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L’inquietante storia dietro i Green book, le guide per gli afroamericani dell’omonimo film premio Oscar

Immagine di copertina

Il film Green Book, diretto da Peter Farrelly, si è aggiudicato una delle statuette più ambite: quella di miglior film agli Oscar 2019. Il film ha riscosso un grandissimo successo di pubblico. In Italia il film è uscito il 31 gennaio 2019.

La pellicola è tratta da una storia vera e racconta di due uomini, il rude Tony, buttafuori italo-americano interpretato da Viggo Mortensen, e un celebre e raffinato pianista Jazz, Donald Shirley interpretato da Meharshala Ali, che lo assolda come autista.

A questo link si può leggere la recensione di TPI del film premio Oscar.

I due intraprendono in viaggio in automobile nel sud degli Stati Uniti per un tour jazz all’inizio degli anni ’60, accompagnati dalla “green book”, la guida “per negri in automobile per vacanze senza seccature”. (Qui si può approfondire la trama del film).

Il Green book era infatti la storica guida, inquietante ma salvavita, per automobilisti neri, diffusa negli Usa dal 1936 al 1966, che segnalava motel, ristoranti e servizi che non discriminavano gli afroamericani.

Green book deve il suo nome a Victor Hugo Green, ex impiegato delle poste di Harlem, che pubblicò la sua guida nel 1936. Inizialmente era dedicata alla sola città di New York, ma dall’anno successivo, visto il grande successo, si allargò edizione dopo edizione.

La guida continuò a essere stampata fino al 1966, dopo la fine della segregazione razziale, con l’approvazione del Civil Rights Act del 1964 voluta da John Fitzgerald Kennedy.

Una sorta di Lonely planet per sopravvivere ai tempi della segregazione razziale.

Nel film premio Oscar, i due protagonisti usano l’edizione del 1959 della guida.

A questo link è possibile consultare e scaricare tutte le versioni della nota guida.

Nell’edizione del 1949, l’editore scriveva: “Verrà un giorno, in qualche tempo di un vicino futuro, in cui questa guida non sarà più pubblicata… e ciò avverrà quando la nostra razza avrà uguali opportunità e privilegi in tutti gli Stati Uniti”.

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