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Chi ha vinto le elezioni in Germania

Angela Merkel vince di nuovo, sia pure in calo, e ottiene il suo quarto mandato. Grande exploit dell'ultradestra. Batosta per i socialisti

Di Stefano Mentana
Pubblicato il 24 Set. 2017 alle 19:32 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 21:04
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Immagine di copertina
Angela Merkel. Credit: Swen Pförtner

La CDU, il partito cristiano-conservatore della cancelliera Angela Merkel, è saldamente in testa alle elezioni per il parlamento tedesco del 24 settembre, secondo quanto emerge dai risultati dopo che quasi la totalità dei voti è stata scrutinata.

Merkel ha ottenuto il 33 per cento, un dato in forte calo rispetto alla precedente tornata elettorale (41,5 per cento), ma sufficiente per assicurarsi il suo quarto mandato alla guida della Germania.

Grande successo per il partito d’estrema destra ed euroscettico dell’Alternative für Deutschland (AfD), che si è affermato come terzo partito a livello nazionale, con quasi il 13 per cento dei voti, cifra che garantisce il suo ingresso nel Bundestag, il parlamento tedesco, per la prima volta nella storia.

I socialisti dell’SPD invece escono sostanzialmente sconfitti dal voto di questa tornata: sembrano infatti destinati a fermarsi al 20 per cento circa, dato che costituirebbe il loro minimo storico dal dopoguerra a oggi.

Il leader dei socialisti Martin Schulz ha detto che “oggi è un giorno triste per i social democratici tedeschi, abbiamo perso le elezioni”. Schulz ha aggiunto non si candiderà per le elezioni di segretario del suo partito, previste a dicembre.

L’aspetto forse più importante è che i socialisti hanno annunciato che non faranno parte della “Grosse Koalition” (Grande Coalizione) insieme al partito della Merkel per un nuovo governo di larghe intese, contrariamente a quanto avvenuto finora.

Questo apre uno scenario incerto e difficile per la Merkel, che dovrà cercare di formare una coalizione politica con gli altri partiti, e con la quale si dovrà reggere il suo quarto governo.

Che succede ora: quale coalizione per il nuovo governo tedesco?

Stando ai primi dati, ed escludendo a priori l’AfD da tutte le possibili coalizioni (così come è stato dichiarato dai diversi partiti durante l’intera campagna elettorale), le uniche alleanze possibili sarebbero la “Grosse Koalition” tra CDU ed SPD, o la cosiddetta “coalizione Giamaica”, così chiamata dai colori dei partiti che la compongono, ovvero CDU, liberali dell’FDP e Verdi.

La “Grosse Koalition” tuttavia sembra destinata a essere esclusa: le prime dichiarazioni degli esponenti dell’SPD infatti hanno parlato chiaramente di un ritorno dei socialdemocratici all’opposizione e, di conseguenza, della fine dell’esperienza della “Grande Coalizione” che ha sostenuto la Merkel tra il 2005 e il 2009, prima, e tra il 2013 e oggi poi.

Il partito di Angela Merkel ha superato di oltre dieci punti i socialdemocratici dell’SPD, ma ha in ogni caso visto un calo di ben nove punti rispetto a quattro anni fa, quando raggiunse il 41,5 per cento.

Il quarto mandato di Angela Merkel, da 12 anni al potere 

Angela Merkel si appresta comunque a insediare il suo quarto governo, raggiungendo così il record dei suoi compagni di partito, Konrad Adenauer ed Helmut Kohl, al momento gli unici politici tedeschi ad aver vinto quattro elezioni nazionali.

Non si tratta di due politici qualsiasi, dal momento che Adenauer è considerato il simbolo della rinascita tedesca dopo la catastrofe della Seconda Guerra Mondiale e Kohl il principale artefice della riunificazione della Germania dopo la caduta del muro di Berlino.

In ogni caso, Angela Merkel si appresta a dover fare i conti con il parlamento più frammentato e con più partiti rappresentati della storia tedesca dal dopoguerra a oggi.

L’exploit dell’estrema destra euroscettica (AfD)

A beneficiare di questo crollo sembra essere stata soprattutto l’AfD, un partito nato nel 2013 su iniziativa di un gruppo di accademici contrari all’Euro con posizioni euroscettiche e contrarie all’immigrazione.

L’AfD ha guadagnato popolarità soprattutto in seguito alla decisione di Angela Merkel del 2015 di aprire le frontiere a oltre un milione di migranti in fuga dal conflitto in corso in Medio Oriente.

Va inoltre detto che nell’ex Germania Est, gli euroscettici di estrema destra dell’AfD sono risultati il secondo partito, con oltre il 20 per cento dei consensi, subito dopo la CDU della Merkel.

Nello stesso territorio i socialisti dell’SPD sono relegati in quarta posizione alle spalle anche della Linke, la sinistra, qui tradizionalmente forte.

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