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Referendum in Etiopia, il popolo Sidama vota per l’autonomia

Di Alice Possidente
Pubblicato il 20 Nov. 2019 alle 12:28
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Referendum in Etiopia, il popolo Sidama vota per l’autonomia

I seggi si sono aperti oggi, mercoledì 20 novembre 2019, in Etiopia, dove il popolo Sidama si appresta a votare per la propria autodeterminazione. Questo referendum è seguito da vicino da altri gruppi etnici del paese che cercano anche loro maggiore autonomia.

Da tempo i Sidama, che in totale sono circa tre milioni di persone, stanno cercando di ottenere autonomia. A metà luglio decine di persone sono morte negli scontri tra forze di sicurezza e attivisti Sidama dopo che il governo ha ritardato il voto di cinque mesi.

“Il processo verso il referendum ha avuto un prezzo pesante da pagare, con molti morti e feriti. Ma ora l’attesa è molto alta e l’atmosfera molto pacifica”, aveva dichiarato ad AFP qualche giorno fa un residente di nome Cherinet Deguye, un cittadino di etnia Sidama.

Se il referendum dovesse passare, il popolo Sidama controllerà le tasse locali, l’istruzione, la sicurezza e le leggi in una nuova regione autonoma che sarebbe la decima dell’Etiopia.

La situazione nel paese

Il voto per i Sidama, popolazione che vive principalmente nel sud e che comprende circa il 4 per cento dei 105 milioni di persone dell’Etiopia, precede le elezioni generali del prossimo anno e ha portato timori di rinnovata violenza.

Le regioni della nazione del Corno d’Africa sono incoraggiate da un clima politico più aperto da quando Abiy Ahmed è diventato premier nel 2018. Tuttavia, sono aumentate le violenze tra gli oltre 80 gruppi etnici dell’Etiopia, costringendo oltre due milioni di persone a lasciare le loro terre di origine.

A oggi l’Etiopia è divisa in nove stati federali che godono di un certo livello di autonomia, grazie al quale possono scegliere la loro lingua ufficiale e decidere, anche se in maniera limitata, in materia di tassazione, istruzione, sanità e amministrazione territoriale.

Secondo alcuni osservatori, il voto di oggi potrebbe incoraggiare altri gruppi etnici a intraprendere la stessa strada, un’eventualità che potrebbe far aumentare il rischio di violenza nel paese.

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