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Primi passi del G7 sui vaccini ai Paesi poveri: Biden offre 4 miliardi di dollari

Solo 10 paesi hanno somministrato il 75% di tutti i vaccini contro il Covid mentre più di 130 paesi non hanno ricevuto una singola dose: un dato agghiacciante

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 19 Feb. 2021 alle 13:19
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Partiamo da questo dato: il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha dichiarato lo scorso mercoledì che la distribuzione dei vaccini in tutto il mondo è stata “selvaggiamente ingiusta e disomogenea”. Solo 10 paesi hanno somministrato il 75% di tutti i vaccini Covid-19 mentre più di 130 paesi non hanno ricevuto una singola dose: un dato agghiacciante. Secondo Guterrese, “Le persone colpite da conflitti sono particolarmente vulnerabili e rischiano di essere lasciate indietro. In questo momento critico, l’equa distribuzione del vaccino è il più grande test morale davanti alla comunità globale”.

Tutto questo accade mentre le nazioni partecipanti al G7 – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti – hanno preordinato collettivamente 1,5 miliardi di vaccini in più di quanto la loro dimensione della popolazione giustifichi.

Eppure le intenzioni che animano i 7 giganti della terra sembrerebbero altre. In queste ore i leader mondiali si stanno riunendo online in occasione del vertice. Il presidente Usa, Joe Biden, annuncerà un contributo di 4 miliardi di dollari al Covid-19 Vaccines Global Access, il Covac, il programma guidato dall’Organizzazione mondiale della sanità per distribuire i vaccini in maniera più equa. Due miliardi saranno stanziati subito e gli altri due verrebbero sbloccati nei prossimi due anni mano a mano che anche i partner offrono il loro contributo.

È il primo stanziamento degli Stati Uniti per il piano, che era stato snobbato dal presidente Donald Trump. Ma anche il presidente francese Emmanuel Macron ha invitato l’Europa e gli Stati Uniti a inviare urgentemente fino al 5% delle loro forniture alle nazioni in via di sviluppo, assicurando che la sua proposta ha il sostegno della cancelliera tedesca, Angela Merkel.

Nelle aree in via di sviluppo, ha detto Macron, che “le campagne di vaccinazione contro il Covid sono appena iniziate” e si teme che la Cina e la Russia colmino il vuoto, come si sono già offerte di fare. Per Macron, che oggi interverrà in videoconferenza al G7, le nazioni africane sono spesso costrette a comprare vaccini, come quelli prodotti da AstraZeneca, a “prezzi astronomici”, due o tre volte il prezzo pagato dall’Ue. L’Eliseo sostiene che il problema del prezzo potrebbe anche riguardare i vaccini di altre aziende farmaceutiche e questo favorisce l’inserimento da parte di Mosca e Pechino.

Le nazioni del G7, invece di inviare vaccini direttamente in Africa, hanno finanziato un complesso schema noto come Covax per fornire vaccini. Tutti i vaccini che Covax ha acquistato per primi necessitano dell’approvazione dell’OMS prima della distribuzione. Oxford / AstraZeneca, uno dei vaccini su cui si basa Covax, ha dovuto attendere fino a questa settimana per ricevere l’approvazione dell’OMS.

Nel RegnoUnito finora oltre 17 milioni di persone hanno ricevuto una dose del vaccino. Entro la primavera toccherà agli over 50, il che significa aver messo al riparo il 90-99% delle categorie più a rischio di contrarre le forme più gravi o letali di Covid. Il Regno Unito è molto più avanti rispetto ai più grandi Paesi dell’Unione europea perché ha iniziato prima, ma anche perché all’inizio di gennaio è stato deciso un cambiamento di strategia e di raggiungere il numero più alto di persone attraverso una prima dose ritardando la somministrazione della seconda fino a un massimo di 12 settimane di distanza.

E il premier britannico, Boris Johnson, che presiede il summit odierno, annuncerà che il Regno Unito donerà le dosi in più ai Paesi più poveri e cercherà di ridurre a 100 giorni il tempo necessario per produrre nuovi vaccini.

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