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Guerra in Ucraina, ultime notizie. Gas, l’Iea: “L’UE si prepari al blocco totale dalla Russia”. Zelensky: “L’Ue approvi il settimo pacchetto di sanzioni contro Mosca”

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Borodyanka, regione di Kiev, Ucraina, 21 giugno 2022. Credit: EPA/ROMAN PILIPEY

GUERRA UCRAINA-RUSSIA: LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 22 GIUGNO 2022

GUERRA UCRAINA-RUSSIA ULTIME NEWS – La guerra in Ucraina entra nel 119esimo giorno: continua l’offensiva delle forze russe nel Donbass, in particolare contro Severodonetsk, obiettivo chiave per il controllo del Luhansk. Qui, secondo le autorità ucraine, la situazione è “molto difficile” mentre la vicina Lisichansk viene colpita da “pesanti bombardamenti”. Alla vigilia del Consiglio europeo in cui si discuterà della candidatura dell’Ucraina, salgono le tensioni anche tra Russia e Unione Europea, per la situazione nell’exclave russa di Kaliningrad, situata tra Polonia e Lituania, dopo che il governo lituano ha imposto un divieto sul transito di merci soggetti a sanzioni. Il ministero degli Esteri russo ieri ha convocato l’ambasciatore dell’UE a Mosca, minacciando di prendere contromisure se Vilnius non revocherà la misura. Di seguito le notizie di oggi.

GUERRA IN UCRAINA, LE ULTIME NOTIZIE DI OGGI, 20 GIUGNO 2022

Ore 16.30 – Mosca, su Kaliningrad evitare richiami ad art. 5 Nato – Mosca ha avvertito l’Occidente di smettere di parlare dell’attivazione dell’articolo 5 della Nato in relazione all’escalation di tensione tra Lituania e Russia dopo il blocco parziale del traffico merci verso l’exclave di Kaliningrad. “Vorrei mettere in guardia gli europei contro pericolosi giochi retorici sul tema del conflitto”, ha detto il viceministro degli Esteri, Serghei Ryabkov, citati dai media russi. Il dipartimento di Stato americano ha ribadito l’impegno di Washington nei confronti dell’articolo 5 del Trattato istitutivo della Nato, in cui si afferma che un attacco a un membro dell’Alleanza e’ un attacco a tutti. “La Lituania e’ un membro della Nato e gli Usa sono al suo fianco. Il nostro sostegno e’ blindato”, ha detto il portavoce Ned Price.

Ore 16.20 – Finlandia, pronti a combattere se Russia attacca – Il capo delle forze armate finlandesi, Timo Kivinen, ha assicurato che il suo Paese e’ pronto ad affrontare un attacco russo e opporra’ una dura resistenza se dovesse accadere. “L’Ucraina e’ stata un boccone difficile da masticare (per la Russia) e cosi’ sarebbe la Finlandia”, ha sottolineato, ricordando che Helsinki ha “sistematicamente sviluppato la difesa militare proprio per questo tipo di guerra che viene condotta li’, con un massiccio uso di potenza di fuoco, forze armate e anche aeronautiche”.

Ore 16.10 – Scholz: “L’Ucraina ha bisogno di un piano Marshall” – “L’Ucraina ha bisogno di un piano Marshall per la ricostruzione”. Lo ha detto Olaf Scholz parlando al Bundestag.

Ore 16.00 – Xi, sanzioni portano disastri a mondo intero – Il presidente cinese, Xi Jinping, avverte del rischio di ricadute sui paesi in via di sviluppo delle sanzioni “arbitrarie” e avverte i “principali paesi sviluppati” di adottare politiche economiche “responsabili”. Lo ha dichiarato nel discorso al Business Forum dei Brics, la sigla che riunisce Brasile Russia, India, Cina e Sudafrica. “I fatti hanno dimostrato più e più volte che le sanzioni sono un ‘boomerang’ e una ‘spada a doppio taglio’, e coloro che politicizzano, strumentalizzano e armano l’economia mondiale”, ha detto Xi, citato dai media cinesi, “sfruttano il predominio del sistema finanziario e monetario internazionale per imporre sanzioni arbitrarie, che alla fine danneggeranno gli altri e il mondo”.

