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Molto può essere fatto da un individuo, ma i risultati più grandi sono possibili solo in due. La storia di Filippo

Immagine di copertina
Il principe Filippo con la regina Elisabetta. Credit: Ansa

Venerdì 9 aprile 2021, alle 12:09 ora di Londra, con una comunicato emesso dal Palazzo è finita la favola della regina Elisabetta e del suo principe, Filippo. “È con profondo dolore che Sua Maestà ha annunciato la morte dell’amato marito, Sua Altezza Reale il principe Filippo, duca di Edimburgo”, poche parole per tanto dolore.

Elisabetta nella sua lunga vita non è mai stata sola. Da 36 ore i network britannici non parlano d’altro. La BBC ha annunciato di aver ricevuto critiche per la copertura della notizia giudicata eccessiva. Di fatto con la programmazione rivoluzionata e documentari in bianco e nero che rilanciano parole e imprese del principe, dalla televisione britannica rimbalza la favola raccontata da lui: “She was 25 and I was 30…”, “Lei aveva 25 anni e io 30…”.

Immagini d’archivio, in cui lo si vede che parla in piedi accanto alla moglie, in occasione del 50esimo anniversario di matrimonio, riferendosi al momento che cambiò per sempre la loro vita: l’ascesa al trono della sua giovanissima moglie nel 1952. Racconta di un cammino insieme non scontato, “molto può essere compiuto da un individuo, ma resto all’antica e sono fermamente convinto che risultati ancora più grandi possono essere raggiunti con un matrimonio basato su una vera partnership”.

Poche, misurate parole ma dense di significato hanno contraddistinto la straordinaria unione tra Elisabetta e Filippo. Un rapporto basato sulla stima, sul rispetto reciproco e sulla tolleranza. Parole sue. Sposati dal ‘47 hanno vissuto in un mondo in continua evoluzione, che ha cambiato regole e stili di vita, ma non loro. Entrambi discendenti dalla regina Vittoria, trisavola di tutti e due, Filippo ed Elisabetta sono lontani cugini.

Il primo incontro risale al ‘34 a un matrimonio di famiglia tra il duca di Kent e la principessa Marina di Grecia, ma la scintilla scattò cinque anni più tardi. Era il 22 luglio 1939 quando il re Giorgio VI accompagnato dalla moglie, la regina Elisabetta e le figlie, Elisabetta e Margaret visitò l’accademia navale di Darmouth, dove a un giovane cadetto fu affidato il compito di fare da guida alle principesse, era Filippo di Grecia.

E il biografo ufficiale del sovrano, Sir John Wheeler-Bennet, lo scrisse da subito: “Questo è l’uomo di cui Elisabetta si è innamorato fin dal primo incontro”. Se i sentimenti della principessa erano certi, il cuore di Filippo era più ballerino. Nato sull’isola di Corfù nel 1921 era l’unico figlio maschio, dopo quattro sorelle, della principessa Alice di Battenberg e del principe Andrea di Grecia e Danimarca.

Ma la famiglia fu costretta a fuggire dal paese l’anno successivo. Si salvarono scappando a bordo di una nave della Royal Navy e Filippo venne nascosto in una cassa di arance. Era già un sopravvissuto a un’infanzia difficile. Tutto precipitò nel 1930 quando la madre fu internata in un ospedale psichiatrico. Il padre abbandonò la famiglia per ritirarsi nel sud della Francia con la sua amante. Le sorelle si sposarono, con uomini che sarebbero diventati ufficiali dell’esercito nazista.

Fu lo zio, il fratello maggiore di sua mamma George Mountbatten, secondo marchese di Milford Haven, ad occuparsi affettuosamente di lui durante i suoi soggiorni a Londra, ma fu l’altro zio, lo scaltro e ambizioso Louis Mountbatten, fratello di George, a pianificargli il futuro, che puntava dritto all’erede al trono d’Inghilterra, la principessa Elisabetta.

La scuola, la Gordonstoun School in Scozia, gli insegnò a eccellere, la Seconda Guerra Mondiale, poi, il coraggio. Bello, alto, biondo e atletico era un leader nato. Il successo con le donne arrivò di conseguenza. Lo scetticismo di allora, nei confronti del principe, sul loro matrimonio si è trasformato, 74 anni dopo, nella profonda devozione di un’intera nazione e del Commonwealth in questi giorni di lutto.

Se Elisabetta II, la regina dei record, è diventata la roccia di un paese il merito è anche di Filippo, che tra luci e ombre ha lavorato per lei offrendole sempre sostegno e sicurezza. Un passo indietro necessario in pubblico, riguadagnato in privato, con ben salde nelle sue mani le redini della famiglia.

Tante variabili nella vita di Elisabetta e una sola costante, Filippo. Dopo 22mila impegni pubblici nel 2017, a 96 anni, ha deciso di ritirarsi a vita privata, non mancando però a pochi selezionati appuntamenti.

Di se stesso disse, con una nota ironica, di essere stato il più abile tagliatore di nastri della storia. In realtà è stato ben altro: un formidabile gaffeur, un eroe di guerra, un brillante interlocutore, uno straordinario modernizzatore di un’istituzione antiquata, un fedele servitore della corona, un nonno unico, un padre presente, ma soprattutto la forza e la stabilità di una regina che, adesso, alla soglia dei 95 anni deve incominciare a camminare da sola.

Leggi anche: 1. La vita spericolata del principe Filippo / 2. “È stato semplicemente la mia forza”: il commovente messaggio della regina Elisabetta per il principe Filippo

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