Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:09
Pirelli Summer Promo
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Le donne giapponesi in protesta contro l’obbligo di indossare tacchi al lavoro: arriva il #KuToo

Immagine di copertina
Credit: Charly TRIBALLEAU / AFP

Ma il ministro del Lavoro nipponico ignora la petizione: “Questa tradizione è necessaria e appropriata”

Una “u”. In Giappone è questa la differenza tra la parola “scarpe” (kutsu) e la parola “dolore” (kutsuu). Ma spesso, nella pratica, le due cose coincidono. Soprattutto per le donne nipponiche, costrette da antiche consuetudini a indossare sempre i tacchi sul lavoro.

S&D

Sì, perché a Tokyo e dintorni, se una ragazza si presenta in ufficio indossando scarpe sportive, questa scelta – anche quando sia dettata da motivi di salute –  viene interpretata come una mancanza di rispetto.

Una donna che non porta i tacchi non prende sul serio il suo lavoro, insomma. E rischia di non essere presa in considerazione per una nuova posizione in azienda, perché considerata sciatta e maleducata.

Questo anche se indossare scarpe taccate in molti casi provoca dolorose vesciche ai piedi e, alla lunga, può portare a problemi posturali seri, che coinvolgono la schiena, il collo, le articolazioni.

La petizione di Ishikawa. Yumi Ishikawa, attrice e scrittrice 32enne, ha detto basta a questo dress code, da lei definito “discriminatorio e obsoleto”. Si è fatta fotografare seduta su una scrivania in perfetto look da ufficio – t-shirt nera e gonna longuette in raso rosa – ma con le scarpe da ginnastica ai piedi, e ha lanciato una petizione via internet che in poco tempo ha raccolto decine di migliaia di firme (al momento sono più di 28mila sul sito Change.org).

Un gesto presto diventato virale sul web: in tantissime hanno cominciato a condividere sui social scatti di piedi doloranti o sanguinanti dopo lunghe giornate di lavoro “sui trampoli”. “Spero che la petizione aiuti a cambiare la mentalità secondo cui una donna non rispetta le buone maniere se indossa scarpe senza tacco come fanno gli uomini”, ha dichiarato Ishikawa.

#KuToo. Ad accompagnare il tutto, l’hashtag #KuToo. Richiama la prima sillaba di “scarpe” e di “dolore” – in giapponese – e rievoca il #MeToo, il movimento di protesta nato negli Usa a ottobre 2017, dopo le molteplici accuse di molestie sessuali rivolte da star di Hollywood al produttore Harvey Weinstein.

Le richieste ufficiali e il rifiuto ministero del Lavoro. Forte del sostengo ricevuto online, Ishikawa ha chiesto ufficialmente a Takumi Nemoto, ministro del Lavoro del Sol Levante, di condannare quest’imposizione sociale, per fare in modo che le donne non siano più costrette a portare i tacchi in ufficio. Ma la risposta di Nemoto è stata negativa: per lui, che le donne indossino i tacchi è qualcosa di “necessario e appropriato”, “generalmente accettato dalla società”. Anche per questo – nella classifica stilata dal World Economic Forum circa la parità di genere – il Paese di Shinzō Abe si aggiudica il 110° posto su 149.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Violenza e diritti umani in Colombia: da Montecitorio il sostegno alla Comunità di Pace di San José de Apartadó
Esteri / Regno Unito, due cavalli corrono liberi nel centro di Londra: almeno una persona ferita
Esteri / Esclusivo – Viaggio nell’Europa rurale, dove l’estrema destra avanza sfruttando il senso di abbandono
Ti potrebbe interessare
Esteri / Violenza e diritti umani in Colombia: da Montecitorio il sostegno alla Comunità di Pace di San José de Apartadó
Esteri / Regno Unito, due cavalli corrono liberi nel centro di Londra: almeno una persona ferita
Esteri / Esclusivo – Viaggio nell’Europa rurale, dove l’estrema destra avanza sfruttando il senso di abbandono
Esteri / Gaza: oltre 34.260 morti dal 7 ottobre. Media: "Il direttore dello Shin Bet e il capo di Stato maggiore dell'Idf in Egitto per discutere dell'offensiva a Rafah". Hamas diffonde il video di un ostaggio. Continuano gli scambi di colpi tra Tel Aviv e Hezbollah al confine con il Libano. L'Ue chiede indagine indipendente sulle fosse comuni a Khan Younis. Biden firma la legge per fornire aiuti a Ucraina, Israele e Taiwan
Esteri / Gaza: oltre 34.180 morti. Hamas chiede un'escalation su tutti i fronti. Tel Aviv nega ogni coinvolgimento con le fosse comuni di Khan Younis. Libano, Idf: "Uccisi due comandanti di Hezbollah". Il gruppo lancia droni su due basi in Israele. Unrwa: "Impedito accesso ai convogli di cibo nel nord della Striscia"
Esteri / Gaza, caso Hind Rajab: “Uccisi anche i due paramedici inviati a salvarla”
Esteri / Suoni di donne e bambini che piangono e chiedono aiuto: ecco la nuova “tattica” di Israele per far uscire i palestinesi allo scoperto e colpirli con i droni
Esteri / Francia, colpi d'arma da fuoco contro il vincitore di "The Voice 2014": è ferito
Esteri / Gaza, al-Jazeera: "Recuperati 73 corpi da altre tre fosse comuni a Khan Younis". Oic denuncia "crimini contro l'umanità". Borrell: "Israele non attacchi Rafah: provocherebbe 1 milione di morti". Macron chiede a Netanyahu "un cessate il fuoco immediato e duraturo". Erdogan: "Evitare escalation". Usa: "Nessuna sanzione per unità Idf, solo divieto di ricevere aiuti"
Esteri / Raid di Israele su Rafah: ventidue morti tra i quali nove bambini