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Germania, un arresto per l’omicidio del politico pro-migranti Walter Lübcke

Di Marta Facchini
Pubblicato il 16 Giu. 2019 alle 19:05 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:33
Immagine di copertina
Credit: Afp

Germania arresto omicidio Lübcke – La polizia dell’Assia ha arrestato un uomo considerato responsabile dell’omicidio dell’esponente politico della Cdu Walter Lübcke, trovato senza vita nella sua abitazione due settimana fa con una ferita di pistola alla testa. A riferirlo è il Tegesspiegel, che cita fonti di polizia giudiziaria, specificando che l’arrestato è stato identificato con la prova del Dna.

Secondo altri media tedeschi, tra cui Bild e Frankurter allgeneine, si tratterebbe di un 45enne legato ad ambienti dell’ultradestra locale.

Lübcke, 65enne, come raccontavo lo Spiegel, era da dieci anni presidente del governo regionale di Kassel, regione nel nord dell’Assia. Di posizioni politiche moderate, stimato dai suoi avversari, era stato stato anche membro del parlamento statale dell’Assia. Dagli anni Ottanta, Lübcke faceva parte della Cdu, il partito di Angela Merkel.

Nel 2015, nel momento culminate dell’ondata migratoria in Germania, era stato minacciato per avere preso posizione a favore dell’accoglienza di rifugiati e dell’apertura delle frontiere. Come ricordato dal Corriere della Sera, Lübcke in un incontro pubblico aveva spiegato le motivazioni delle sue scelte, sottolineando che l’amore per il prossimo è un principio cardine per la convivenza in Germania. In quell’occasione aveva dichiarato: “Chi non è d’accordo con questi valori, può in qualsiasi momento lasciare il Paese. È la libera scelta di ogni tedesco”.

Gli insulti sono continuati anche dopo la sua morte. Anche dopo il funerale, dove per l’ultimo saluto si sono raccolte almeno duemila persone, i social media sono stati travolti da commenti che inneggiavano al suo assassinio. Frasi ingiuriose come: “Il figlio di puttana ha avuto il colpo di grazia. Rispetto». E ancora: “Colpevole, nessuna pietà. Ecco quello che succederà a Merkel e agli altri”. E poi: “Brindiamo alla sua morte”.

Indignato il mondo politico. “Era un costruttore di ponti“, ha dichiarato Volker Bouffier, presidente dell’Assia, ricordando l’impegno del compagno nella difesa degli ultimi.