensky ha dichiarato di non vedere una prospettiva per i colloqui, mentre il capo del Consiglio di Sicurezza ucraino, Oleksiy Danilov “ha respinto ogni possibilità di un accordo di pace con la Russia”, ha proseguito.

Ore 09.50 – Mattarella: “Non ci può essere resa di fronte ad aggressione, da Italia sempre contributo pace” – “La rottura di ogni regola faticosamente raggiunta nella vita della comunità internazionale non può spingere verso una rassegnata resa alle ragioni dell’aggressione: sollecita, piuttosto, la capacità di Stati retti da ordinamenti liberi e democratici ad attivare ogni iniziativa per far fallire queste ragioni”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando ieri sera al Quirinale una rappresentanza dell’Esercito in occasione del 161/mo anniversario del Corpo.

Ore 09.00 – Salvini: “Chiediamoci a chi vanno le armi” – “Difendere l’Ucraina credo sia assolutamente giusto, doveroso e corretto ma lo stesso popolo ucraino credo che abbia disperatamente voglia di cessate il fuoco. Credo che sia giunto il momento di convincere le parti a sedersi attorno a un tavolo”. Lo ha detto Matteo Salvini. “Dopo due mesi e mezzo dobbiamo chiederci a chi stiano andando queste armi”, ha sottolineato Salvini.

Ore 07.40 – Incrociatore russo affondato, “da Usa informazioni a Kiev per colpirlo” – Informazioni d’intelligence fornite dagli Usa avrebbero aiutato l’Ucraina a colpire l’incrociatore russo Moskva, affondato a metà aprile, presumibilmente con missili anti-nave ucraini anche se la Russia ha parlato di un incendio a bordo. Ma il governo Usa non era a conoscenza dei piani dell’Ucraina. Lo rivelano i media americani, lo scrivono il Washington Post e il New York Times citando fonti anonime a conoscenza della questione. Secondo Nbc News, su richiesta delle forze di Kiev, gli americani hanno confermato che una nave nel Mar Nero segnalata dagli ucraini era l’incrociatore Moskva e hanno contribuito confermarne la posizione. Stando a una fonte Usa citata dal Post, nonostante il passaggio di informazioni di intelligence sul Moskva, gli Stati Uniti “non erano a conoscenza” della decisione dell’Ucraina di colpirlo.

Ore 07.00 – Usa a Onu: “La Russia ha mentito al Consiglio” – “Mosca ha mentito ripetutamente a questo Consiglio con una sfrenata serie di teorie del complotto e disinformazione, ogni falsità più ridicola dell’altra”.  Lo ha detto l’ambasciatrice americana all’Onu, Linda Thomas-Greenfield, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza.  “Non ci sono segnali che la guerra della Russia contro l’Ucraina si stia attenuando”. “La Russia ha violato la Carta delle Nazioni Unite, ha ignorato i nostri appelli globali e unificati per porre fine a questa guerra”, ha continuato l’inviata americana.

Ore 06.30 – Il Pentagono nega di aver aiutato l’Ucraina a eliminare i generali russi – I Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha negato di aver fornito informazioni che consentissero alle forze ucraine di eliminare alti ufficiali russi vicino al fronte, come affermato dal New York Times. È vero che gli Stati Uniti trasmettono informazioni a Kiev “per aiutare gli ucraini a difendere il loro Paese”, ha dichiarato John Kirby, portavoce del Pentagono. Ma, ha aggiunto, “non forniamo informazioni su dove si trovino gli alti comandanti militari sul campo di battaglia, né partecipiamo alle decisioni prese dall’esercito ucraino”.

Ore 06.00 – Ambasciatrice Usa a Onu, conferme di fosse comuni a Bucha – “Abbiamo immagini che confermano la presenza di fosse comuni a Bucha. E questa non è solo un’accusa non verificata sui social. È un fatto orribile con il quale il mondo deve fare i conti”. Lo ha scritto su Twitter l’ambasciatrice Usa all’Onu, Linda Thomas-Greenfield.

Leggi anche: 1. ESCLUSIVO TPI – Viaggio nell’inferno di Bucha: ecco cosa abbiamo visto / 2. No, quei morti non sono figuranti: il fact-checking sui fatti di Bucha / 3. Come si è arrivati alla guerra Russia-Ucraina e cosa vuole Putin

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