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Home » Esteri

Come sarebbero andate le elezioni francesi se si fosse votato con un sistema proporzionale

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Secondo una simulazione del quotidiano francese le Monde il partito del neo presidente Macron sarebbe ben lontano dalla maggioranza assoluta dell'Assemblea nazionale

Se i francesi avessero eletto i loro deputati con un sistema proporzionale, in cui ogni partito ottiene un numero di seggi all’Assemblea nazionale in base ai consensi ottenuti su scala nazionale, il partito En Marche! del presidente Emmanuel Macron non avrebbe ottenuto più di 190 seggi all’Assemblea Nazionale.

Secondo una simulazione del quotidiano francese Le Monde, infatti, senza il caratteristico sistema maggioritario a doppio turno “alla Francese”, a loro sfavorevole,  l’estrema destra di Marine le Pen e la sinistra radicale legata alla France Insoumise sarebbero riuscite  a portare un importante numero di deputati all’interno della camera bassa del Parlamento francese.

Sopratutto, secondo la simulazione del quotidiano francese, una eventuale coalizione a sinistra avrebbe potuto ottenere circa 186 seggi, tenendo ben lontano il partito del neo presidente Macron dal controllo della maggioranza assoluta dell’Assemblea nazionale.

Un’eventuale alleanza tra le forze della sinistra radicale francese, guidate dalla La France Insoumise (LFI) di Jean-Luc Mélanchon e dal  Partito Comunista francese  (che presentandosi in coalizione avrebbero ottenuto 84 seggi con il sistema proporzionale) ed una ipotetica  coalizione delle forze moderate di sinistra come il partito Socialista e il partito dei Verdi (che insieme avrebbero ottenuto 80 seggi), avrebbe infatti potuto aspirare a al controllo di almeno 186 seggi.

A destra invece, il Front National di Marine le Pen avrebbe potuto portare in parlamento più di 80 deputati, mentre una coalizione di centro destra tra Udi e Républicains circa 124 deputati.

La simulazione di Le Monde:

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