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Genitori di un bambino malato di cancro rifiutano la chemioterapia per curare il piccolo con l’olio di cannabis

Il padre del piccolo, ex consumatore di cannabis ricreativa, è convinto che questa cura sperimentale porterà grandi benefici al figlio

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 13 Dic. 2019 alle 11:51 Aggiornato il 13 Dic. 2019 alle 12:26
Immagine di copertina

Genitori di un bambino malato di cancro rifiutano la chemio per l’olio di cannabis

I genitori di un bambino malato di cancro rifiutano di sottoporre il piccolo alla chemio per tentare di curarlo con l’olio di cannabis.

L’incredibile vicenda è avvenuta in Galles ed è stata riportata da alcuni quotidiani britannici.

Secondo quanto ricostruito, William, questo il nome del piccolo di appena 15 mesi, aveva un tumore “grande come una pallina da tennis” attorno al tronco encefalico.

Trasportato all’ospedale universitario di Cardiff, in Galles, il bambino è stato sottoposto a un’operazione chirurgica, durante la quale i medici sono riusciti a rimuovere l’85 per cento della massa cancerosa.

Per ridurre il restante 15 per cento, i dottori hanno raccomandato ai genitori del bambino di sottoporre il piccolo a cicli di chemioterapia e radioterapia.

Tuttavia, Tom e Kylie, questi i nomi dei genitori del bambino, hanno rifiutato questa opzione, preferendo utilizzare l’olio di cannabis.

Intervistato, il papà ha motivato il suo rifiuto con le seguenti parole. “William ha un anno da vivere. Se si sottoponesse alla chemio e alla radio prolungherebbe la sua vita di per circa due o tre anni, forse anche quattro, ma soffrirebbe enormemente”.

Tom, che è un ex consumatore di cannabis ricreativa, sostiene di aver studiato negli ultimi anni gli effetti benefici dell’olio alla cannabis.

L’uomo è inoltre convinto che le grandi scoperte in questo campo siano continuamente ostacolate dalle aziende farmaceutiche.

“Forse sarò un catalizzatore per cambiare le cose” ha poi affermato il papà del piccolo William.

Tuttavia, interpellati dai giornali inglesi, diversi esperti confermano che non c’è nessuna prova scientifica che terapie alternative riescano a curare il cancro o quantomeno rallentarne la crescita.

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