Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:17
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Anche l’Economist volta le spalle a Draghi: “La sua candidatura al Quirinale un male per l’Italia e l’Europa”

Immagine di copertina
Credit: Ansa foto

“Il tentativo di Mario Draghi di diventare presidente della Repubblica è una cosa negativa per l’Italia e l’Europa”, l’Economist boccia l’ipotesi di Draghi al Quirinale dopo aver elogiato, lo scorso dicembre, la sua opera a Palazzo Chigi.

Bocciato

Il prestigioso settimanale britannico aveva già espresso, incoronando l’Italia “Paese dell’anno”, molte perplessità sull’ipotesi che il premier italiano lasciasse il suo ruolo di capo del governo. Ora, nel giorno della prima votazione per il Quirinale, torna sull’argomento.

“Dopo 12 mesi di inusuale quiete e unità nella politica italiana ed europea – si legge nell’articolo – il passaggio di Draghi al Quirinale potrebbe mettere tutto a rischio”. Inoltre, se Draghi fosse eletto alla presidenza della Repubblica “sarà difficile trovare un successore in grado di tenere insieme l’attuale eterogenea coalizione”.

La posizione di Draghi è scomoda perché secondo l’Economist “anche se non fosse eletto la sua posizione verrebbe ridimensionata, e quindi potrebbe trovare difficoltà anche nel prosieguo dell’incarico di presidente del Consiglio”.

“L’Italia – ricorda il settimanale – è il principale beneficiario dei fondi dell’Ue per la ripresa dalla pandemia. La speranza è che i soldi possano essere spesi in modo da stimolare la crescita economica dell’Italia. Per più di due decenni, la pessima performance del paese ha agito da freno alla crescita economica dell’intera Ue”.

“Il governo di Draghi – si legge – ha iniziato bene l’attuazione delle riforme e degli investimenti necessari per assorbire la liquidità in modo produttivo. Ma il suo desiderio appena mascherato di lasciare la residenza del presidente del Consiglio mette tutto a rischio”.

Ipotesi nuovo governo

L’Economist infine esprime molta preoccupazione sulla possibilità che si vada a elezioni anticipate, anche se lo crede improbabile dato che “se l’attuale parlamento venisse sciolto prima del 24 settembre, i suoi membri perderebbero i diritti pensionistici accumulati”. Lo scenario più probabile è che “si formi un governo che prosegua l’operato di Draghi zoppicando, per poi crollare non troppo lontano dalla fine naturale della legislatura, nel marzo 2023”.

Ti potrebbe interessare
Esteri / DeepSeek presenta in Cina il nuovo programma di intelligenza artificiale V4
Esteri / Netanyahu: "Avevo un tumore alla prostata. Ma grazie a Dio ho sconfitto anche lui"
Esteri / Il figlio muore a 23 anni, la mamma decide di ricorrere al suicidio assistito: “Senza di lui non esisto”
Ti potrebbe interessare
Esteri / DeepSeek presenta in Cina il nuovo programma di intelligenza artificiale V4
Esteri / Netanyahu: "Avevo un tumore alla prostata. Ma grazie a Dio ho sconfitto anche lui"
Esteri / Il figlio muore a 23 anni, la mamma decide di ricorrere al suicidio assistito: “Senza di lui non esisto”
Esteri / "Il ministro degli Esteri dell'Iran atteso in Pakistan per riprendere i colloqui con gli Usa"
Esteri / Meta licenzierà un dipendente su 10 per finanziare gli investimenti nell’Intelligenza artificiale
Esteri / Aveva scommesso sulla caduta di Maduro subito prima del raid: arrestato un soldato delle forze speciali Usa
Esteri / "Il Pentagono ipotizza la sospensione della Spagna dalla Nato e altre sanzioni per gli alleati che si sono rifiutati di aiutare gli Usa contro l’Iran"
Esteri / Italia-Spagna: due Paesi simili con traiettorie opposte
Esteri / Il miracolo spagnolo di Pedro Sanchez
Esteri / Così la guerra degli Usa all’Iran può distruggere il movimento MAGA