Ore 15.50 – Ucraina: decine di civili lasciano l’impianto Azot a Severodonetsk – Diverse decine di civili hanno lasciato “di loro volontà” l’impianto della fabbrica petrolchimica Azot a Severodonetsk, mano a mano che il perimetro industriale “viene liberato dalle forze del Donbass e russe”, ha reso noto l’inviato di Mosca nella Repubblica popolare di Luhansk, Rodion Miroshnik.

Ore 15.40 – UE: “Questione Kaliningrad perché le sanzioni vengono applicate ora” – Il problema dei controlli a Kaliningrad “sta venendo fuori adesso perché una serie di sanzioni dell’UE contro specifiche esportazioni russe (prodotti in acciaio, materiale da costruzione) stanno diventando applicabili ora (dopo brevi periodi di transizione)”. Lo ha annunciato il portavoce capo della Commissione europea, Eric Mamer. La Lituania “sta attuando le misure restrittive dell’Ue imposte all’unanimità alla Russia dal Consiglio negli ultimi mesi, in risposta alla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. In secondo luogo, questo non è ovviamente un blocco: abbiamo sempre detto che la fornitura a Kaliningrad di beni essenziali rimane priva di ostacoli. Ciò significa che la Lituania deve applicare ulteriori controlli sul transito stradale e ferroviario attraverso il territorio dell’UE”.

Ore 14.40 – Putin: Occidente ha creato crisi cronica economia globale – I partner occidentali trascurano i principi di base dell’economia mondiale e di conseguenza la crisi economica sta diventando cronica. Lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. “Gli imprenditori dei nostri Paesi”, ha detto intervenendo a un vertice dei Brics, “devono fare i conti con lo sviluppo del business in condizioni difficili, perche’ i partner occidentali trascurano i principi base dell’economia di mercato, del libero scambio, dell’inviolabilita’ della proprieta’ privata, perseguono un percorso macroeconomico sostanzialmente irresponsabile, comprese le emissioni incontrollate di moneta e l’accumulo di debiti non garantiti”.

Ore 14.30 – Kuleba: “Grazie Di Maio, sostenere l’Ucraina avvicina la pace” – “Sono grato a Luigi Di Maio per la sua integrità. L’Italia ha scelto la parte giusta della storia: sostenere l’Ucraina è l’unico modo per avvicinare la pace in Europa”. Lo scrive il ministro degli Esteri ucraino, Dmitro Kuleba, dopo l’uscita del collega italiano dal M5s, accusato di “ambiguità in politica estera”. “Negare il sostegno dell’Ucraina incoraggerebbe la Russia a continuare la guerra e a espanderla oltre i confini dell’Ucraina”, aggiunge.

Ore 14.20 – Mosca accusa Berlino di “isteria russofoba” – La Russia, che oggi commemora l’invasione nazista dell’Unione Sovietica del 1941, ha accusato la Germania di alimentare “l’isteria russofoba”, in mezzo alle crescenti tensioni tra Mosca e Berlino legate all’Ucraina. “Berlino, con le parole e con i fatti, minaccia i risultati degli sforzi decennali di Russia e Germania per superare l’inimicizia dopo la guerra”, ha affermato il ministero degli Esteri accusando in particolare i membri del governo tedesco di “effettuare attacchi quotidiani che alimentano l’isteria russofoba”.

Ore 14.10 – Camera, ok a risoluzione di maggioranza, 410 sì – Via libera dell’Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comuicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi in vista del Consiglio europeo. Il testo è stato approvato a Montecitorio con 410 voti a favore, 29 contrari e 34 astenuti (Fdi).

Ore 14.00 – Nuovo balzo del gas, ma arretra il petrolio – Prosegue l’impennata del prezzo del gas sulla piazza di Amsterdam (+3,54% a 130 euro al mwh) nel 119esimo giorno di guerra tra Russia e Ucraina. La materia prima più dipendente dalle ostilità si muove in controtendenza con il greggio (Wti -4,86% a 104,2 dollari al barile) in attesa dei dati settimanali sulle scorte statunitensi.

