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Ecuador, fine delle proteste: Moreno ritira il piano per l’austerity e gli indigeni si ritirano

Nelle manifestazioni dei giorni scorsi sono morte sette persone

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 14 Ott. 2019 alle 13:51 Aggiornato il 14 Ott. 2019 alle 14:00
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Ecuador, fine delle proteste: accordo tra il presidente Moreno e gli indigeni

Il presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno, ha annunciato di aver deciso di annullare il decreto esecutivo 883, che stipulava l’eliminazione totale dei sussidi al carburante, come chiesto dalla Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador (Conaie). Secondo il quotidiano statale El Telegrafo, questa misura fa parte di un accordo in base al quale la Conaie metterà fine alle sue manifestazioni antigovernative.

L’annuncio da parte di Moreno della firma del decreto 883 aveva scatenato la rivolta sia delle organizzazioni indigene sia dell’opposizione politica che fa riferimento all’ex presidente Rafael Correa, con tensioni di piazza durate 12 giorni che hanno avuto un bilancio di cinque morti e centinaia di feriti, e quasi mille persone arrestate, nonché gravi pregiudizi per l’economia del Paese.

“Con questo accordo le mobilitazioni in tutto l’Ecuador sono terminate e insieme ci impegniamo a ripristinare la pace nel Paese”: così recita il comunicato congiunto finale del presidente ecuadoriano, Lenin Moreno, e dei leader della protesta indigena.

Come deciso nel corso di una riunione tra le due parti, il governo ecuadoriano e le associazioni degli indigeni, sarà creata una commissione a cui parteciperanno rappresentanti del governo e dei gruppi sociali con l’obiettivo di concordare interventi in materia di politica economica. La riunione è stata facilitata dalle Nazioni Unite.

Ecuador, l’intervento dell’Onu

Rappresentanti del governo dell’Ecuador e delle organizzazioni degli indigeni ecuadoriani si siederanno attorno ad un tavolo domani a Quito per dialogare, dopo le intese raggiunte ieri che hanno portato all’annullamento del decreto 883 con cui il presidente Lenin Moreno aveva azzerato i sussidi ai carburanti. In un breve comunicato diramato la notte scorsa dall’ufficio delle Nazioni unite nella capitale ecuadoriana si conferma l’appuntamento, anche a nome della chiesa cattolica, e si ringraziano “le parti per la fiducia concessa”.

In un successivo testo la stessa Onu chiarisce che, “in conformità con l’accordo annunciato al Paese dal presidente e dai dirigenti delle organizzazioni (degli indigeni) Conaie, Feine e Fenocin”, il decreto 883 “è stato revocato”. Per cui si procederà “immediatamente a lavorare per l’elaborazione di un nuovo decreto che permetta una politica di sussidi, con un approccio integrale, che garantisca che essi non siano destinati a persone di alto reddito ed ai contrabbandieri, con criteri di razionalizzazione, accuratezza e settorializzazione”.

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