La falsa ambasciata americana che vendeva documenti illegali in Ghana

La rappresentanza diplomatica, gestita da gang criminali, ha rilasciato per oltre dieci anni ad Accra visti e passaporti autentici, ma ottenuti illegalmente

Di TPI
Pubblicato il 5 Dic. 2016 alle 15:45 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 08:09
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Immagine di copertina

Le autorità ghanesi hanno chiuso un’ambasciata ad Accra, capitale del Ghana. Non si tratta dell’inizio di una crisi diplomatica, ma dello smantellamento di un’organizzazione criminale.

Una falsa rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti nel paese africano rilasciava da dieci anni visti americani autentici, ma ottenuti illegalmente.

L’ufficio in questione aveva sede in un fatiscente edificio rosa di due piani che sventolava orgogliosamente una bandiera a stelle e strisce, ed esponeva al suo interno l’immancabile ritratto del presidente statunitense.

Ma la vera ambasciata non ha nulla a che vedere con questa struttura e si trova invece in uno dei quartieri più fortificati e lussuosi della capitale ghanese.

Il personale della falsa ambasciata era composto da cittadini locali e turchi, che parlavano inglese e olandese, e appartenevano a gang criminali, le quali si avvalevano della consulenza legale di un avvocato esperto in diritto migratorio e penale.

Durante le indagini è emersa anche l’esistenza di una falsa ambasciata dei Paesi Bassi ad Accra, che svolgeva le stesse attività. Il gruppo rilasciava visti, documenti d’identità e certificati di nascita autentici, ma ottenuti in modo fraudolento, alla cifra di 6.000 dollari l’uno.

Le perquisizioni hanno condotto all’arresto di alcune persone, mentre le autorità hanno rinvenuto visti contraffatti di diversi paesi – India, Sudafrica e membri dell’area Schengen –, ma anche 150 passaporti di dieci nazionalità.

Non è chiaro come l’organizzazione criminale avesse ottenuto i documenti e quante persone siano entrate nei paesi di destinazione con i visti emessi dalla falsa ambasciata.

L’ufficio non accettava appuntamenti ma riceveva tre mattine a settimana e pubblicizzava i suoi servizi in Ghana, Togo e Costa d’Avorio, attirando clienti in tutta l’Africa occidentale.

La richiesta di visti occidentali in Africa costituisce un business redditizio.

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