Ore 13.50 – Kiev: Di Maio comprende sfide Europa, da lui atto forte – “Ogni politico sceglie come entrare nei libri di storia mondiale. Un atto forte di Luigi Di Maio – un leader che comprende le sfide del tempo per l’Europa. La politica italiana è una questione solo italiana. Ma siamo grati a tutti coloro che hanno scelto la parte del bene”. Lo ha scritto su Twitter in italiano il consigliere della presidenza ucraina, Mikhailo Podolyak, dopo che ieri il titolare della Farnesina ha annunciato l’uscita dal M5S per divergenze anche sulla politica estera.

Ore 13.40 – Letta: Su sostenibilità non cediamo per Putin – “Dobbiamo continuare a portare avanti un’altra grande scelta, il tetto sul gas, e soprattutto lo sforzo sulla sostenibilità: non facciamo sì che Putin vinca anche la guerra di riportarci indietro sugli obiettivi di sostenibilità”. Lo ha detto il segretario del Partito democratico Enrico Letta, nella dichiarazione di voto alla Camera dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio Mario Draghi. “Dobbiamo evitare una guerra di civiltà”, ha aggiunto, “evitiamo di trovarci noi europei contro il resto del mondo. Dobbiamo isolare la Russia, non dobbiamo isolarci noi”.

Ore 13.30 – Kaliningrad, Germania respinge fermamente minacce Mosca – La Germania respinge “fermamente” le minacce di rappresaglia di Mosca contro la Lituania e chiede di ritirare le misure. Lo ha detto il portavoce Steffen Hebestreit in conferenza stampa a Berlino.

Ore 13.20 – La raffineria in Russia colpita da due droni – È stato causato da due droni l’incendio nell’impianto di Novoshakhtinsk, nella regione di Rostov, a pochi chilometri dal confine ucraino. Lo riferisce il servizio stampa della raffineria citato da Ria Novosti. Si registrano alcuni danni “causati dai rottami dei droni”, le fiamme “sono state spente”.

Ore 13.10 – Mosca, piazza ambasciata USA intitolata a “Repubblica Donetsk” – La piazza di Mosca dove ha sede l’ambasciata statunitense è stata intitolata alla Repubblica Popolare di Donetsk, uno dei territori separatisti filorussi dell’Ucraina. Il sindaco della capitale russa, Sergei Sobyanin, ha firmato il decreto che ribattezza l’area dove si trova l’ambasciata, in risposta alla decisione di Lettonia, Lituania e Repubblica Ceca di dedicare all’Ucraina le strade dove sono situate le locali ambasciate russe. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in conferenza stampa ha auspicato che ora Washington riconosca finalmente le due repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk.

Ore 13.00 – “Mosca consegna a Bielorussia 16 razzi antiaerei” – “Stanotte in Bielorussia sono stati consegnati, probabilmente provenienti da Pskov, in Russia, 16 razzi per il sistema missilistico antiaereo C-300 e 1 sistema missilistico Pantsyr”. Lo ha comunicato su Telegram Belarusky Gaiun, gruppo bielorusso di monitoraggio delle attività militari sul territorio di Minsk.

Ore 12.50 – Crisi grano, delegazione turca in Russia – Una delegazione dalla Turchia ha incontrato funzionari del governo russo a Mosca per discutere di come creare corridoi navali per l’esportazione di grano dai porti dell’Ucraina. Lo fa sapere l’agenzia Anadolu secondo cui l’incontro è stato “positivo”.

Ore 12.40 – Raffineria in Russia in fiamme, forse colpita da un drone – Una delle più grandi raffinerie petrolifere della Russia meridionale, l’impianto di Novoshakhtinsk, nella regione di Rostov, a pochi chilometri dal confine ucraino, è stata colpita questa mattina sembra da un drone che ha provocato un incendio. Lo riportano i media internazionali. “Secondo una versione, l’incendio è stato causato da un attacco di un veicolo aereo senza pilota contro le installazioni tecniche dell’impianto”, ha scritto su Telegram il governatore della regione, Vasily Golubev.

