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Elezioni in Polonia 2019, i risultati: vincono i sovranisti di Jaroslaw Kaczynski

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 13 Ott. 2019 alle 21:56 Aggiornato il 14 Ott. 2019 alle 13:34
Immagine di copertina
Il leader di Diritto e giustizia Jaroslaw Kaczynski. EPA/Radek Pietruszka

Elezioni in Polonia 2019, i risultati: vincono i sovranisti di Jaroslaw Kaczynski

I risultati delle elezioni in Polonia del 13 ottobre 2019, premiano i sovranisti: come previsto, il partito di destra “Diritto e Giustizia” (Pis) del leader Jaroslaw Kaczynski ha vinto le elezioni parlamentari in Polonia con il 45,8 per cento. È quanto emerge dallo spoglio elettorale, ormai giunto quasi alla conclusione.

Il principale gruppo di opposizione, la Coalizione civica (KO) di centro liberale formato dalla Piattaforma civica fondata dal presidente dell’Unione europea Donald Tusk ha raccolto, invece,  il 25,5 per cento, quasi la metà dei voti ottenuti da Kaczynski.

La Sinistra (Lewica), invece, ha preso l’11,9 per cento. La coalizione unisce ad altri partiti l’Alleanza della sinistra democratica (Sld) rimasta fuori dal parlamento nel 2015. Alla coalizione polacca (Kp), il blocco che include il ruralista e conservatore Partito Popolare Polacco (Psl) va il 9,6 per cento, mentre i nazionalisti della Confederazione Libertà e Indipendenza ottengono il 6,4 per cento.

Il partito di destra “Diritto e Giustizia” (Pis) conserva e accresce la maggioranza assoluta alla Camera nelle elezioni parlamentari in Polonia del 13 ottobre: secondo un exit-poll Ipsos pubblicato dall’emittente polacca pubblica Tvp e dalla privata Tvn, alla formazione del leader Jaroslaw Kaczynski dovrebbero essere attribuiti 239 seggi, quattro in più rispetto alle precedenti elezioni del 2015 (il totale dei seggi al Sejm – a Camera dei deputati della Polonia – è di 460).

Per quanto riguarda, invece, il principale gruppo di opposizione, Coalizione civica, secondo l’exit-poll otterrebbe 130 seggi, mentre alla Sinistra ne andrebbero 43 e alla Coalizione polacca 34. In parlamento al Sejm farebbero il loro ingresso anche i nazionalisti anti-Ue di Confederazione con 13 deputati.

Secondo i dati diffusi, l’affluenza registrata sarebbe in aumento rispetto all’ultima tornata elettorale del 2015 quando si attestava al 50,2 per cento: stavolta, invece, alle urne sarebbero andati il 61,1 per cento.

Il partito di governo euroscettico e populista “Diritto e giustizia” (Pis) del leader Jaroslaw Kaczynski era il favorito sin dall’inizio. Lo schieramento di destra è guidato dal fratello dell’ex presidente – Lech Kaczynski, morto nel 2010 in un incidente aereo – Jarosław Kaczynski.

“Diritto e giustizia”, alla guida del paese nella legislatura che volge al termine, ha portato la Polonia su posizioni fortemente conservatrici. Il paese è oggi uno dei più in vista del gruppo di Visegrad.

A candidarsi premier per lo schieramento del Pis è Mateusz Morawiecki, che dal 2017 è a capo del governo. Ad opporsi a “Diritto e Giustizia” è la formazione di centro Colizione civica (KO), che solo con un difficile accordo con altri partiti di centro destra e con quelli di sinistra potrebbe arrivare a ottenere i 231 seggi utili per governare il paese.