Covid ultime 24h
casi +29.003
deceduti +822
tamponi +232.711
terapie intensive -2

In Giappone le donne non possono usare gli occhiali al lavoro: in migliaia si mobilitano sui social

Di Laura Melissari
Pubblicato il 10 Nov. 2019 alle 12:08
91
Immagine di copertina

In Giappone le donne non possono usare gli occhiali al lavoro: in migliaia si mobilitano sui social

È iniziata in Giappone una mobilitazione delle donne contro il divieto di indossare gli occhiali a lavoro. La protesta, che sta diffondendosi sui social, si aggiunge a quella di alcuni mesi fa contro la prassi che obbliga le giapponesi all’uso dei tacchi alti sul luogo di lavoro. Le donne giapponesi sono infatti costrette a rigide regole estetiche nei luoghi di lavoro.

L’hashtag “gli occhiali sono vietati” è diventato trending topic su Twitter. C’è chi racconta episodi di datori di lavoro che vietano alle dipendenti di indossare gli occhiali perché segno di “maleducazione” o non in linea con gli abiti tradizionali.

“Se le regole vietano solo alle donne di indossare gli occhiali, si tratta di una discriminazione”, ha dichiarato alla Thomson Reuters Foundation, Kanae Doi, direttore di Human Rights Watch Giappone.

Alcuni mesi fa una petizione online avviata da un’attrice aveva dato il via al movimento #KuToo, che chiede alle aziende giapponesi di smettere di costringere il personale femminile a indossare i tacchi alti. La petizione era stata firmata da 21mila persone. L’hashtag #KuToo nasceva dall’intreccio tra “kutsu” (“scarpe”) e “kutsuu” (“dolore”) e faceva riferimento al#MeToo, il movimento globale contro gli abusi sessuali.

Un ministro giapponese aveva dichiarato che il rigido codice di abbigliamento in Giappone era “necessario e appropriato” sul posto di lavoro.

Nell’ultimo rapporto globale sul divario di genere del World Economic Forum il Giappone si classifica al 110esimo posto su 149 paesi.

Le donne giapponesi in protesta contro l’obbligo di indossare tacchi al lavoro: arriva il #KuToo

Giappone, una rivista stila la classifica delle università con le studentesse più “disinibite”

91
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.