Ore 12.30 – Filorussi, 1.300 soldati ucraini circondati a Lisichansk – Oltre 1.300 tra soldati e mercenari ucraini sono circondati in queste ore a sud di Lisichansk, nell’Ucraina orientale: lo rende noto il ministero degli Interni dell’autoproclamata Repubblica di Luhansk.

Ore 12.20 – Draghi, colpa crisi è della Russia che ha invaso l’Ucraina – Riguardo alla “tragedia umanitaria derivante dalla crisi alimentare che sta per abbattersi su coloro che sono i più poveri” la “colpa è delle sanzioni o dell’Europa? No, la colpa è della Russia che ha dichiarato guerra all’Ucraina”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante la replica alla Camera dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo.

Ore 12.10 – Draghi, Ucraina si deve difendere, invio armi serve a questo – “C’è una fondamentale differenza tra due punti di vista: quello mio è che l’Ucraina si deve difendere, che le sanzioni e l’invio di armi servono a questo”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante la replica alla Camera dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo. “L’altro punto di vista è diverso e sostiene che l’Ucraina non si debba difendere: dice no alle sanzioni, no all’invio di armi, ‘la Russia è troppo forte, perché combatterla? Lasciamo che l’Ucraina si sottometta, cosa vogliono questi?”, ha aggiunto Draghi.

Ore 12.00 – Draghi, tra Ucraina e Russia ora posizioni inconciliabili – Le posizioni di Russia e Ucraina sulla guerra oggi sono “inconciliabili”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, durante la replica alla Camera dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo. Secondo Draghi, la Russia continua il conflitto per “cercare posizioni di vantaggio”, mentre Kiev risponde “scusate, siete venuti a casa mia, prima di tutto ve ne dovete andare, poi parleremo di pace. Sono due posizioni inconciliabili”, ha aggiunto Draghi.

Ore 11.50 – Draghi, grazie a Camera per sostegno a Ucraina – “Ringrazio la Camera dei deputati per il sostegno ad aiutare l’Ucraina a difendere la libertà e la democrazia, a continuare sulle sanzioni contro il paese invasore, a sostenere il potere d’acquisto degli italiani, a preparare con gli altri la ricostruzione dell’Ucraina a sostenerne lo stato di candidato nella Ue, a ricercare una pace duratura che rispetti i diritti in ucraina”. Lo ha detto Mario Draghi, durante la replica alla Camera dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo.

Ore 11.40 – Draghi, Italia cerca la pace – “L’Italia e io personalmente cerchiamo questa pace, fin dall’inizio”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi, nella sua replica alla Camera dopo le comunicazioni in vista del Consiglio europeo.

Ore 11.30 – Draghi: Italia cerca pace ma Russia continua guerra – Il presidente del Consiglio ha ringraziato la Camera per il sostegno alla difesa dell’Ucraina, al termine delle comunicazioni, che ha ripercorso il discorso fatto ieri al Senato.

Ore 11.20 – Papa, non dimentichiamo sofferenza popolo martoriato – “I bambini che erano con me nella papamobile erano bambini ucraini. Non dimentichiamo l’Ucraina, non perdiamo la memoria della sofferenza di quel popolo martoriato”. Così papa Francesco al termine dell’Udienza generale.

Ore 11.10 – Russia: entro fine anno 25 mln tonnellate grano per export – Entro la fine dell’anno la Russia esporterà sui mercati globali 25 milioni di tonnellate di grano e 22 milioni di tonnellate di fertilizzanti. Lo ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in conferenza stampa.

