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Home » Esteri

L’inquietante regalo di Erdogan ai leader Nato: una pistola con sei proiettili

Immagine di copertina
Foto AGF

Von der Leyen ringrazia, Meloni la affida a Palazzo Chigi, Starmer e Merz la lasciano in Turchia. Così il presidente turco ha voluto esibire la forte della sua industria delle armi

Al termine del vertice Nato di Ankara, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha regalato a ciascuno dei leader ospiti una pistola con inciso il proprio nome, accompagnata da sei proiettili. L’arma e le munizioni – consegnate in una teca di legno con la bandiera turca e il simbolo della Nato – sono state esentate dai controlli sulle esportazioni alla frontiera turca.

Il dono ha destato sorpresa nei capi di Stato e di governo e nei relativi staff. “Un regalo insolito”, lo ha definito il primo ministro ungherese Péter Magyar. Il primo ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier olandese Rob Jetten hanno lasciato la pistola nelle rispettive ambasciate in Turchia.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha invece “espresso la sua gratitudine” a Erdoğan per l’omaggio e ha fatto sapere che l’arma verrà resa inutilizzabile e donata a un museo militare.

Il primo ministro belga Bart De Wever ha consegnato l’arma alla polizia dell’aeroporto di Bruxelles affinché la custodisse in una cassaforte, mentre il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha affidato il suo regalo al Ministero dell’Interno iberico “che si occuperà di disattivarlo per poterlo poi inventariare e immagazzinare”.

Il primo ministro canadese Mark Carney ha accettato la pistola lasciando però le munizioni in Turchia: “Mi è sembrato che il mio regalo di sciroppo d’acero fosse un po’ sproporzionato”, ha ironizzato, per poi aggiungere: “Vorrei rassicurare i canadesi: tenete le armi lontane da me”.

Quanto a Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio italiana ha portato con sé l’arma sul volo di ritorno per poi consegnarla ai funzionari di Palazzo Chigi: le regole sui regali di rappresentanza – introdotte nel 2007 dall’allora Governo Prodi – prevedono che i doni non possano essere trattenuti a titolo personale ma debbano essere catalogati e custoditi negli spazi ufficiali del governo; trascorso un certo periodo, potranno essere esposti in mostre o devoluti in beneficenza.

Resta la domanda: perché Erdoğan ha scelto di regalare ai suoi omologhi proprio una pistola? L’ipotesi più accreditata tra i commentatori è che il presidente turco abbia voluto mettere in mostra l’industria della difesa del suo Paese. L’arma donata è una Gumusay 357 Magnum, revolver a sei colpi prodotto dall’azienda turca di armi Mke negli anni Novanta. Secondo lo Small Arms Survey di Ginevra, tra il 2019 e il 2024 la Turchia è stata il terzo esportatore mondiale di armi leggere dopo Stati Uniti e Italia.

L’aumento delle spese militari è stato uno degli argomenti centrali del vertice Nato di Ankara. I Paesi dell’Alleanza si sono impegnati a destinare entro il 2035 il 5% del Pil nazionale alla difesa e alla sicurezza. Anche l’Italia – che attualmente è al 2% – ha aderito.

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