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Home » Esteri

Etiopia, dichiarato lo stato d’emergenza per le proteste

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I due gruppi etnici più numerosi del paese protestano da mesi sostenendo che il potere è nelle sole mani di un'altra etnia minore

L’Etiopia ha dichiarato lo stato d’emergenza nazionale in seguito a una serie di proteste anti-governative che si susseguono da mesi indette dai due gruppi etnici più importanti e numerosi del paese.

I gruppi etnici degli Oromo e degli Amhara – che insieme costituiscono circa il 60 per cento della popolazione etiope – protestano da mesi perché sostengono che il potere sia detenuto da una ristretta cerchia di persone appartenente all’etnia numericamente meno popolosa dei Tigre (che rappresenta il solo 6 per cento della popolazione totale).

Le violenze sono aumentate nel corso dell’ultima settimana in Etiopia. Domenica scorsa, il 2 ottobre 2016, almeno 55 persone sono rimaste uccise negli scontri tra la polizia e i manifestanti a un festival organizzato dall’etnia degli Oromo.

Centinaia di persone sono morte negli ultimi mesi di proteste e decine di migliaia di persone sono state arrestate.

Il primo ministro etiope Hailemariam Desalegn ha così ufficialmente dichiarato lo stato d’emergenza, annunciando sulla televisione di stato che rimarrà in vigore per sei mesi.

– LEGGI ANCHE: TUTTO QUELLO CHE C’È DA SAPERE SULLE VIOLENZE CONTRO GLI OROMO IN ETIOPIA, DI CUI NESSUNO PARLA 

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