Ore 11.00 – Mosca: evitare conflitto nucleare è nostra priorità – La “priorità assoluta” della Federazione Russa, “tenendo conto dei rischi di un’escalation della crisi ucraina e dell’imprevedibilità generale nel mondo, è prevenire un conflitto diretto tra potenze nucleari”. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, secondo quanto riporta Ria Novosti. Il politico russo ha parlato di “mantenere un dialogo” relativo alla “non proliferazione delle armi di distruzione di massa e migliorare la situazione nel campo del controllo degli armamenti”.

Ore 10.50 – Osce, negato il visto a delegazione russa – Secondo Vladimir Dzhabarov, il primo vicepresidente della commissione per gli Affari internazionali della camera alta russa, le autorità britanniche hanno negato il visto ai membri della delegazione russa presso l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) che avrebbero dovuto partecipare alla prossima sessione. Lo riporta Reuters.

Ore 10.40 – Amb. ucraino: status candidato “decisione storica” – Concedere all’Ucraina lo status di candidato all’adesione all’UE sarebbe una decisione storica e dimostrerebbe che il paese non può più essere indicato dalla Russia come parte della propria sfera di influenza. Lo ha dichiarato al quotidiano britannico The Guardian l’ambasciatore di Kiev a Bruxelles, Vsevolod Chentsov. Una decisione sullo status di candidato “ucciderebbe finalmente, questa ambiguità, cos’è l’Ucraina per l’UE: se stiamo costruendo una casa comune o meno … Penso che ora finalmente ci sia chiarezza”, ha detto Chentsov, affermando che per molti anni l’Ucraina è stata considerato come uno stato cuscinetto piuttosto che un potenziale membro.

Ore 10.30 – Mosca: la risposta alla Lituania “non sarà diplomatica ma pratica” – La risposta di Mosca al divieto lituano al transito delle merci sanzionate dall’UE verso l’exclave russa di Kaliningrad non sarà di natura diplomatica ma “pratica”. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. “Una delle domande principali è stata se la risposta sarebbe stata esclusivamente diplomatica. La risposta: no”, ha detto nel suo briefing settimanale. “La risposta non sarà diplomatica ma pratica”.

Ore 10.20 – Kiev, 34.230 soldati russi uccisi dall’inizio della guerra – Sono circa 34.230 i soldati russi uccisi in Ucraina dall’inizio dell’invasione, secondo l’esercito di Kiev. Nel suo aggiornamento sulle perdite subite finora da Mosca, l’esercito ucraino indica che si registrano anche 216 caccia, 182 elicotteri e 614 droni abbattuti. Inoltre le forze di Kiev affermano di aver distrutto 1.496 carri armati russi, 752 pezzi di artiglieria, 3.614 veicoli blindati per il trasporto delle truppe, 137 missili da crociera e 14 navi.

Ore 10.10 – UE verso unanimità su status candidato adesione – L’Unione Europea, se non ci saranno sorprese, sembra avviata a concedere all’Ucraina, in guerra con la Russia, lo status di paese candidato all’adesione. Tra i ministri degli Affari europei riuniti ieri a Lussemburgo per il Consiglio affari generali che prepara il summit dei leader si è registrato un “consenso totale” sulla concessione dello status di candidato all’Ucraina, come proposto dalla Commissione di Ursula von der Leyen, ha informato il segretario di stato francese Clément Beaune. L’esecutivo UE ha concluso venerdì scorso che sarebbe opportuno dare a Ucraina, Moldavia e Georgia una “prospettiva europea”, assegnando alle prime due lo status di paesi candidati, a certe condizioni, e subordinando la decisione su Tbilisi alla realizzazione di una serie di riforme.

Ore 10.00 – Russia, oggi anniversario invasione Germania – Il presidente russo Vladimir Putin oggi ricorderà il giorno in cui la Germania nazista invase l’Unione Sovietica, il 22 giugno del 1941. Per celebrare l’inizio della Grande guerra patriottica, il ministero della Difesa russo ha rilasciato documenti risalenti all’inizio della seconda guerra mondiale che mostrerebbero come la Germania volesse accusare l’esercito sovietico di aver bombardando chiese e cimiteri per giustificare l’invasione. “Proprio come oggi, nel 1941, i nazisti preparavano in anticipo provocazioni per screditare il nostro stato”, ha affermato il ministero della Difesa russo. Per onorare il “Giorno della memoria e del dolore”, il presidente russo Vladimir Putin deporrà fiori per onorare i morti.

