Il Financial Times: “L’Ue valuta di incaricare Draghi o Merkel per trattare con Putin”
I ministri degli Esteri europei ne dovrebbero discutere la prossima settimana a Cipro. In lizza anche i finlandesi Stubb e Niinisto
I governi dell’Unione europea stanno valutando di nominare un rappresentante comune per eventuali negoziati con il presidente russo Vladimir Putin sulla guerra in Ucraina: tra i nomi in lizza, spiccano Angela Merkel e Mario Draghi. Lo scrive oggi il Financial Times, citando fonti a conoscenza della questione.
Secondo l’autorevole quotidiano economico britannico, i ministri degli Esteri dei Paesi dell’Ue ne discuteranno la prossima settimana in occasione di un vertice che li vedrà riuniti a Cipro. Altri possibili candidati sarebbero il presidente finlandese Alexander Stubb e il suo predecessore Sauli Niinisto.
La possibilità di incaricare un intermediario europeo ha assunto concretezza dopo che i governi di Stati Uniti e Ucraina hanno dato il via libera a un coinvolgimento più diretto dell’Ue nelle trattative con Mosca.
Il Financial Times afferma che Draghi (ex presidente della Banca Centrale Europea ed ex presidente del Consiglio italiano) e Merkel (cancelliera tedesca dal 2005 al 2021) sono considerati da diversi governi del vecchio continente una “coppia di mani sicure”: due figure rispettate trasversalmente nell’Unione e dotate di un profilo tecnocratico ritenuto adatto a una trattativa complessa.
Un portavoce di Draghi ha rifiutato di commentare le indiscrezioni.
Quanto a Merkel, nei giorni scorsi l’ex cancelliera durante una conferenza ha effettivamente invocato “maggiori sforzi diplomatici” da parte dell’Ue sul fronte dei rapporti con la Russia, ma, interrogata sulla possibilità di assumere un ruolo di mediazione nel conflitto ucraino, ha rimandato la questione ai capi di Stato e di governo europei. Peraltro, il Financial Times osserva che in Germania una parte della Cdu, partito di cui Merkel è stata leader per diciotto anni, è oggi critico nei suoi confronti, accusandola di aver aumentato la dipendenza energetica tedesca da Mosca durante i suoi mandati governativi.
Da quando, nel 2022, la Russia ha invaso l’Ucraina, l’Ue ha interrotto tutti i canali formali con il Cremlino, sostenendo finanziariamente e militarmente Kiev e adottando una ventina di pacchetti di sanzioni contro la Russia. Da allora Putin ha avuto solo sporadici contatti telefonici con alcuni leader europei, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz (quando era ancora in carica), il primo ministro ungherese Viktor Orbán (quando era ancora in carica) e Karl Nehammer (quando era ancora in carica).
Dal canto suo, Mosca ha più volte fatto sapere di essere disponibile a un canale di dialogo con l’Europa, ma a condizione che l’interlocutore non abbia posizioni considerate ostili dal Cremlino.