Facebook accusa NSO Group di attacchi hacker su WhatsApp: “Rubati dati degli utenti”

Il popolare social network denuncia un presunto furto di dati degli utenti

Di Alice Possidente
Pubblicato il 30 Ott. 2019 alle 11:13
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Facebook accusa NSO Group di attacchi hacker su WhatsApp

Facebook ha fatto causa alla società israeliana NSO Group (una società tecnologica israeliana focalizzata sulla cyber intelligence) per un presunto furto di dati degli utenti di WhatsApp, avvenuto tra aprile e maggio di quest’anno. In una denuncia di 15 pagine presentata al Tribunale distrettuale di San Francisco, negli Stati Uniti, pubblicata in copia dal quotidiano The Washington Post, Facebook denuncia una serie di attacchi informatici contro oltre 100 attivisti, giornalisti, funzionari governativi, diplomatici e dissidenti politici nel mondo.

Secondo Will Cathcart, amministratore delegato di WhatsApp, la società di sorveglianza israeliana ha sfruttato un difetto dell’app di messaggistica per “infettare” smartphone e altri dispositivi mobili delle vittime con un malware, che ha permesso ai suoi clienti di spiarli segretamente. “Ciò che è accaduto dovrebbe servire come campanello d’allarme per le aziende tecnologiche, i governi e tutti gli utenti di Internet”, ha scritto Cathcart sul Washington Post. “La proliferazione di questa tecnologia nelle mani di aziende e governi irresponsabili mette tutti noi a rischio”.

Lo scorso anno la compagnia israeliana, con sede a Herzliya, era stata accusata di aver venduto un software spia ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per intercettare le telefonate dell’allora primo ministro libanese, Saad Hariri.

Il gruppo NSO ha sempre affermato in passato di aver venduto il proprio software a condizione che venga utilizzato solo contro il crimine organizzato e il terrorismo, negando ogni responsabilità su un suo eventuale utilizzo per violare i diritti civili da parte di governi stranieri.

Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti non riconoscono Israele, ma i due paesi sembrano intrattenere forti legami dietro le quinte con lo Stato ebraico. Poiché Israele considera qualsiasi software di sorveglianza come un’arma, il gruppo NSO e le sue affiliate potrebbero averlo venduto ai due Paesi arabi solo con l’approvazione del ministero della Difesa israeliano.

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