Ore 9.50 – Camera: cartelli “stop armi” di Alternativa, Fico richiama a ordine – “Abbassate i cartelli, liberate l’emiciclo”. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha richiamato all’ordine alcuni deputati di Alternativa che hanno esposto in aula dei cartelli con scritto “Stop invio armi”, al termine delle comunicazioni di Mario Draghi, che ha ripercorso il discorso fatto ieri al Senato. Tra i deputati richiamati dal presidente Fico anche Sara Cunial.

Ore 9.40 – Rsf, fotoreporter e soldato ucraini “giustiziati” – Un fotoreporter ucraino e un soldato che lo accompagnava sono stati “giustiziati” nelle prime settimane dell’invasione della Russia. Lo afferma un’indagine pubblicata da Reporter senza frontiere. L’ong per la libertà di stampa è tornata sul luogo in cui erano stati trovati i corpi di Maks Levin e del militare Oleksiy Chernyshov il ​​1° aprile scorso, nei boschi a nord di Kiev, trovando 14 fori di proiettile nei resti della loro auto incendiata. Secondo Rsf, i due stavano cercando il drone scomparso del fotografo, prima di essere “giustiziati a sangue freddo” dalle forze russe il giorno in cui sono scomparsi, il 13 marzo 2022, probabilmente dopo essere stati interrogati e torturati.

Ore 9.30 – Presidente indonesiano Widodo vedrà Zelensky e Putin – Il presidente indonesiano Joko Widodo, presidente di turno del G20, visiterà Kiev e Mosca a fine giugno e incontrerà i presidenti dei due paesi, Volodimir Zelensky e Vladimir Putin, diventando il primo leader asiatico a incontrare entrambi i capi di stato dall’inizio delle ostilità. Lo ha riferito il ministro degli Esteri indonesiano, Retno Marsudi, spiegando che Widodo si recherà in Ucraina e Russia dopo aver rappresentato l’Indonesia come paese ospite al vertice del G7 in Germania i prossimi 26 e 27 giugno. Marsudi non ha fornito date ma, secondo i media statali, il presidente indonesiano dovrebbe incontrare l’omologo russo il 30 giugno. La visita di Widodo, ha sottolineato Marsudi, “sottolinea la preoccupazione per le questioni umanitarie, nel tentativo di contribuire a risolvere la crisi alimentare causata dalla guerra, così come le sue conseguenze”. Widodo è stato criticato per aver invitato Putin al vertice del G20 che si terrà a Bali a novembre nonostante le accuse di crimini di guerra rivolte alle forze russe schierate in Ucraina. Widodo, da parte sua, ha invitato al summit anche Zelensky, il quale ha accettato e ha affermato che interverrà in videoconferenza qualora la situazione bellica non gli consenta di lasciare il paese.

Ore 9.20 – Filorussi, distretto di Donetsk bombardato 60 volte da forze ucraine – Le autorità militari dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk hanno affermato che nelle ultime due ore il distretto Kievsky di Donetsk è stato bombardato sessanta volte dalle forze ucraine. Secondo quanto dichiarato su Telegram, le munizioni utilizzate sono proiettili da 155 mm “forniti dai paesi della Nato”.

Ore 9.10 – Forze russe si avvicinano a Lisichansk – Le forze armate ucraine hanno perso il controllo di alcuni villaggi nella zona di Lisichansk, obiettivo chiave delle forze russe insieme a Severodonetsk per il controllo della regione di Luhansk. “I russi si stanno avvicinando a Lisichansk, trincerandosi nelle località vicine: la città è stata colpita da bombardamenti aerei” ha riferito il responsabile dell’amministrazione militare del Luhansk, Serhiy Haidai.

Ore 9.00 – Londra: filo-russi Donetsk perdono oltre la metà delle forze – I filo-russi dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk hanno perso oltre la metà (il 55%) delle proprie forze dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte di Mosca. Lo scritto l’intelligence britannica nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel paese, citando il bilancio reso pubblico dalla stessa repubblica separatista. Secondo il rapporto pubblicato dal ministero della Difesa britannico, molto probabilmente la Russia cercherà di schierare un numero elevato di unità di riserva nel Donbass.

Ore 8.50 – Gas, Agenzia internazionale energia: l’UE si prepari al blocco totale dalla Russia – Il capo dell’Iea, l’Agenzia internazionale per l’energia, Fatih Birol, ha lanciato un avvertimento all’Europa, esortando i governi a prepararsi alla chiusura totale delle esportazioni di gas russo questo inverno. “L’Europa dovrebbe essere pronta nel caso in cui il gas russo fosse completamente tagliato”, ha detto in un’intervista al Financial Times. “Più ci avviciniamo all’inverno, più comprendiamo le intenzioni della Russia. Credo che i tagli siano orientati a evitare che l’Europa riempia i depositi e ad aumentare la leva della Russia nei mesi invernali”.

Ore 8.40 – La Russia avanza nell’Est: presi alcuni villaggi nel Donbass – La Russia avanza nell’Ucraina orientale, prendendo il villaggio di Toshkivka, vicino alle città di Severodonetsk e Lysychansk, nella regione del Donbass. Le truppe di Mosca hanno poi catturato Pidlisne e Myrna Dolyna e hanno ottenuto un successo vicino all’insediamento di Hirske, nell’oblast di Luhansk.

Ore 8.30 – Kiev: 3 battaglioni tattici russi schierati a confine – La Russia ha schierato tre battaglioni tattici e alcune unità aviotrasportate nelle regioni di Kursk e Bryansk, ai confini con l’Ucraina. Lo ha dichiarato, secondo quanto riporta il Kyiv Independent, lo stato maggiore ucraino. “Nel Donbass le forze russe continuano a concentrare i loro sforzi nella direzione di Severodonetsk e Bakhmut allo scopo di raggiungere i confini amministrativi dell’oblast di Luhansk”, ha aggiunto lo stato maggiore.

Ore 8.20 – Droni kamikaze russi su Sumy, 4 feriti – I russi continuano a sparare sulle aree di confine della regione di Sumy, nel nord dell’Ucraina, dove martedì 4 persone sono rimaste ferite a causa degli attacchi di droni kamikaze. Lo scrive su Facebook Dmytro Zhyvytskyy, capo dell’amministrazione militare regionale. “Sono state registrate un totale di 42 esplosioni sul territorio della comunità”, ha aggiunto Zhyvytskyyi. I bombardamenti hanno danneggiato case, fabbricati agricoli, una scuola e un consiglio del villaggio. In una delle località, è stato bombardato e distrutto anche un parco pubblico.

Ore 8.10 – Kiev: lanciati raid contro isola dei Serpenti – L’esercito ucraino ha affermato di aver lanciato attacchi aerei contro l’isola di Zmiinyi, nota anche come isola dei Serpenti, causando “perdite significative” alle forze russe. Lo ha dichiarato su Facebook il comando operativo meridionale dell’esercito ucraino.

Mosca ha dichiarato di aver respinto il “folle” attacco che avrebbe previsto “un massiccio attacco aereo e di artiglieria” prima “di atterrare e prendere” l’isola. Secondo il ministero della Difesa russo hanno preso parte all’attacco 15 droni ucraini, di cui 13 sno stati abbattuti.

Ore 8.00 – Kiev: i russi tentano di riprendere l’offensiva su Slovyansk – Le forze armate russe “stanno cercando di riprendere l’offensiva su Slovyansk”. Lo ha annunciato sulla sua pagina Facebook lo stato maggiore delle forze armate ucraine. Lo riporta Unian. “Gli occupanti stanno effettuando un fuoco sistematico per creare le condizioni per la ripresa dell’offensiva sulla città di Slovyansk. Stanno effettuando operazioni di assalto”, viene spiegato. Nella regione di Kharkiv invece,” il nemico sta conducendo una ricognizione aerea per identificare le posizioni delle nostre truppe. L’aggressore ha effettuato intensi bombardamenti di artiglieria delle posizioni ucraine vicino a Kharkiv, Staryi Saltov, Rubizhne e Chepil”.

Ore 7.50 – Londra: Russia schiererà ingenti riserve in Donbass – “La Russia molto probabilmente si sta preparando a schierare un ingente numero di unità di riserva nel Donbass”. Lo si legge nell’ultimo bollettino dell’intelligence militare britannica sulla guerra in Ucraina. “Proseguono pesanti bombardamenti, con le forze russe che spingono per accerchiare l’area di Severodonetsk da nord via Izyum e via Popasna da sud”, afferma il rapporto pubblicato dal ministero della Difesa britannico.

Ore 7.40 – Raid russi su Kharkiv, 15 morti: anche un bimbo di 8 anni – Il governatore della regione di Kharkiv, Oleh Synyehubov, ha riferito che il bilancio degli attacchi russi nella regione è salito a 15 morti e 16 feriti. Tra le vittime ci sarebbe anche un minore di 8 anni.

Ore 7.30 – Mosca: nessuna richiesta USA su mercenari arrestati – L’ambasciata russa a Washington finora non ha ricevuto richieste dall’amministrazione statunitense riguardo a due mercenari statunitensi catturati in Ucraina, secondo quanto dichiarato alla Tass dall’ambasciatore russo negli Stati Uniti Anatoly Antonov. “Non ci sono state richieste all’ambasciata”, ha detto rispondendo alle domande dei media. “Non confermo di aver ricevuto una richiesta di questo tipo da parte degli Stati Uniti”, ha precisato il capo della missione diplomatica russa.

Ore 7.20 – Kiev: uccisi 49 soldati russi e distrutti veicoli – Le forze ucraine hanno ucciso 49 soldati russi. È quanto riferisce Kyiv Indipendent secondo cui il comando operativo “Sud” ha distrutto due obici semoventi, un trattore di artiglieria, una stazione per la guerra elettronica, un deposito di munizioni e cinque veicoli corazzati e militari. L’esercito russo, invece, secondo lo Stato Maggiore di Kiev, ha conquistato i villaggi di Pidlisne e Myrna Dolyna a sud-ovest di Sievierdonetsk. Lo stesso esercito russo ha anche avuto un successo “parziale” vicino all’insediamento di Hirske nell’oblast di Luhansk. Un civile ucciso e 19 feriti rappresentano, invece, il bilancio degli attacchi russi di ieri nell’Oblast’ di Donetsk. Secondo il governatore dell’Oblast’ di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, una persona è stata uccisa nell’insediamento di Chasiv Yar.

Ore 7.10 – Kuleba: “Con lo status UE addio all’ambiguità, non siamo nel mondo russo” – L’Ucraina “è Europa, non fa parte del mondo russo”. E’ quanto afferma il ministro degli Esteri, Dmitro Kuleba, dicendo di aver parlato con Josep Borrell in vista dello storico vertice del Consiglio europeo di questa settimana. Lo status di candidato dell’Ucraina all’adesione all’UE “traccerà una linea di demarcazione dopo decenni di ambiguità e la fisserà nella pietra. Grazie all’Alto rappresentante UE per aver sostenuto il nostro paese nel percorso”.

Ore 7.00 – Zelensky: “L’UE approvi il settimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” – Volodimir Zelensky ha ribadito la necessità che l’Ue approvi “il prima possibile” il settimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Quest’ultima “deve sentire la crescente pressione per la guerra e la sua aggressiva politica anti-europea”, ha aggiunto il presidente ucraino.

 

Leggi anche: 1. ESCLUSIVO TPI – Viaggio nell’inferno di Bucha: ecco cosa abbiamo visto / 2. No, quei morti non sono figuranti: il fact-checking sui fatti di Bucha / 3. Come si è arrivati alla guerra Russia-Ucraina e cosa vuole Putin

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